Code e corsie per l’e-Brt, la maggioranza non arretra: “Disagi temporanei per un trasporto pubblico competitivo”
Nell’area di via Paleocapa tempi di percorrenza aumentati tra i 4 e i 6 minuti: bus elettrici in strada a inizio agosto, bocciata la richiesta di togliere la delega all’assessore Berlanda. In aula i vertici di Atb: “Puntiamo a intercettare oltre 10 mila passeggeri al giorno”
Bergamo. In città negli ultimi giorni le temperature hanno sfiorato i 40 gradi, ma a infiammare il dibattito è soprattutto il traffico. Le code registrate negli ultimi giorni in via Paleocapa, la riduzione di una corsia per ricavare il corridoio preferenziale destinato alla futura linea e-Brt Bergamo-Verdellino, accendono il confronto politico tra maggioranza e opposizione nella seduta di Consiglio comunale di martedì 30 giugno.
Il riassetto dell’arteria in direzione A4 è in vigore da poco più di due settimane. Con la corsia di destra riservata ai bus elettrici è ora possibile svoltare sotto il ponte soltanto da quella di sinistra, mentre la corsia centrale resta dedicata a chi prosegue verso via San Giorgio. I disagi non hanno tardato ad arrivare, e con loro le polemiche politiche: in un documento sottoscritto dall’intera opposizione, Andrea Pezzotta aveva chiesto alla sindaca Elena Carnevali di valutare se fosse il caso di “confermare la fiducia” all’assessore alla Mobilità Marco Berlanda o se, al contrario, fosse invece giunto il tempo di “ripensare l’assegnazione della delega”.
“Non siamo contrari all’e-Brt né nemici dell’assessore, ma contestiamo il metodo adottato per un’opera che ha un impatto così rilevante sulla viabilità – spiega Pezzotta -. Quel tratto di strada è sempre perennemente intasato: era evidente che ridurre da due a una le corsie dedicate alla svolta verso l’autostrada avrebbe provocato il caos”.
La ‘difesa’ dell’assessore Berlanda ruota attorno a un punto preciso: la congestione nel quadrante non può essere attribuita al solo e-Brt. “Code fuori dall’ordinario si registrano ormai da mesi – osserva -. Fin dai primi giorni di chiusura di via San Bernardino, i flussi che trovavano uno sfogo nel sottopasso si sono riversati su via Autostrada”.
Secondo le stime del Comune, l’introduzione della corsia preferenziale per i bus elettrici ha comportato nelle prime settimane un aumento dei tempi medi di percorrenza nell’area di via Paleocapa compreso tra i quattro e i sei minuti. “Non si tratta di una situazione definitiva”, sottolinea Berlanda, indicando quattro passaggi destinati – assicura – ad alleggerire il traffico: il riprisitino del doppio senso di marcia in via San Tomaso de Calvi dal 4 luglio, la riapertura del primo fornice di San Bernardino a inizio agosto, l’entrata in servizio dell’e-Brt e la riapertura completa del sottopasso.
L’avvio dei test su strada del nuovo sistema avrebbe dovuto coincidere con la conclusione dei lavori di Rfi, nel frattempo slittata di alcuni mesi. “Un imprevisto che non ha però eliminato i vincoli imposti dal Pnrr – precisa l’assessore -. Rinviare l’attuale fase di cantiere avrebbe significato mettere a rischio i finanziamenti europei”.
Per chiarire alcuni aspetti tecnici in aula intervengono direttamente i vertici di Atb. “L’e-Brt è tale solo se può viaggiare su una corsia riservata, che gli consenta di mantenere un’elevata velocità commerciale – spiega il direttore generale Liliana Donato -. Il Ministero ci ha indicato di preservare le corsie dedicate soprattutto nei tratti più urbanizzati: per questo in via Paleocapa è stato necessario realizzarla”.
I test agli impianti semaforici in vista dell’entrata in funzione della linea, prevista per il 3 agosto, sono solo appena iniziati. “Abbiamo un mese di tempo per trovare il giusto equilibrio e ridurre al minimo l’impatto sul traffico cittadino – afferma Donato -. Con l’e-Brt puntiamo a intercettare oltre 10 mila passeggeri al giorno dimezzando gli attuali tempi di percorrenza del trasporto pubblico”.
In aula anche il presidente di Atb, Enrico Felli. “Senza una fase di raccolta dati non sarebbe possibile calibrare gli impianti semaforici – osserva -. È interesse della stessa azienda limitare il più possibile i disagi alla circolazione: sulle strade non viaggiano soltanto le auto private, ma anche tutti i nostri mezzi”.
Anche la sindaca Carnevali, confermando la fiducia all’assessore Berlanda, interviene sul tema. “Per rendere davvero attrattivo il trasporto pubblico servono frequenza, puntualità e regolarità – dichiara -. Obiettivi che non sarebbero raggiungibili se tutti i mezzi in circolazione interferissero con il sistema e-Brt”. L’ordine del giorno presentato da Pezzotta viene respinto con 19 voti contrari e 5 favorevoli.
