Da Bergamo ai Paesi d’origine, nel 2025 inviati in patria 151 milioni di euro: sul podio India, Marocco e Senegal
Un dato in calo rispetto allo scorso anno, confermando la flessione in corso ininterrottamente dal 2022: cambia anche la geografia dei destinatari, con l’affacciarsi di Paesi come Pakistan e Bangladesh praticamente assenti dai radar 20 anni fa
Più di 151 milioni di euro inviati nei propri Paesi d’origine: è quanto i lavoratori stranieri residenti in provincia di Bergamo hanno fatto avere ai propri familiari nel corso del 2025, un dato che posiziona il nostro territorio all’undicesimo posto in Italia. A scattare una fedele fotografia del fenomeno è un recente report della Fondazione Leone Moressa che, rielaborando dati della Banca d’Italia, ha calcolato in 8,6 miliardi l’ammontare dei risparmi che sono stati spediti in tutto il mondo, in crescita di circa 300 milioni rispetto alla rilevazione dell’anno precedente.
Bergamo, però, è in controtendenza: pur essendo, come detto, tra le principali realtà italiane per rimesse complessive, dal 2024 al 2025 si è assistito a una sensibile flessione, passando da 152,9 a 151,4 milioni di euro.
“Le rimesse inviate in patria dagli immigrati residenti in Italia si confermano uno strumento fondamentale di sostegno alle famiglie nei Paesi d’origine e contribuiscono a soddisfare bisogni di base e sostenere piccole spese straordinarie, come ad esempio spese sanitarie o scolastiche – spiegano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa -. Nel 2025 il volume complessivo ha raggiunto 8,6 miliardi di euro, ben al di sopra rispetto alla spesa italiana per la cooperazione internazionale allo sviluppo (circa 6 miliardi)”. Ma gli stessi ricercato fanno notare come “utilizzando il modello della Banca d’Italia per la misurazione delle rimesse informali, si può stimare un flusso ‘invisibile’ compreso tra il 15% e il 45%, che porterebbe il volume complessivo tra 9,9 e 12,5 miliardi”.
Per l’analisi, infatti, vengono considerati i trasferimenti di denaro all’estero regolati tramite istituti di pagamento o altri intermediari autorizzati, senza transitare su conti di pagamento intestati all’ordinante o al beneficiario (regolamento in denaro contante). I movimenti “invisibili” includono trasferimenti in forma di denaro contante a seguito del viaggiatore o di altra persona fidata o altre modalità “artigianali” non registrabili dalle rilevazioni ufficiali. Il modello di stima della Banca d’Italia si basa sull’evidenza che le rimesse verso i Paesi più vicini sono mediamente inferiori rispetto a quelle verso i Paesi lontani, proprio per la presenza di “flussi invisibili”, naturalmente più facili verso i Paesi raggiungibili via terra come Est Europa e Balcani.
In Italia dopo il picco massimo del 2011, il volume delle rimesse ha subito un calo progressivo fino al 2017, per poi risalire fino al 2021, quando si è iniziata a registrare una lieve risalita dei valori nominali. Principale destinatario delle rimesse è il Bangladesh, che rappresenta quasi il 20% del denaro inviato, con 1,7 miliardi di euro: seguono India e Marocco, entrambi con poco meno di 600 milioni. Nell’ultimo anno sono in calo anche Romania, Senegal e Nigeria, mentre aumentano Perù e Georgia. Negli ultimi dieci anni la Georgia ha registrato un aumento di più di cinque volte, a fronte di una popolazione residente in Italia di appena 30 mila abitanti. Fuori dalle prime 20 posizioni troviamo invece la Cina, verso cui nel 2011 e nel 2012 partivano oltre 3 miliardi, mentre nel 2025 registra appena 4 milioni di euro. Questi casi studio spiegano bene la variabilità di questi flussi e l’impatto di fattori geopolitici contingenti.
Mediamente ciascun cittadino immigrato invia in patria 134 euro al mese, con il picco dei 658 euro mensili pro-capite del Bangladesh: sotto media, invece, i cittadini del Nord Africa (Marocco, Tunisia, Egitto) e quelli dell’Est Europa (Moldavia, Ucraina, Romania).
A livello territoriale è la Lombardia a concorrere maggiormente alle rimesse totali, con 1,9 miliardi, seguita dal Lazio, con 1,4 miliardi. La sola provincia di Roma sfiora gli 1,2 miliardi, poi Milano con 944 milioni, Napoli con 489, e Torino con 263. La top ten è completata dalle province di Firenze, Brescia, Bologna, Venezia, Genova e Verona.
IL FOCUS SU BERGAMO
Con Milano e Brescia tra le 10 provincie che più contribuiscono alle rimesse degli stranieri, Bergamo è la terza realtà regionale: 151,4 milioni di euro inviati, pari all’8,1% del totale lombardo, in crescita del 20,3% in dieci anni (la più contenuta tra le province lombarde) ma in calo del 2,4% dal 2024 al 2025 (la flessione più accentuata in regione).
La serie storica degli ultimi 20 anni in provincia mette in mostra una tendenza altalenante: partendo dai 56,1 milioni del 2005, il primo picco si era registrato nel 2008 con 104 milioni, seguito da due anni di flessione fino ai 98 milioni del 2010. Nuova risalita a oltre 110 milioni nel 2011, con altri due anni di decrescita fino ai 94,5 milioni del 2013. Da quel momento, invece, si era innescato un trend di crescita costante che ha portato fino a un massimo di 167,9 milioni nel 2022.
Il 2025, invece, ha segnato la conferma di una tendenza di senso contrario che pare sempre più strutturale: in tre anni le rimesse verso i Paesi d’origine sono scese di oltre 15 milioni. Le ragioni possono essere molteplici, ma le principali potrebbero essere sintetizzate nella crescita delle spese da un alto (in particolare quelle delle locazioni) e alla costante erosione del potere d’acquisto dall’altro, fattori che inevitabilmente portano a una contrazione dei “margini” da poter destinare alle famiglie rimaste in patria.
A mutare sono anche i Paesi di destinazione del denaro, che ben rappresentano anche la nuova geografia dell’immigrazione in provincia. Nel 2005 in cima alle classifiche delle rimesse c’erano Marocco, Senegal e Romania, mentre vent’anni dopo in vetta troviamo l’India, con oltre 23,2 milioni di euro. Resistono, nonostante le oscillazioni affrontate negli anni, Marocco e Senegal, rispettivamente al secondo e terzo posto con 20 e 14,8 milioni.
Ad affacciarsi ai vertici della graduatoria sono Paesi quasi fuori dal calcolo solo un paio di decenni fa: i cittadini pakistani, nonostante una flessione di 5 milioni rispetto al 2024, sono al quarto posto con 13,5 milioni inviati ai familiari, seguiti dal Bangladesh che continua invece il suo inesorabile boom, passando dai 64mila euro del 2005 agli oltre 10 milioni del 2025. Al sesto posto la Bolivia, che a Bergamo ha la sua comunità italiana più numerosa ma scende nel confronto anno su anno (8 milioni, -12%). Completano le prime dieci posizioni Ucraina (4,9 milioni, -2% sul 2024), Perù (4,3 milioni, +19%), Egitto (4,2 milioni, +22%) e Romania, crollata al decimo posto con rimesse pari a 3,6 milioni (-11%), quasi la metà rispetto a 20 anni fa.


