Furti e spaccate in centro, i commercianti ripensano i sistemi di sicurezza. Previsto un nuovo flash mob
Nelle ultime ore altre tre attività commerciali nel mirino tra via Tasso, via Verdi e via Camozzi
Bergamo. “Arrivare davanti alla vetrina della propria attività commerciale e vedere che qualcuno ha tentato di forzare la porta e rubare genera uno sconforto: non viene infranta solamente una vetrina, ci si sente insicuri ed impotenti”. È l’amara constatazione di una commerciante di via Tasso che preferisce l’anonimato, mentre sistema tutto, cerca di illuminare il suo volto con un sorriso e riceve una cliente. In fondo la vita riprende, anche dopo il tentativo di furto all’Ottica Isnenghi. Le voci tra i commercianti si rincorrono, la concorrenza cede il posto alla solidarietà. E dopo lo sconforto iniziale tutti si riparte, si alzano le serrande, si spalancano le porte dei negozi, si sorride e accolgono i clienti. Perché il sentimento che corre lungo la via è un solo: non cedere.
Qui, in questa via che è il simbolo dello shopping bergamasco, tra boutique, gioiellerie, pasticcerie, fioristi e negozi storici, dietro i sorrisi si nasconde una preoccupazione sempre più diffusa. L’ultima notte, tra giovedì e venerdì, il centro cittadino è stato nuovamente preso di mira. Tre i tentativi di furto avvenuti nel raggio di poche centinaia di metri, tra via Tasso, via Pignolo e via Verdi. Episodi che si aggiungono a quelli registrati negli ultimi due mesi e che riportano al centro dell’attenzione il tema della sicurezza.
Il primo episodio si è verificato all’Ottica Isnenghi, in via Tasso. Ignoti hanno tentato di forzare la porta d’ingresso del negozio, ma il vetro antisfondamento ha resistito, impedendo loro di entrare. Sul posto sono state trovate anche tracce di sangue, probabilmente lasciate da uno dei responsabili durante il tentativo di effrazione.
Nella stessa notte i ladri hanno cercato di introdursi anche nel ristorante cinese Miya Ramen, all’angolo tra via Pignolo e via Camozzi. Hanno tentato di forzare la grata di protezione posta sotto la vetrina, danneggiando anche il condizionatore installato all’esterno, senza però riuscire a entrare nel locale.

“Per la posizione in cui siamo ci siamo sempre sentiti abbastanza sicuri. Questa è la prima volta, dopo otto anni di attività, che ci capita una cosa del genere”, racconta la titolare.
Il terzo tentativo è avvenuto in via Verdi 27, dove i malviventi hanno cercato di entrare nel negozio di acconciature di Sara Rota. In questo caso sono stati ripresi dalle telecamere della videosorveglianza.
“Questa mattina sono arrivata in negozio e ho trovato questa bella sorpresa”, racconta la commerciante. “Vorrei dire un grazie di cuore a tutti quelli che lavorano per la sicurezza della nostra città, che non sono in grado di gestire né la sicurezza né tutto il resto del caos che stanno combinando nel centro di Bergamo”.
Una paura che affonda le radici nei primi giorni di maggio, quando a essere colpiti furono i negozi Perpetua, Tiziana Fausti e Daminelli. Quelli furono i primi episodi di una lunga serie di furti e tentativi di effrazione che, nelle settimane successive, hanno interessato il centro cittadino, alimentando tra i commercianti un crescente senso di insicurezza e la richiesta di risposte concrete.
C’è chi ha installato vetri antisfondamento, chi ha potenziato gli impianti di videosorveglianza, chi ha aggiunto pulsanti antirapina e nuovi sistemi di allarme e chi sta valutando di tenere la porta chiusa durante l’orario di apertura, facendo entrare i clienti solo dopo aver suonato un campanello.
Una soluzione che Deborah Belloli, titolare insieme ad Alessandra Alberti del negozio di abbigliamento “Lo Scrigno” in via Tasso, guarda con favore.
“Sì, sarei d’accordo ad adottare un campanello e tenere la porta chiusa. Ci farebbe sentire più sicuri”, spiega. E racconta anche quanto accaduto nella giornata di giovedì. “È entrata una persona con evidenti problemi di tossicodipendenza e ha creato una situazione di disagio. Sono episodi che ti fanno stare sempre in allerta”.
Anche Laura Marcarini, titolare del negozio di abbigliamento “Laura”, sta pensando alla stessa soluzione. “Stavo proprio pensando a un campanello, così posso sentire e capire chi sta entrando prima di aprire”.
Non tutti, però, sono convinti che chiudere la porta sia la risposta giusta.
“No, io non lo farò. Più tieni la porta aperta, più lavori”, osserva la titolare di Gogol Boutique, altro negozio di abbigliamento di via Tasso. “Pochi giorni fa, un uomo è entrato di corsa nel negozio, e io sono uscita per la mia sicurezza, aspettando di vederlo uscire. Dopo diciassette anni di lavoro impari anche a riconoscere certe situazioni”.
La commerciante ricorda anche un’opportunità che, a suo avviso, molti esercenti ancora non conoscono. “Esiste un modulo che si può richiedere al Comando provinciale dei Carabinieri per collegare il sistema d’allarme alle forze dell’ordine. Quando la segnalazione scatta, la segnalazione parte automaticamente e l’intervento può essere più rapido”.
Proprio dalla crescente preoccupazione era nato, lo scorso 16 maggio, il flash mob organizzato sul Sentierone dai commercianti del centro per chiedere maggiore attenzione sul fronte della sicurezza. Una mobilitazione che potrebbe presto avere un seguito. Gli esercenti stanno infatti lavorando all’organizzazione di una nuova iniziativa, prevista all’inizio della prossima settimana, per tornare a chiedere segnali concreti e risposte da parte delle istituzioni.









