Logo

Temi del giorno:

Sondaggio Ipsos: l’85% “non contrario” alla Bergamo-Treviglio, ma i sindaci ribattono: “La verità è un’altra”

L’indagine commissionata dalla società promotrice del progetto: due terzi degli intervistati non sapevano cosa fosse, solo il 15% dei bergamaschi coinvolti si ritiene ben informato. L’opera ancora al vaglio del Ministero

Bergamo. “Tra la popolazione c’è un terreno di non ostilità prevalente rispetto all’opera”. Così Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia, sintetizza i risultati dell’indagine sulla percezione dell’autostrada Bergamo-Treviglio commissionata da Autostrade Bergamasche Spa, la società promotrice del progetto.

Lo studio è stato presentato nel pomeriggio di giovedì 2 luglio nella Sala Sestini del Palazzo dei Contratti della Camera di Commercio. Lo scorso febbraio Ipsos ha intervistato telefonicamente o online un campione di 1.400 persone residenti in Lombardia, rappresentativo degli oltre sei milioni di cittadini tra i 18 e i 65 anni. Tra loro, 260 abitano nei Comuni interessati dal tracciato, mentre 760 sono definiti “Business Travelers”, lavoratori che percorrono quotidianamente la rete autostradale regionale.

Il progetto, che oggi è sul tavolo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) per la valutazione d’impatto ambientale (Via), è noto ormai da tempo. Sedici chilometri di tracciato, dal raccordo con la Tangenziale Sud all’altezza di Dalmine fino all’uscita finale sulla Statale 11 a Treviglio, percorribili secondo la società in circa 10 minuti. Cinque svincoli, due corsie da 3,75 metri e percorso in trincea per quasi l’80%, per un costo stimato superiore ai 500 milioni di euro. Se arrivasse il via libera del Mase, l’iter amministrativo correrebbe verso la conferenza dei servizi: i cantieri potrebbe aprire entro il 2028.

“Abbiamo ridotto il più possibile l’impatto visivo – sostiene Antonio Sala, presidente e amministratore delegato di Autostrade Bergamasche -. La compensazione ambientale è stata al di sopra delle aspettative. Dal 2005 la provincia di Bergamo è cresciuta di 120 mila abitanti, ma la rete infrastrutturale è rimasta praticamente la stessa”.

Il primo dato che emerge dall’indagine riguarda la conoscenza dell’opera. “Due terzi dei cittadini coinvolti non sanno di cosa si stia parlando”, osserva Pagnoncelli. Il 63% degli intervistati dichiara infatti di non conoscere il progetto: la quota scende al 42% tra i bergamaschi e al 37% nei Comuni interessati dal tracciato. Solo il 15% dei residenti della provincia ritiene di essere ben informato, percentuale che sale al 27% nei paesi della Bassa e scende al 13% considerando l’intero campione lombardo.

L’intervista prosegue per step, aggiungendo gradualmente informazioni sul progetto. Al campione, in termini generali ben poco consapevole delle caratteristiche dell’opera, viene spiegato che “in provincia di Bergamo è prevista la costruzione di una nuova autostrada di circa 16 chilometri tra Bergamo e Treviglio, con un tempo di percorrenza di circa 10 minuti. Il progetto prevede 5 svincoli e connessioni con la viabilità esistente, collegando il casello A4 di Dalmine con il casello di Brebemi di Treviglio”.

A questo punto, l’85% del campione si dice “non contrario” alla realizzazione dell’opera: non favorevole, ma neanche ostile. La quota è del 77% tra i bergamaschi e del 72% nei Comuni attraversati dal tracciato

La formulazione delle domande, però, è un fattore non secondario nell’orientamento delle risposte. “La domanda lascia supporre che dall’A4 e dalla Brebemi si entri direttamente nella nuova autostrada, ma non è così”, puntualizza dalla platea il sindaco di Stezzano Simone Tangorra. “Abbiamo riportato quanto ci è stato fornito dalla società”, chiarisce Pagnoncelli.

L’intervista prosegue. “Il progetto prevede che la maggior parte del tracciato (circa il 77%) sia realizzato senza impatto visivo (in trincea o in galleria). Il progetto è finanziato prevalentemente da fondi privati, con un limitato contributo pubblico. Nel lungo termine, la proprietà dell’autostrada verrà trasferita al pubblico (…)”.

