Due anni, cinque presenze e quattro prestiti: le “turbolenze” di Godfrey, costato… 134mila euro al minuto
Il difensore inglese era arrivato con grandi aspettative nell’estate 2024 per 12,5 milioni di euro dall’Everton, ma dopo soli spezzoni e 93’ ha iniziato a girare il nord Europa per ritrovarsi. Spera di farlo ai Rangers. E sul periodo in nerazzurro: “Una sfida interessante, almeno ho imparato l’italiano…”
Per acquistare il cartellino di Ben Godfrey, l’Atalanta ha versato nelle casse dell’Everton precisamente 12,5 milioni di euro. Due anni e una manciata di giorni dopo quella firma apposta il 28 giugno 2024, ne è arrivata un’altra, con i Rangers, per quello che è il quarto prestito di un’esperienza che lo stesso diretto interessato ha definito “turbolenta”. I tre precedenti sono tutti durati mezza stagione l’una: Ipswich Town in Premier League, Sheffield United in Championship e poi Brøndby in Danimarca. Ora, ecco la Scozia, ecco un’altro stop-and-go, in prestito con un diritto di riscatto da esercitare a fine stagione in caso ad Ibrox fossero soddisfatti del rendimento del difensore centrale inglese classe 1998. A Bergamo di sicuro non lo sono stati.
Eppure la sua esperienza non era partita con il piede sbagliato: è arrivato con tanto di presentazione ufficiale in conferenza stampa a Zingonia, il che è un evento molto raro, visto che è toccato a meno della metà degli acquisti degli ultimi anni, è partito subito a lavorare con Gasperinie forse ha risentito dei carichi, visto che nella prima uscita amichevole a Clusone è uscito acciaccato con un risentimento muscolare alla coscia sinistra. Problema risolto e che non ha condizionato le scelte del tecnico, che lo ha mandato in campo dalla panchina nelle prime due uscite ufficiali a distanza di pochi giorni: la Supercoppa Europea con il Real Madrid come quinto di destra (ruolo non del tutto suo, ma che saprebbe interpretare all’occorrenza) e poi l’esordio in campionato con il Lecce.
50 minuti da subentrato in due gare. Peccato che siano rimasti la maggioranza del suo tempo trascorso in campo, visto che poi sono arrivati solo altri tre spezzoni Shakhtar e Young Boys in Champions League e Cesena in Coppa Italia. Sempre nel momento in cui la partita era già ampiamente risolta e non aveva più nulla da dire. Un contentino, in sostanza. Non proprio ciò che ci si aspettava da un giocatore che solo tre anni prima vestiva anche la maglia della nazionale inglese e che, dopo le prime due presenze, è stato tagliato dalla rosa per Euro 2021 in extremis. Insomma, un difensore di caratura internazionale che l’Everton aveva pagato oltre 25 milioni di euro dal Norwich nell’ottobre 2020 e che aveva ceduto dopo 93 presenze senza mai mostrare con convinzione le doti esibite ai Canaries. Lo aveva fatto debuttare Ancelotti nel derby contro il Liverpool e lo aveva anche consigliato riguardo il passaggio all’Atalanta.
Luca Percassi era stato colpito da Godfrey in un’amichevole Atalanta-Norwich del 2019, ma altre contingenze lo avevano fatto finire altrove. Poi l’occasione si è presentata, è stata colta, ma non è mai stata tramutata in un rendimento adeguato. Tanto che alla fine i minuti in campo con la maglia nerazzurra sono stati soltanto 93. In pratica, ogni minuto sul terreno di gioco è costato 134.408,60 euro. Probabilmente il più caro di sempre nella storia della Dea. O quantomeno tra i più cari.

Nonostante ciò, però, il difensore inglese non parla di rimpianti ripensando alla sua avventura nerazzurra: “È un capitolo della mia vita che mi ha reso la persona che sono oggi”, ha detto alla tv ufficiale dei Rangers nel suo primo giorno ad Ibrox. “Giocare in Italia stato interessante, una cultura completamente differente e una nuova sfida per me e per la mia famiglia. Ho imparato l’italiano e non è male, ma ovviamente non ho messo molti minuti”. Meglio non è andata nei mesi all’Ipswich da gennaio a maggio, con 5 presenze e la retrocessione a fine anno. E lo Sheffield United? Nella seconda divisione inglese sono arrivate appena 6 presenze in mezza stagione. Così a gennaio si è aperta una nuova opportunità, in Danimarca al Brøndby: “Un posto splendido in cui vivere”. 12 presenze, un sorriso ritrovato. E ora una nuova esperienza per ripartire.




