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L’e-Brt e l’attraversamento critico di Lallio: “I pedoni sono in balia delle auto”

Sulla Statale 525 le corsie riservate ai bus elettrici hanno raddoppiato le carreggiate da attraversare, la denuncia di un commerciante: “Le nuove strisce finiscono nel nulla”. Da agosto si attivano le telecamere, Sinistra Italia attacca anche sulle ‘barriere anti-clochard’

Lallio. L’ex Statale 525 è un lungo rettilineo che da Bergamo porta fino a Osio Sotto. Lungo la strada scorrono le corsie dell’e-Brt, attraversando Lallio, Dalmine e Osio Sopra. Per due anni gli operai hanno lavorato, tra ondate di calore o pioggia, per coprire la Roggia Colleonesca: oggi l’acqua continua a scorrere sottoterra, in un nuovo alveo artificiale realizzato in cemento armato.

Proprio al confine tra Bergamo e Lallio, nel raggio di poche centinaia di metri, si susseguono numerose attività commerciali che affacciano direttamente sulla Statale. Di fronte al complesso con l’ufficio postale e il Baby Bazar è stato realizzato un nuovo attraversamento pedonale che, secondo residenti e commercianti, presenta diverse criticità. Il punto è utilizzato quotidianamente dai clienti di negozi e bar, oltre che dai residenti nel piccolo Comune alle porte della città che devono attraversare la Provinciale per raggiungere le abitazioni di parenti o amici. Rispetto a due anni fa, però, le corsie da attraversare sono raddoppiate.

Bastano pochi minuti di osservazione per notare alcune anomalie. La carreggiata è stata ampliata per ospitare le due corsie riservate ai bus elettrici che, da agosto, collegheranno la stazione di Bergamo a Verdellino. Si tratta di un corridoio dedicato esclusivamente all’e-Brt, scelta che Atb ritiene indispensabile per garantire la regolarità del servizio e il rispetto dei tempi di percorrenza.

Le difficoltà emergono provando ad attraversare sulle strisce. Dal Re Caffè Scudeletti verso il distributore di carburante, il percorso pedonale si interrompe quasi subito: a destra il proseguimento verso il Baby Bazar è impedito dalla segnaletica orizzontale, mentre a sinistra il camminamento termina contro il cancello di un’attività privata, costringendo i pedoni a scendere sulla carreggiata. Nella direzione opposta, invece, chi arriva dal distributore e attraversa verso il bar si ritrova in una piccola aiuola. A destra incontra il parcheggio dell’autofficina adiacente, spesso occupato da auto, e finisce così per camminare lungo la corsia riservata all’e-Brt.

e-brt lallioDa un lato il camminamento previsto si interrompe bruscamente

e-brt lallioDall'altro lato le strisce finiscono in un'aiuola

Dopo aver azionato il semaforo e atteso il verde affacciati sull’ex Statale, i pedoni hanno solo una manciata di secondi per completare l’attraversamento. “Si è in balia delle auto e, da agosto, anche degli autobus elettrici – sostiene il titolare del bar, Marco Scudeletti -. Fino a qualche giorno fa pensavamo che dovessero ancora completare l’intervento, ma giovedì scorso sono state tracciate le strisce sull’asfalto. Non sono critiche all’e-Brt come opera, ma con la sicurezza dei pedoni non si scherza e oggi non è garantita. Basta un rapido sopralluogo per rendersi conto della situazione”.

Ogni mattina, assicura Scudeletti, almeno un centinaio di clienti attraversano la Provinciale a piedi per andare a bere un caffè o un aperitivo al bar. “Prima c’era uno spazio lungo il bordo della carreggiata dove camminare. Oggi vedo quotidianamente persone costrette a passare sulla strada”, racconta il titolare.

“Credo sia evidente che l’opera stia sollevando alcune perplessità – commenta la sindaca di Lallio, Sara Peruzzini -. Confido che le interferenze siano già state individuate e che si intervenga rapidamente. Fin dall’inizio ho seguito i lavori sul territorio comunale mantenendo un dialogo costante con Atb e con la Direzione lavori, segnalando quelle che ritenevamo essere le principali criticità. È però evidente che, in un’opera di questa portata, non tutte le osservazioni possono essere accolte”.

