Le reazioni
|Bergamo-Treviglio, il sondaggio Ipsos compatta il fronte politico dei no: “Consenso astratto che ci porta fuori strada”
Da Avs al Pd, passando per Italia Viva: critiche sulla metodologia e sul campione, “Cittadino ‘non contrario’ una categoria metafisica”. Nessuna nota di segno opposto
Dopo la presentazione dei risultati dell’indagine Ipsos Doxa sulla percezione dell’autostrada Bergamo-Treviglio, arrivano le reazioni del mondo politico bergamasco. Se Autostrade Bergamasche, la società promotrice del progetto, aveva parlato di un “terreno di non ostilità prevalente” verso l’opera, le opposizioni leggono i numeri in tutt’altro modo, puntando il dito contro la metodologia della ricerca e il peso politico che le viene attribuito.
Il segretario Provinciale del Partito Democratico, Gabriele Giudici, vede nel sondaggio un autogol della stessa società. “Cercava un plebiscito per legittimare l’opera, ma i dati raccontano una realtà diversa – afferma -. Dietro la facciata del consenso astratto emerge un elemento chiaro: la stragrande maggioranza dei cittadini dichiara di non conoscere i dettagli e i reali impatti del progetto. I cittadini chiedono una mobilità migliore, non necessariamente una nuova autostrada: è doveroso confrontare questa scelta con alternative fondate su ferro, trasporto pubblico e mobilità sostenibile”.
Gabriele GiudiciPer descrivere i risultati dell’indagine, il presidente provinciale di Italia Viva Gianmarco Gabrieli sceglie invece l’ironia. “Abbiamo scoperto una nuova categoria politica, scientifica e forse anche metafisica: il cittadino ‘non contrario’ – commenta sarcasticamente -. Non favorevole, non convinto, magari nemmeno informato. Però ‘non contrario'”.
Gabrieli non mette in discussione la serietà di Ipsos. “Il punto è un altro – riflette -: come viene utilizzato politicamente il risultato. Se chiediamo ai lombardi se sono ‘non contrari’ a un’opera che non conoscono e che riguarda direttamente solo alcuni territori, il risultato rischia di dire molto poco sul vero consenso al progetto. Poi ci sono i sindaci e gli amministratori locali, quelli che il territorio lo amministrano davvero, che continuano a sollevare dubbi seri su costi, impatto ambientale, utilità dell’opera, pedaggi e consumo di suolo”.
Gianmarco Gabrieli“Italia Viva non è contraria alle infrastrutture – precisa Gabrieli – Siamo favorevoli a un collegamento veloce tra città e pianura, ad esempio una superstrada, che occuperebbe due corsie invece delle sei previste. Ma trasformare un ‘non sono contrario’ in consenso popolare porta fuori strada. E fa sorgere una domanda politica molto semplice: chi sono i veri beneficiari di questo progetto? I cittadini e il territorio, o la società privata concessionaria e costruttrice dell’opera?”.
Avs parla infine di “un’operazione mediatica orchestrata da Autostrade Bergamasche” che mostra il tentativo di “costruire un consenso artificiale attorno all’opera”. Secondo l’alleanza, la generica non contrarietà è un “espediente retorico che crolla analizzando il campione. Diluire il campione includendo province distanti serve unicamente a edulcorare il dato finale, poiché chi vive altrove non subirà le ripercussioni quotidiane di un’infrastruttura di 16 chilometri”.
“Destinare un investimento di oltre 500 milioni, di cui 146 pubblici, a un’arteria stradale contestata significa sottrarre capitali essenziali a trasporti locali, sanità e manutenzione del suolo”, attacca il consigliere regionale Onorio Rosati. Le ricadute ambientali, denuncia Avs, restano insostenibili. “Il progetto comporterà il taglio di oltre 700 piante e la distruzione di boschi planiziali della Valle del Lupo e del Parco Renova, dove sopravvivono rari esempi di foreste querco-carpinetum recuperate tramite restoration ecology – spiega Rosati -. L’effetto barriera interromperà i corridoi ecologici, minacciando i flussi migratori degli anfibi, i rettili e le aree di nidificazione dei rapaci stanziali”.
Nessun partito favorevole all’autostrada ha invece commentato pubblicamente l’indagine.