Alla luce di questi elementi la fazione dei “non contrari” cresce: il 90% tra i lombardi, l’82% tra i bergamaschi e il 75% tra i residenti dei Comuni interessati. Un assenso, però, costruito in tempo reale durante l’intervista, non preesistente. “Il risultato indica un terreno sul quale costruire un consenso vero. L’indagine mostra un atteggiamento di non chiusura da parte della popolazione: bisogna partire da qui per dialogare con le amministrazioni”, riflette Pagnoncelli.

sondaggio pagnoncelli ipsos bergamo treviglioIl sondaggista Pagnoncelli presenta i risultati dell'indagine

Certo, il “limitato” contributo pubblico è pari a 146 milioni di euro, quelli già stanziati da Regione Lombardia a sostegno dell’opera. Non proprio due lire, verrebbe da dire. Partita dei finanziamenti che intanto rimane in attesa. Secondo l’ultimo aggiornamento fornito dalla società, oltre ai fondi regionali la copertura economica comprende circa 100 milioni di capitale del gruppo Vitali e altri 250 milioni provenienti da investitori privati, tra cui il fondo australiano Macquarie. “I fondi interessati alla concessione sono in attesa di avere tra le mani il progetto definitivo, ultimo tassello prima di finanziare l’opera”, chiosa Sala.

In verità, dall’indagine emerge anche un’altra evidenza. Il 52% degli intervistati, il 55% tra i residenti nei Comuni interessati, considera gli impatti ambientali e paessagistici una “criticità potenziale” dell’autostrada. Tra i benefici, quello che raccoglie il maggior consenso è la riduzione del traffico: il 69% ritiene che l’autostrada renderà più fluida la mobilità locale.

Degli undici Comuni attraversati dal tracciato, ottohanno giù espresso una ferma contrarietà all’opera: Osio Sotto, Osio Sopra, Stezzano, Levate, Verdellino, Ciserano, Fara Gera d’Adda, Pontirolo Nuovo.

“Sono passati 23 anni da quando si è iniziato a parlare del progetto e nel frattempo il mondo è completamente cambiato – osserva il sindaco di Osio Sotto Corrado Quarti -. Gli amministratori difendono i propri territori e io non sono convinto dei benefici che quest’opera porterà”.

Quarti richiama anche la recente decisione di Regione Lombardia di eliminare i vincoli sulla Pedemontana nel tratto bergamasco: “Non possiamo ignorare questo aspetto. Si continuano a ripetere le stesse cose, ma oggi questa infrastruttura non collega praticamente nulla. Questa indagine non ci rappresenta”.

“Il campione è debole – aggiunge la sindaca di Ciserano Caterina Vitali -. Nei nostri paesi riscontriamo un’opinione molto diversa”. Sala respinge le critiche: “Abbiamo massimo rispetto per le amministrazioni e continueremo a confrontarci con loro per restituire un quadro più informato dell’opera”.

Nella Sala Sestini si alza anche la voce di un primo cittadino a favore dell’opera: quella di Osvaldo Palazzini, sindaco di Boltiere al terzo mandato. “Non ho mai avuto dubbi, fin dall’inizio ho visto positivamente il progetto – spiega -. Sono favorevole alle strade che possono migliorare la viabilità esistente. Credo sia il caso di guardare il bicchiere mezzo pieno”.

Treviglio, principale centro della pianura e destinazione finale dell’autostrada, ha invece subordinato il suo parere finale al recepimento delle osservazioni ambientale già trasmesse. “Siamo in attesa delle risposte – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici Basilio Mangano -. Solo allora esprimeremo il nostro giudizio”.

In apertura il padrone di casa Giovanni Zambonelli, presidente della Camera di Commercio, aveva messo nero su bianco la certezza da cui partire: “Il collegamento tra Bergamo e la pianura è da migliorare: il dibattito è aperto su quale sia il modo per farlo”. Un dibattito che, a giudicare dai sindaci contrari seduti in platea, appare ancora tutt’altro che chiuso. Autostrade Bergamasche, invece, pare aver già deciso.