Caso Claris, la richiesta di assoluzione per legittima difesa quale messaggio lascia fuori dall’aula di Giustizia?
Il mio dubbio guarda alle giovani generazioni: quale messaggio trasmette questa richiesta di assoluzione per un omicidio? Che valore ha quindi la vita? Che cosa resterebbe a Jacopo? Che cosa resterebbe ai familiari di Riccardo? E a noi?
Assoluzione per legittima difesa. Forse non è delicato ed opportuno scrivere mentre i processi sono in corso ed intervenire. Ma mi si permetta il dubbio, dopo la sorpresa nel dibattimento sul Caso Claris. La difesa ha chiesto l’assoluzione per Jacopo De Simone, 20 anni, imputato per l’omicidio di Riccardo Claris, 26 anni, la notte del 4 maggio 2025, al termine di una lite nata per un coro da stadio.
Il mio dubbio guarda alle giovani generazioni: quale messaggio trasmette questa richiesta di assoluzione per un omicidio?
Che valore ha quindi la vita?
Che cosa resterebbe a Jacopo?
Che cosa resterebbe ai familiari di Riccardo?
E a noi?
Li chiamo entrambe per nome, come se fossero miei figli. Perché da una parte e dell’altra deve esserci Giustizia. E la Giustizia chiede di valutare entrambe le posizioni.
La vita di Riccardo pesa sul piatto della Giustizia come la riabilitazione di Jacopo che per ora ha chiesto ”scusa” e non “perdono”. Le parole hanno il loro significato e il loro peso. Il perdono necessita di un percorso di riconciliazione con se stessi, prima che verso colui o coloro ai quali si è compiuto del male. Che cosa rimarrebbe a Jacopo se non una pena per ricostruirsi una vita? Se si pensa che il carcere, in una società civile, serva a rieducarsi, allora deve esserci una pena che dia a Jacopo la possibilità di comprendere e difendere il valore della vita. Che è e rimane sacra.
Attenuanti. Aggravanti. Sui piatti della Giustizia si può mettere tutto. Ma non si dimentichi che nessuna assoluzione, da leggere quindi come nessuna pena, potrà ridare a Jacopo l’opportunità di pentirsi, di redimersi e ricostruire la propria vita, valore supremo. La stessa vita che ha tolto a Riccardo.
Il crinale è delicato e insidioso ma è proprio qui che la Giustizia deve essere esemplare. Da lì passa la costruzione dei contorni della legalità, confini necessari per la pacifica convivenza della società. Da qui il mio dubbio: quale messaggio trasmette alle giovani generazioni e a tutti noi questa richiesta di assoluzione per un omicidio? Forse è solamente una strategia difensiva e la bravura dell’avvocato Luca Bosisio si è rivelata magistrale nella sua arringa. E qui mi fermo, non entro nel rapporto delle parti, mi fermo sulla soglia per il rispetto di ogni professione.
Alzo solamente una mano per chiedere che in un’aula di Giustizia non entri quell’emotività che oggi fa molta breccia nell’opinione pubblica: dai social ai mass media fino alla politica. Nell’aula di tribunale, mercoledì pomeriggio, dopo le parole della difesa, nel pubblico presente c’è stata una tensione netta, palpabile, chiara.
Ecco, alla Giustizia e a quanti ci operano si chiede di non stimolare certi istinti che diventano pericolosi e fuori controllo nella società.
Alla Giustizia si chiede di essere un “faro” per certi valori che vanno salvaguardati. Sempre.


