Thelo Aasgaard, la mezzala ‘Sarriana’? La rete alla Francia, la gioventù tra i violoncelli e quel senso del gol che piace all’Atalanta
Classe 2002 norvegese, si è messo in mostra al Mondiale segnando una rete contro la favoritissima per la vittoria finale. A settembre ha segnato un poker alla Moldavia in 26 minuti. Gioca nei Rangers, club con cui la Dea ha un canale aperto dopo la cessione di Godfrey, ed è nato a Liverpool in una famiglia di violoncellisti, tanto che nel tempo libero produce basi rap
La vetrina del Mondiale è forse la più attrattiva che ci sia in termini di calciomercato e per ogni calciatore può essere la grande occasione per mettersi in mostra sotto gli occhi degli attenti osservatori e direttori dei club più importanti. Atalanta compresa. A volte basta poco, una giocata, un gol, una fiammata, per rubare l’occhio. Può essere il caso di Thelo Aasgaard, che è partito titolare con la sua Norvegia contro la Francia segnando anche l’unico gol scandinavo della partita a fronte delle quattro reti di Mbappé e compagni. Solbakken nei primi due match non gli aveva dato minuti: alla prima dall’inizio ha subito risposto con un bel destro al 21’ dal limite dopo una splendida finta di corpo per mandare a vuoto Upamecano e aprirsi lo spazio per la conclusione con maggior visuale verso la porta.
Il risultato finale ha forse finito per annebbiare la sua prestazione, fatta anche di colpi di tacco, movimenti intelligenti, gestioni del pallone in sicurezza, con buone doti da passatore. Il tutto giocando nel ruolo di interno sinistro di centrocampo del 4-3-3, orientandosi sul suo piede destro entrando dentro al campo, ma coprendo la sua zona in maniera attenta e diligente — con tutte le difficoltà del caso di dover gravitare nella zona del Pallone d’Oro Dembélé, autore di una tripletta agendo da ala destra. Il classe 2002, al netto del gol, è stato forse il miglior giocatore della sua Norvegia, che è scesa in campo con una formazione rivoluzionata, visto che il ct ha scelto di lasciare a riposo i titolari che avevano giocato nelle vittorie contro Iraq e Senegal, Haaland compreso.
Dalla scorsa estate gioca in Scozia ai Rangers, nella massima serie scozzese: è stato acquistato per 4 milioni di euro dal Luton Town, squadra di Championship che nel gennaio precedente lo aveva prelevato dal Wigan, società in cui è cresciuto dai 14 anni e con cui ha giocato sempre tra seconda e terza serie inglese. I suoi primi calci in un grande club li ha tirati con la maglia rossa del Liverpool, la sua città natale (e squadra del suo cuore): ha padre norvegese e madre francese con origini scozzesi. E il suo nome completo è Thelonious Gerard Aasgaard. Impegnativo, senza dubbio, ma mai come il campionato scozzese per un giocatore della sua tecnica, che nel percorso ha iniziato a inserire una dimensione fisica. Con una caratteristica che risalta: “Penso di essere molto bravo a finalizzare”, ammetteva. Ecco, il senso del gol. Ne ha già segnati 40 tra i professionisti, di cui 8 nell’ultima stagione ad Ibrox (più 5 assist), sotto la guida del tedesco Danny Röhl, che lo ha utilizzato anche nel centrocampo a due o come trequartista nel 4-2-3-1, ma anche da mezzala.
In curriculum ha già anche un poker con la maglia della Norvegia, alla terza presenza assoluta, nelle qualificazioni mondiali contro la Moldavia. Sì, nel girone dell’Italia (contro cui ha pure giocato un quarto d’ora nel match di ritorno a San Siro). Il meglio lo ha dato però nell’11-1 rifilato ai balcanici il 9 settembre, con 4 gol in 26 minuti. Non è stato il miglior marcatore della partita, visto che Haaland ne ha fatti 5, ma poco importa. Tanto è bastato per mettersi sulla mappa, attirando anche l’interesse atalantino quando ancora i piani erano quelli di 3-4-2-1. L’arrivo di Sarri ha cambiato le carte in tavola, con il passaggio al 4-3-3 e ad un reparto da ricostruire quasi completamente. E nel quale un profilo con caratteristiche come quelle di Aasgaard potrebbe inserirsi alla perfezione con il suo (quasi) metro e novanta d’altezza e il suo passo. Ecco perché potrebbe essere oggetto di ulteriori valutazioni nei prossimi giorni.
Nel frattempo, si gode il percorso con la sua Norvegia ad un Mondiale in cui è diventato il primo giocatore dei Rangers a segnare un gol da Brian Laudrup nel 1998. E al prossimo turno sfiderà la Costa d’Avorio di Kossounou con l’obiettivo di passare il turno (dove troverebbe la vincente di Brasile-Giappone). La speranza del ragazzo cresciuto a Mossley Hill è quella di raccogliere ulteriori minuti per mettersi in mostra. “Corre verso l’area di rigore con tagli interni, sa calcolare i tempi d’inserimento, ci sarà utile” ha detto Solbakken del suo numero 19, che è stato la chiamata a sorpresa visto che per le gare di marzo non era stato considerato. In fondo la sua stagione ai Rangers non ha convinto proprio tutti: i tifosi non hanno particolarmente apprezzato la sua incostanza, basta farsi un giro sui social per percepirlo. Eppure di gol da urlo il ragazzo ne ha fatti eccome.
🎯 Top bins from Thelo!
📺Watch the highlights now on our YouTube | https://t.co/T61h7Lkovipic.twitter.com/14mEzmRURl
— Rangers Football Club (@RangersFC) January 17, 2026
Il Mondiale però può cambiare le carte in tavola. E pensare che poteva anche giocarlo con la Scozia, che lo aveva cercato. Lui però ha sempre mantenuto la volontà di rappresentare la sua Norvegia, essendo particolarmente legato alle radici paterne. Dai genitori ha anche preso la passione per la musica, visto che entrambi sono violoncellisti. Sia mamma Georgina che soprattutto papà Jonathan Aasgaard, musicista jazz. Il nome Thelonious, infatti, è un richiamo al celebre pianista e compositore americano Thelonious Monk, di cui il padre era un grande ammiratore. Gerard è invece il nome del nonno materno. La musica fa parte della sua vita: suona il piano e nel tempo libero produce basi rap. Ma il suo primo pensiero resta il calcio.
La sua agenzia è la CAA Stellar, colosso dell’intermediazione e delle procure nel calcio: all’Atalanta ha due punte di diamante del proprio roster (e viceversa) come Charles de Ketelaere e Gianluca Scamacca, ma anche nell’Under 23 il portiere Paolo Vismara e l’attaccante Giulio Misitano. Insomma, un canale apertissimo, come del resto è quello con i Rangers visto che nei giorni scorsi i due club si sono interfacciati anche per definire il trasferimento di Ben Godfrey in prestito con diritto di riscatto in Scozia (ufficializzato lunedì mattina). E sempre nelle file del club di Glasgow c’è anche Nicolas Raskin, regista che stuzzica l’interesse nerazzurro. Che la coppia si possa ricomporre anche a Bergamo?






