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Dalla Val d’Aosta con il “fattore Giuntoli”: ecco Savona, l’obiettivo dell’Atalanta per la corsia destra
Foto Getty

Il prodotto del settore giovanile della Juve viene da una stagione al Forest in cui si è anche tolto lo sfizio di segnare a Liverpool e Manchester United

Gressan è un comune di poco più di tremila abitanti della Val d’Aosta, a oltre 600 metri d’altitudine. Si trova a pochi passi dal capoluogo, distante circa un’ora e mezza di auto da Torino. Un tragitto piuttosto familiare a Nicolò Savona, che è cresciuto correndo sui prati valdostani ed è arrivato a calcare i campi della Serie A con la maglia della Juventus, realizzando un sogno che sembrava irraggiungibile partendo dalla ASD Aygreville, società che lavora con il club bianconero. Nel quale il piccolo Nicolò è entrato a 8 anni, rimanendoci fino ai 22, giocando all’Allianz Stadium, segnando all’esordio da titolare, raggiungendo l’azzurro della Nazionale Italiana e arrivando fino alla Premier League con il Nottingham Forest. Ora il suo futuro potrebbe tingersi di nerazzurro.

All’Atalanta il suo grande sponsor si chiama Cristiano Giuntoli, il dirigente che in bianconero lo ha portato in prima squadra nell’estate 2024 dopo averlo visto brillare in Serie C con l’Under 23 e con la Primavera. Una ‘promozione’ arrivata per certi versi a sorpresa: è stato aggregato in estate al gruppo guidato da Thiago Motta, rimasto piacevolmente sorpreso e convinto dalle sue prestazioni. Il tecnico lo ha fatto esordire alla prima di campionato contro il Como, poi alla seconda giornata a Verona lo ha lanciato titolare venendo ripagato con il gol. Il tutto sotto gli occhi attenti del nuovo direttore sportivo nerazzurro, a fianco del quale posava Savona nell’agosto del 2024, quando ha firmato un rinnovo di contratto a cui ne è seguito un altro con adeguamento pochi mesi dopo.

In quell’occasione però nella foto non c’era più Giuntoli, ma Damien Comolli. Lo stesso che, di fatto, ha deciso di venderlo verso la fine della sessione di mercato, spedendolo al Nottingham Forest per 13 milioni di euro più un paio di bonus, ponendo fine al suo viaggio di 14 anni, con in mezzo un intervallo di prestito alla primavera della Spal. Già con il cambio di guida tecnica, l’esonero di Thiago Motta e l’arrivo di Igor Tudor le sue prospettive sembravano essere mutate. In più, l’opportunità di andare in Premier League lo ha convinto a voltare pagina. Ma ora la possibilità di ritrovare Giuntoli a Bergamo e rientrare in Italia sembra poterlo stuzzicare, anche se la questione sarà soprattutto da definire tra i club — che già nel 2022 avevano lavorato insieme all’operazione per portare in Inghilterra Remo Freuler.

Ruolo? Terzino destro. Fatto e finito. Ha ricoperto quel ruolo alla Juve e poi anche al Forest, dove ha iniziato da titolare per poi doversi fermare a causa di un’operazione al ginocchio che lo ha tenuto fuori fino al termine della stagione. Nelle sue 20 presenze si è tolto degli sfizi non da poco, come segnare al Manchester United e al Liverpool. Confermando che il gol ce l’ha nel sangue. E anche se non è riuscito a riconquistarsi la nazionale (era stato convocato nel novembre 2024 da Spalletti, senza però scendere in campo), la sua esperienza è stata comunque positiva. Il richiamo dell’Italia potrebbe però fare la differenza, soprattutto di un club come l’Atalanta, nel quale il nativo di Aosta si giocherebbe il posto con Davide Zappacosta, prendendo di fatto il posto di Raoul Bellanova, sul quale incombe la prospettiva della cessione, con Roma e Milan che si sarebbero interessate alla sua situazione.

Fisicamente piazzato, scollina oltre il metro e novanta, ma presenta comunque una discreta facilità di corsa e una falcata importante. Non ha magari particolare accelerazione, per intenderci, non parliamo di un Zappacosta-bis (e nemmeno di uno alla Palestra) che vede la porta, che ha facilità di calcio e che sa crossare bene e associarsi coi compagni, ma di un giocatore più di inserimento, resistente ai contrasti, costante nella corsa e che eccelle nel gioco aereo. Insomma, un’alternativa che possa proporre qualcosa di diverso. E soprattutto abituato a giocare in una retroguardia a quattro. Punto chiave e nel quale il ragazzo di Gressan si ritrova alla perfezione. Garantisce Giuntoli.