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Francesco Dolci interrogato dalla Guardia di Finanza: è indagato per bancarotta fraudolenta
Francesco Dolci

Non c’è pace per il 41enne di Sant’Omobono Terme, già al centro dei sospetti per la profanazione della tomba di Pamela Genini

Non c’è pace per Francesco Dolci. Nel pomeriggio di giovedì 2 luglio, Il 41enne di Sant’Omobono Terme è stato interrogato dalla Guardia di Finanza di Bergamo nell’ambito di un’indagine che lo vedrebbe accusato di bancarotta fraudolenta. Il fascicolo sarebbe coordinato dal pubblico ministero Chiara Monzio Compagnoni.

Al momento trapelano pochissimi dettagli. L’indagine sarebbe nata nel corso di accertamenti bancari precedenti all’inchiesta coordinata dal pm Giancarlo Mancusi, che vede Dolci unico indagato per i reati di profanazione della salma e vilipendio di cadavere della 29enne di Strozza.

Ricostruendo i rapporti economici dell’imprenditore edile, gli investigatori si sarebbero imbattuti in alcune somme di denaro incassate dal 2023 all’ultimo anno da una società intestata a un conoscente di Dolci. Secondo l’ipotesi investigativa, tali versamenti sarebbero riconducibili a fatture per operazioni inesistenti, emesse con lo scopo di concorrere a una bancarotta fraudolenta mediante la distrazione dell’attivo patrimoniale della società coinvolta.

Contatta, l’avvocata Eleonora Prandi non ha rilasciato dichiarazioni. Lui, accanto al suo legale, smentisce a gran voce le accuse.

Dallo scorso maggio, Dolci è indagato per la profanazione della salma e il vilipendio del cadavere della 29enne assassinata a Milano lo scorso ottobre dall’ex compagno Gianluca Soncin. Dolci ha sempre respinto con forza ogni accusa, proclamandosi innocente. Per difendersi, ha nominato come consulente di parte anche l’ex generale dei Ris, Luciano Garofano.

Nel frattempo, la Procura di Bergamo ha disposto la restituzione di due cellulari sequestrati a Dolci nell’ambito dell’indagine sulla profanazione. Il dissequestro è stato autorizzato dopo il completamento degli accertamenti tecnici non ripetibili e dell’estrazione della copia forense dei dispositivi, facendo venir meno le esigenze probatorie che avevano giustificato il vincolo. I due smartphone, un Apple iPhone 11 e un iPhone XR sono stati riconsegnati a Dolci che, attraverso gli avvocati Eleonora Prandi e Isabella Colombo, aveva evidenziato come contenessero contatti indispensabili per la propria attività lavorativa e fotografie di carattere personale.

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