Logo

Temi del giorno:

Nuovo ponte San Michele, la Regione ai sindaci: “L’iter procede, prioritario evitare l’interruzione di treni e veicoli”

Il presidente della Commissione Infrastrutture e Trasporti di Regione Lombardia, Jonathan Lobati, risponde a una lettera di oltre 40 sindaci dell’Isola Bergamasca, del Meratese e dell’alto Vimercatese che sul futuro dell’opera hanno ormai fatto fronte unitario e presentato proposte comuni

“L’iter per la progettazione del nuovo ponte San Michele sta procedendo: la priorità per un’opera così importante ormai in fase avviata, è quella di evitare l’interruzione del servizio ferroviario e viabilistico, visto che ogni giorno su quello storico viadotto circolano 12mila veicoli”: così Jonathan Lobati, consigliere regionale bergamasco di Forza Italia e presidente della Commissione Infrastrutture e Trasporti di Regione Lombardia, risponde alla lettera inviata martedì 30 giugno da oltre 40 sindaci dell’Isola Bergamasca, del Meratese e dell’alto Vimercatese che sul futuro dell’opera hanno ormai fatto fronte unitario, condividendo visione e richieste da sottoporre in prima battuta a Rfi e Italferr.

Nella loro missiva i primi cittadini hanno fatto sintesi sul dibattito pubblico appena concluso, prendendo atto “della procedura di gara per il concorso di progettazione relativo alla realizzazione del nuovo ponte ferroviario sul fiume Adda (linea Carnate – Ponte San Pietro, tra le stazioni di Paderno e Calusco) e delle connesse opere di adeguamento viabilistico nei Comuni di Paderno d’Adda, Calusco d’Adda e territori limitrofi”, ma puntualizzando alcuni aspetti che considerano fondamentali nell’ottica della tutela e valorizzazione del territorio che sono chiamati a rappresentare, interessato da un’opera “che inciderà profondamente sulla funzionalità trasportistica e che avrà un impatto straordinario sull’ambiente e sul contesto antropico della Valle dell’Adda per i prossimi 150/200 anni”.

La base di partenza è stata la valutazione degli scenari proposti da Rfi, nessuno dei quali ritengono idoneo a rispondere adeguatamente alle esigenze del territorio, per “interferenze con il contesto ambientale, paesaggistico e sociale” e per l’incapacità di risolvere del tutto i problemi viabilistici e di connessione tra le due sponde del fiume, fino a diventare in alcuni casi peggiorativi rispetto alla criticità esistenti.

A prescindere dalla soluzione progettistica che verrà individuata, le amministrazioni non fanno passi indietro sulla necessità di mantenere in efficienza l’attuale San Michele, “preservando il bene storico come simbolo identitario del contesto territoriale in cui è inserito, a condizione che venga garantito, con atti formali e fin da subito, che lo stesso verrà mantenuto da RFI o comunque che venga esplicitato chi sosterrà il suo mantenimento nel tempo”. Ma soprattutto mantenendolo in servizio per tutta la durata dei lavori, fino al completamento della nuova struttura, minimizzando qualsiasi impatto sui transiti e sulla viabilità della zona. E sulla futura linea ferroviaria le idee sono altrettanto chiare: “Dovrà mantenere la propria vocazione al trasporto passeggeri di tipo regionale e suburbano, limitando l’uso per il traffico merci ed escludendo il transito notturno di convogli a questo destinati”.

Aspetto critico è poi quello relativo al traffico pesante, che i sindaci intendono limitare fino al completamento delle opere di connessione alla rete stradale esistente, “in particolare in relazione alle varianti di Calusco-Terno, di Verderio e alla risoluzione del superamento del nodo di Paderno d’Adda. E comunque finché non sarà effettuata una valutazione preventiva dei carichi e dei flussi, anche in relazione alla rete stradale secondaria. Queste misure mirano a ridurre l’impatto sul territorio e a garantire la sicurezza e la fluidità del traffico durante le fasi di realizzazione”.

Chiedendo ai progettisti di mantenere un’elevata qualità progettuale che garantisca “peculiarità estetiche e architettoniche di alto livello” e sia armonica rispetto al contesto della valle dell’Adda, i primi cittadini ritengono cruciale che alla realizzazione del ponte sia legato l’iter che porti alla realizzazione di una lunga lista di infrastrutture, a partire da “un ulteriore ponte stradale sull’Adda più a sud, per sostenere il traffico veicolare di tipologia extraurbana che attualmente percorre il ponte di Trezzo sull’Adda, la cui collocazione sarà da determinare con il coinvolgimento congiunto degli enti comunali di entrambe le sponde del fiume”.

“Un altro aspetto da non sottovalutare” ha confermato anche Lobati, che ha condiviso con i sindaci anche la necessità che sia adeguato sotto l’aspetto architettonico al contesto circostante.

Tra le opere connesse richieste, sul territorio bergamasco ricadono anche la variante Sp166 Calusco d’Adda-Terno d’Isola-Bonate Sopra a completamento della tangenziale di Calusco per il collegamento con l’asse interurbano di Bergamo e la dorsale dell’Isola Bergamasca e l’eliminazione dei passaggi a livello ferroviari tra le stazioni di Carnate-Usmate e Ponte San Pietro.

“Pur comprendendo che la progettazione di queste infrastrutture ricada su enti differenti e che le tempistiche di realizzazione saranno diverse – hanno concluso i sindaci – si ritiene di fondamentale importanza mantenere un coordinamento territoriale al fine di sviluppare nel migliore dei modi gli studi sulla futura mobilità delle aree interessate. I temi sopra esposti hanno trovato ampia condivisione e una forte coesione tra i Comuni appartenenti all’Isola Bergamasca, al Meratese e all’alto Vimercatese, consolidando così un fronte unitario. Tale compattezza istituzionale rappresenta una solida base di partenza per l’apertura di un confronto costruttivo con i professionisti incaricati da RFI e con gli altri soggetti pubblici coinvolti, al fine di promuovere soluzioni condivise e sostenibili nell’interesse dei territori rappresentati”.

Sulla vicenda si è espresso anche Ivan Rota, consigliere regionale di Forza Italia: “La voce di chi vive quotidianamente la realtà territoriale e amministra i Comuni interessati dall’opera, va tenuta in considerazione. Stiamo parlando di un ponte storico che dal 1889 collega la sponda est con quella ovest dell’Adda, che va tutelato e mantenuto nel tempo. Ben vengano tutti i suggerimenti utili affinché la nuova struttura viabilistica si integri al meglio nel contesto paesaggistico nel rispetto dei residenti e delle attività del territorio. Consapevole che il nuovo viadotto è necessario e urgente, ritengo che un costruttivo confronto tra i Sindaci della zona, le Istituzioni e gli Enti interessati, sia utile per individuare la miglior soluzione. Facendo tesoro delle esperienze già vissute per altre opere, è importante che si proceda da subito a individuare soluzioni viabilistiche per limitare i disagi a pendolari e residenti, ed evitare il caos quando partirà il cantiere”.