Gli interventi dei consiglieri
Il consigliere del Pd Massimiliano Serra bolla l’ordine del giorno come scritto “in stile da social”, con un approccio ideologico contrario all’interesse collettivo alla mobilità. “Vogliamo costruire la Bergamo del futuro – dichiara -: l’e-Brt punta a ridurre del 6% il flusso delle auto, il mondo intero va in questa direzione: non si possono portare tutte le auto in centro garantendogli un parcheggio, sarebbe più facile il teletrasporto”.
Toni più critici quelli della Lega, con il consigliere Alessandro Carrara che denuncia tempi di percorrenza di 30-40 minuti per pochi metri. “Non è la Bergamo del futuro, ma un brutto sogno – la replica a Serra -. Non oso immaginare cosa succederà dopo la riapertura delle scuole. Credo si sia ascoltato poco il parere dei cittadini, insistendo a tutti i costi su un progetto che porterà solo malcontento diffuso e code infinite”.
“Il dibattito pubblico – interviene Enrico Facchetti (Elena Carnevali Sindaca) – si sta concentrando solo sui disagi, perdendo di vista l’obiettivo originario dell’e-Brt: rendere il trasporto pubblico competitivo”. Robi Amaddeo rivendica la condivisione trasversale che l’opera aveva raccolto alle sue origini, ricordando che senza le corsie preferenziali non si potrebbero realizzare i collegamenti con una parte della provincia: “Se non si fanno le corsie, i bus non viaggiano”.
Più tagliente l’intervento di Ida Tentorio (FdI). “Questa Giunta è abituata allo scaricabarile istituzionale – attacca -. Dei disagi dell’e-Brt si dà ora la colpa a Rfi e alla chiusura in via San Bernardino. La riduzione dei tempi semaforici è ormai diventata un mantra, il prossimo passo saranno i birilli”, ironizza riferendosi all’intervento a Pontesecco.
Giulia Ceci (Forza Italia) pone l’accento sul fatto che la corsia preferenziale sottrae spazio alla circolazione ordinaria per destinarlo a una sola linea e non a tutto il sistema di trasporto pubblico. “Un conto è potenziare il Tpl – riflette -, un altro modificare rigidamente la viabilità cittadina senza prima verificarne gli effetti concreti sulla vita quotidiana dei cittadini. La sperimentazione terminerà ad agosto, ma il vero banco di prova sarà settembre”.
La capogruppo del Pd in Consiglio, Francesca Riccardi, registra con una certa ironia l’interesse del centrodestra verso la mobilità sostenibile. “L’e-Brt – ricorda – porterà i passeggeri a destinazione con tempistiche inferiori rispetto all’auto privata. I minuti oggi persi nel traffico sono un dazio che la città paga per migliorare la competitività del servizio: vedo criticità di una settimana già trasformate nel fallimento di un progetto”.
Paola Rossi (Bergamo Europea) difende l’assessore Berlanda, definendo “strumentale” la richiesta di ritiro della delega: “I disagi in fase di avvio sono temporanei e saranno ripagati con agi permanenti in salute e risparmi di tempo”. Sulla stessa linea Nicola Eynard e Barbara Carsana (Pd), secondo cui i disagi sono “inevitabili per arrivare a un cambiamento delle abitudini quotidiane dei cittadini”, mentre Aldo Lazzari (Lista Futura) richiama la crisi climatica: “Il presente, con quest’ondata di calore, ci chiede di rallentare e di avere il coraggio di cambiare il modo in cui ci muoviamo”. Dalle minoranze, Cristina Laganà (FdI) chiede di rivedere il progetto: “Politiche pubbliche e realtà devono coincidere per migliorare la vita dei cittadini, non per una mera visione concettuale”.
In Consiglio
La seduta si apre con la commemorazione di Gianfranco Baraldi, tra i migliori mezzofondisti nella storia italiana e già assessore allo Sport, scomparso a 90 anni lo scorso 19 giugno. Presente in aula la famiglia, il Consiglio ha ricordato un uomo che ha lasciato un segno profondo in città: consigliere eletto tra le fila della Democrazia Cristiana, fu tra i fondatori di Forza Italia nel 1994. “Non dimenticherò la sua schiettezza e la capacità di attraversare la stagione delle trasformazioni politiche senza mai cambiare il proprio modo di vivere l’impegno pubblico”, il ricordo della sindaca Carnevali. Per il consigliere di minoranza Danilo Minuti, Baraldi è stata “la persona che più di tutte in Comune ha dedicato le sue energie ad estendere a tutti i cittadini l’accesso allo sport di base”.
A margine del Consiglio, il rammarico di Forza Italia Bergamo per la decisione della presidente dell’assemblea cittadina Romina Russo di negare al consigliere Cesare Di Cintio, a Roma per motivi lavorativi, la possibilità di partecipare da remoto alla seduta. L’avvocato aveva chiesto di collegarsi a distanza tramite la piattaforma già utilizzata per le commissioni consiliari, ma la richiesta è stata respinta in quanto il caso non rientra tra le ipotesi previste dal regolamento. “Sul piano regolamentare la decisione può risultare difficilmente contestabile, ma su quello istituzionale e politico si tratta di una scelta miope”, si legge nella nota del partito, che parla di un formalismo che finisce per “limitare la partecipazione democratica”.



