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Dolci, nuove accuse: “fatture false e bancarotta”. L’amico imprenditore e quella telefonata con Pamela

L’ipotesi: pagamenti verso una società intestata a un conoscente di Dolci, riconducibili a fatture per operazioni inesistenti finalizzate a distrarre denaro: circa 394 mila euro tra il 2020 e il 2023

Lui nega. Minaccia querele: “Nessuna fattura falsa”. Sarà. Ma giovedì pomeriggio Francesco Dolci è stato interrogato dalla Guardia di Finanza e la nuova accusa che gli viene mossa, bancarotta fraudolenta – anticipata da Bergamonews – trova riscontri su più fronti. Nemmeno viene smentita dal suo avvocato, Eleonora Prandi, che si limita a non rilasciare dichiarazioni. All’interrogatorio era presente anche lei.

Secondo gli investigatori, dai controlli bancari sarebbero emersi pagamenti verso un’impresa intestata a un conoscente di Dolci. L’ipotesi è che si tratti di somme riconducibili a fatture per operazioni inesistenti, finalizzate a distrarre denaro dalla società: circa 394 mila euro tra il 2020 e il 2023. Dolci, sempre secondo l’accusa, avrebbe trattenuto una percentuale degli importi. Al momento, si tratta comunque di un’ipotesi investigativa. Il fascicolo è coordinato dalla pm Chiara Monzio Compagnoni.

L’imprenditore indagato insieme a Dolci è un 43enne già noto agli inquirenti, legale rappresentante di un’azienda di tubazioni dell’Isola Bergamasca poi fallita. Sarebbe stato interrogato martedì, 48 ore prima di Dolci.

I due si sarebbero conosciuti durante la pandemia. Oltre alle presunte fatture false, c’è un altro episodio che li riguarda e che coinvolge Pamela Genini, la 29enne uccisa lo scorso ottobre dall’ex compagno Gianluca Soncin, la cui salma sarebbe stata profanata pochi giorni dopo i funerali nel cimitero di Strozza. Unico indagato per vilipendio di cadavere, nell’inchiesta coordinata dal pm Giancarlo Mancusi, è proprio Francesco Dolci, che secondo alcune testimonianze raccolte dai carabinieri del nucleo investigativo di Bergamo sarebbe stato “ossessionato” dalla giovane. Una ricostruzione che lui ha sempre respinto: “Volevo solo salvarla dai brutti giri in cui era finita”, ha dichiarato. E, in parte, questa sua preoccupazione viene confermata da più persone, che descrivono il suo atteggiamento come quello di un salvatore, quasi un “redentore” di Pamela. Una persona convinta di sapere cosa fosse meglio per lei.

Una sera, la 29enne si trovava in un appartamento di Treviolo con l’imprenditore e alcune amiche. La ragazza avrebbe insistito per telefonare a Dolci, che a quanto pare si trovava a Milano con un’altra donna. Secondo il racconto dell’imprenditore ai carabinieri, si sarebbe trattato di uno scherzo goliardico verso Dolci. Quando quest’ultimo avrebbe sentito la voce di Pamela, si sarebbe precipitato a Strozza, svegliando il compagno della madre della ragazza e recandosi con lui nell’appartamento. Qui, sempre secondo la versione dell’imprenditore, Dolci sarebbe arrivato furioso: lo avrebbe schiaffeggiato e avrebbe iniziato a urlare. Pamela e un’altra ragazza, spaventate, si sarebbero chiuse in una stanza. Dopo quella serata, Dolci e l’imprenditore si sarebbero allontanati. Ma è solo uno dei tanti episodi finiti agli atti dell’indagine, che non hanno potuto far altro che aumentare i dubbi degli investigatori. Il 41enne di Sant’Omobono, però, respinge ogni accusa al mittente. Sarebbe tutto un complotto ai suoi danni.