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Infrastrutture, sanità e trasporti. E non in ordine alfabetico, perché la lista delle cose da fare per rilanciare la Lombardia sono moltissime. Emilio Del Bono, già sindaco di Brescia per un decennio, vicepresidente del Consiglio regionale, presidente del Pd lombardo e coordinatore del laboratorio “Lombardia 2028” punta a dare alla nostra regione “una visione strategica di sviluppo e di crescita”.

Come istantanee mostra gli scatti di una Lombardia a più velocità, frazionata da diversi interessi locali. “La Lombardia non è più un territorio omogeneo, ma una regione divisa tra aree che continuano a crescere e altre che si stanno progressivamente impoverendo”. “La Regione ha rinunciato al proprio ruolo di pianificazione e regolazione, lasciando che fosse il mercato a determinare gli equilibri territoriali”, aggiunge.

I dati economici confermerebbero questa tendenza. Se in passato la Lombardia “cresceva a ritmi del 4-5% del PIL, oggi l’incremento si attesta intorno allo 0,7%, in linea con la media nazionale. Una crescita che, però, risulta fortemente disomogenea: mentre l’area metropolitana di Milano registra un PIL pro capite di circa 50 mila euro, nelle province montane e nelle aree della pianura più periferica la ricchezza prodotta si ferma attorno ai 25-26 mila euro”.

“Le imprese, i servizi e gli investimenti si sono concentrati lungo l’asse centrale della regione – sostiene Del Bono – mentre le aree montane e il Sud della Lombardia hanno perso popolazione, attività economiche ed opportunità”.

Tra le principali criticità il vicepresidente del Consiglio Regionale indica il sistema dei trasporti. “La Lombardia, infatti, continua a movimentare oltre il 90% delle merci su gomma, una percentuale nettamente superiore a quella registrata nei principali Paesi europei, dove il trasporto ferroviario svolge un ruolo molto più rilevante”. Una situazione che, secondo Del Bono, penalizza la competitività delle imprese lombarde, costrette a sostenere costi logistici superiori rispetto ai concorrenti europei.

Anche il trasporto pubblico rappresenta una delle grandi emergenze. “Fuori dalle grandi aree urbane il servizio è insufficiente e questo limita lo sviluppo dei territori”, afferma. “Investire in linee ferroviarie, tramvie e reti di trasporto locale significherebbe rendere più attrattive le province, favorendo nuovi insediamenti produttivi e una migliore qualità della vita”.

Critiche vengono rivolte anche alla gestione delle risorse pubbliche. Per l’ex sindaco di Brescia, negli ultimi anni la Regione avrebbe privilegiato “una distribuzione frammentata dei finanziamenti, senza una reale valutazione dei risultati ottenuti”. “Si spendono miliardi di euro, ma non si misura mai l’impatto di questi investimenti sulla crescita economica, sulla riduzione delle disuguaglianze o sul miglioramento dei servizi”.

Tra le priorità indicate per il futuro figurano tre grandi capitoli: infrastrutture, trasporto pubblico e sanità territoriale.

Sul fronte infrastrutturale evidenzia “la necessità di una cabina di regia regionale capace di coordinare il sistema autostradale lombardo, oggi caratterizzato da tariffe molto differenti tra una tratta e l’altra. Una situazione che altera i flussi di traffico e riduce l’efficienza della rete”.

La seconda priorità riguarda il rafforzamento del trasporto pubblico, considerato “uno strumento fondamentale per la competitività dei territori”. Bergamo viene indicata come esempio positivo grazie agli investimenti sulle linee tranviarie e al futuro collegamento con l’aeroporto di Orio al Serio.

Infine la sanità. Del Bono ritiene necessario riequilibrare il sistema, “oggi troppo concentrato sugli ospedali e poco sulla medicina territoriale, sulla prevenzione e sull’assistenza ai pazienti cronici”. “La sanità non si esaurisce nell’ospedale: serve una rete che accompagni il cittadino prima del ricovero e dopo le dimissioni”.

Non manca uno sguardo su un asset importante per l’economia bergamasca e lombarda: l’aeroporto di Orio al Serio. “È necessario rafforzare l’integrazione tra gli aeroporti di Bergamo-Orio al Serio e Montichiari, sia per il traffico passeggeri sia per quello merci. In quest’ottica viene ritenuto strategico anche un potenziamento dei collegamenti ferroviari tra Bergamo e Brescia, due tra i principali poli economici della Lombardia orientale”. Resta il nodo dello scalo bresciano di fatto gestito da una società veneta. “La Regione può intervenire: gli aeroporti sono dello Stato e sono dati in concessione per essere sviluppati. Se questo non avviene si spinga perché Roma revochi questa concessione a chi non sa farli crescere”.

Accompagnato in questo tour di Laboratorio Lombardia dai consigliere regionali Davide Casati e Jacopo Scandella, oltre che dal segretario provinciale del Pd, Gabriele Giudici, Del Bono rimarca: “La Lombardia ha bisogno di tornare a programmare il proprio futuro – conclude Del Bono -. Solamente attraverso una visione strategica sarà possibile ridurre i divari territoriali e restituire competitività all’intera regione”.