Sull’attraversamento, la prima cittadina evita giudizi definitivi: “Le strisce erano necessarie: non si poteva pensare di lasciare i cittadini ad attraversare quattro corsie senza alcuna protezione. L’auspicio è che le valutazioni effettuate in fase progettuale trovino conferma anche dopo l’entrata in servizio della linea. Da parte mia continuerò a tutelare gli interessi del Comune e dei suoi cittadini”.

Quella di Lallio non è l’unica criticità emersa nelle ultime settimane sul progetto dell’e-Brt. Sui social sono circolate fotografie dei pali destinati a sostenere le telecamere per il controllo delle corsie preferenziali, installati in alcuni punti al centro dei marciapiedi. “Gli anziani con il carrellino o le persone in carrozzina non riescono più a passare”, osserva ancora Scudeletti.

Il 73% dei 29,7 chilometri complessivi del tracciato dell’e-Brt (tra andata e ritorno) saranno di fatto maxi zone a traffico limitato, non percorribili da qualsiasi altro veicolo. Per verificare il rispetto del divieto, Atb conta su un apparato di controllo composto da 47 telecamere montate lungo la linea e collegate alle centrali della polizia locale: saranno attivate da agosto, con la prima corsa degli autobus elettrici, e tramite la lettura delle targhe per i trasgressori scatteranno le multe.

palo marciapiede e-brt

“La transizione ecologica o è attenta alle persone o rischia di fare danni”, denuncia il segretario provinciale di Sinistra Italiana, Alfredo Di Sirio. Le critiche non riguardano soltanto i pali collocati sui marciapiedi, ma anche la soppressione di alcuni tratti di pista ciclabile. “Non sono polemiche strumentali, ma problemi reali che toccano la vita quotidiana delle persone – continua Di Sirio -. Liquidare tutto nascondendosi dietro ai numeri del futuro è un errore. La serietà di una coalizione progressista si vede dalla capacità di ascoltare e correggere gli errori, non dal tirare dritto a testa bassa”.

Di Sirio punta il dito anche contro le sbarre metalliche installate al centro delle panchine delle nuove pensiline dell’e-Brt in via Moroni, definite dal segretario ‘barriere anti-clochard’: “Un elemento di arredo urbano che rivela una logica inaccettabile: quella dell’esclusione sociale. Non migliora il comfort dei passeggeri in attesa, ma impedisce alle persone senza dimora di sdraiarsi o trovare un riparo temporaneo”.

barriera anti clochard e-brtLa panchina nella fermata e-Brt di via Moroni

Secondo Sinistra Italiana, si tratta di una scelta che penalizza l’intera collettività. “Non colpisce soltanto i clochard, ma crea disagi anche ad anziani, donne in gravidanza, genitori con passeggini e persone con disabilità che hanno bisogno di spazi più flessibili. Il decoro non può cancellare la dignità: inaugurare una linea moderna ricorrendo a elementi di architettura ostile significa nascondere la marginalità sociale anziché affrontarla”.

La replica di Atb

Atb, soggetto gestore e proponente dell’e-Brt, spiega in una nota che lo spazio lungo il margine della carreggiata prima utilizzato, “non è mai stato un marciapiede, né un percorso pedonale: chi lo percorreva camminava a ridosso della carreggiata in condizioni di sicurezza precaria, spesso contromano rispetto al traffico e con i veicoli che transitavano a pochi centimetri”.

“Il marciapiede, come in passato, è presente sul lato opposto della strada e, grazie alla riqualificazione della Provinciale 525, è stata migliorata e integrata la segnaletica orizzontale che consente oggi di raggiungere in sicurezza l’area di servizio e le attività presenti su lato opposto della carreggiata – sostiene l’azienda dei trasporti -. Il percorso pedonale si sviluppa utilizzando il marciapiede esistente sul lato nord e, grazie all’ attraversamento pedonale, è possibile raggiungere in sicurezza il lato opposto della carreggiata, risulta difficile sostenere che la situazione sia oggi meno sicura”.

“L’intervento – si legge nella nota – ha consentito di riordinare un’arteria che per anni ha presentato segnaletica insufficiente e aree libere spesso utilizzate impropriamente come parcheggi o spazi di sosta. Ciò che oggi viene indicato come un “camminamento scomparso” non era in realtà un percorso pedonale esistente, ma uno spazio utilizzato senza alcuna destinazione o protezione. La priorità dell’intervento è stata quella di restituire ordine, chiarezza e maggiore sicurezza a un tratto viario che, fino a oggi, era caratterizzato da situazioni di promiscuità tra pedoni, traffico e soste irregolari”.