Logo

Temi del giorno:

Allarme falò nel Parco del Serio, Monaci: “Pratica scellerata che espone l’area a incendi”

Sulle rive di Romano restano tracce di fuochi accesi direttamente sul terreno. Il Parco richiama al rispetto delle aree protette e annuncia controlli più intensi

Romano di Lombardia. Passeggiare lungo il fiume Serio nei giorni immediatamente successivi al fine settimana significa imbattersi nei segni lasciati dal passaggio di centinaia di persone arrivate sulle sponde per cercare un po’ di refrigerio dal caldo di questi giorni. Una presenza ormai abituale durante l’estate che, però, continua a lasciare dietro di sé alcune criticità.

L’arrivo di bagnanti sulle rive del fiume è una conseguenza delle temperature elevate che stanno caratterizzando questo periodo. Il caldo, però, non giustifica certo i comportamenti di chi abbandona rifiuti lungo l’area naturalistica. Lungo i sentieri si notano infatti cartacce, qualche contenitore, cocci di bottilglia e altri materiali lasciati a terra. Uno scenario che, rispetto agli anni passati, appare comunque meno impattante.

Addentrandosi però nella vegetazione, lontano da occhi indiscreti, il panorama cambia. Tra gli alberi affiorano sacchetti di rifiuti, bottiglie di vetro, contenitori di plastica e lattine lasciati in qualche pertugio, tra i legni o nascosti dalla vegetazione.

A destare maggiore preoccupazione sono però i numerosi resti di falò. Nel primo tratto della passeggiata, sulla sponda est del Serio, nel territorio di Romano di Lombardia, si incontrano decine di punti in cui sono stati disposti sassi a cerchio con all’interno cenere e fuliggine, segno inequivocabile dell’accensione di fuochi direttamente sul terreno.

Circostanze che possono generare un grande rischio ambientale: “Sebbene grazie a un monitoraggio più costante del territorio registriamo un miglioramento nella gestione dei rifiuti rispetto al passato – spiega il presidente del Parco del SerioBasilio Monaci – la situazione dei falò lungo le sponde del Serio rimane motivo di seria preoccupazione. Purtroppo, continuiamo a riscontrare comportamenti irrispettosi che non tengono conto del delicato equilibrio del nostro ambiente fluviale”.

In alcuni punti, più nascosti, sono stati allestiti veri e propri barbecue, dotati di dispositivi utilizzati per far arieggiare il fuoco e bastoni impiegati per muovere le braci. Un’attenzione certosina nella gestione della fiamma che, però, non viene riservata anche allo smaltimento dei rifiuti, spesso “dimenticati” sul posto al termine della giornata.

“Il problema principale non è solo il disturbo alla quiete pubblica causato dai grandi assembramenti nelle zone protette, ma soprattutto l’impatto diretto sul suolo e il rischio concreto per la sicurezza – aggiunge il presidente – . In un momento di forte siccità come quello che stiamo attraversando, l’accensione di fuochi direttamente a terra è una pratica scellerata che espone l’intera area al pericolo di incendi boschivi”.

Una pratica, quella dell’accensione dei fuochi a terra, vietata e particolarmente rischiosa in un periodo caratterizzato dalla siccità. La gestione non corretta delle fiamme potrebbe infatti favorire la propagazione di incendi, mettendo a rischio un’area naturale.

“Il nostro appello alla cittadinanza è chiaro: chi desidera vivere il fiume deve farlo con consapevolezza, portando via i propri rifiuti e, qualora volesse cucinare, utilizzando esclusivamente dispositivi per barbecue sollevati da terra – prosegue Monaci – . La nostra intenzione non è quella di proibire la fruizione di queste aree, ma di garantire che la natura sia rispettata. Purtroppo, in assenza di un senso civico diffuso, saremo costretti a intensificare ulteriormente i controlli e – conclude – le sanzioni per tutelare l’incolumità del nostro patrimonio naturale”.