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Vika, un anno fa la tragedia: “All’ex Reggiani basterebbe un’aiuola per ricordarla”

La 14enne morta nella fabbrica dismessa: la proposta della sindaca di Ponteranica. Inchiesta verso l’archiviazione

Ormai è passato un anno. Era il 26 giugno 2025 quando Victoria, per tutti Vika, perse la vita negli spazi abbandonati dell’ex Reggiani di Bergamo. Aveva soltanto 14 anni. Una tragedia che sconvolse la città e lasciò un vuoto profondo in chi l’aveva conosciuta.

Era arrivata in Italia nel 2022, fuggendo dalla guerra in Ucraina. Come tanti suoi connazionali, aveva lasciato alle spalle un Paese ferito dalle bombe e dall’incertezza, cercando altrove quella serenità che il conflitto le aveva negato. Invece, spiazzando un po’ tutti, ha salutato questa terra a migliaia di chilometri da casa, in un pomeriggio d’inizio estate.

L’ex Reggiani era un luogo che conosceva bene. Da tempo quel gigantesco complesso industriale dismesso attirava giovani e adolescenti che, sfidando recinzioni e divieti, ne esploravano gli edifici abbandonati. Anche Vika saliva fino ai piani alti. Da lassù osservava Bergamo, i profili delle montagne, i tramonti che coloravano il cielo. Quel giovedì, però, da quelle stesse altezze precipitò per decine di metri.

Quella mattina avrebbe dovuto sostenere l’esame orale di terza media. A scuola, però, non arrivò mai. A settembre l’aspettava una nuova avventura: il liceo Mamoli, un altro passo verso quel futuro che sembrava finalmente prendere forma dopo gli anni difficili segnati dalla fuga dalla guerra e dall’inizio di una nuova vita in Italia.

Chi la conosceva la descriveva come una ragazza riservata, gentile, talvolta chiusa nel proprio mondo. Forse il peso dell’integrazione in una realtà nuova, forse ferite invisibili che si portava dentro da tempo. Di quel suo universo interiore è rimasta anche una traccia: un disegno  realizzato a scuola, che dopo la tragedia ha assunto un significato dolorosamente simbolico. Rappresentava una ragazza in lacrime davanti a una città in fiamme. Nessuno può sapere davvero cosa volesse raccontare attraverso quell’immagine, ma molti vi hanno riconosciuto l’eco di un dolore difficile da esprimere a parole.

Sul retro del foglio aveva scritto una frase che, riletta dopo la sua morte, ha colpito profondamente chiunque l’abbia conosciuta: “Se vedete questo disegno, bruciatelo. Perché non ha nessun futuro, come me.”

Dopo la morte della giovane, il pubblico ministero Raffaella Latorraca aveva aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti, una scelta tecnica finalizzata a consentire tutti gli accertamenti necessari e a non escludere alcuna ipotesi investigativa. A distanza di un anno, l’inchiesta si avvia verso l’archiviazione.

A Ponteranica, dove Victoria viveva con la nonna e lo zio, la comunità si era stretta attorno ai suoi familiari organizzando una fiaccolata in suo ricordo.

A Ponteranica la fiaccolata per Vika

“A un anno dalla scomparsa di Victoria, la nostra comunità continua a custodirne il ricordo con rispetto e vicinanza – afferma la sindaca di Ponteranica, Susanna Pini -. In questi mesi il pensiero verso di lei non si è mai spento: resta vivo nella memoria di chi l’ha conosciuta e di chi ha condiviso, anche solo per un tratto, il suo cammino”.

La prima cittadina richiama anche la responsabilità collettiva verso le fragilità giovanili: “Victoria era una giovane vita, con la sua storia e le sue fragilità. Come comunità sentiamo il dovere di non lasciare che queste vicende si perdano nel silenzio, ma di continuare a interrogarci e a prenderci cura delle persone, soprattutto dei più giovani”.

Da qui la proposta di un luogo simbolico dedicato alla memoria della ragazza: “Sarebbe bello che nel luogo dove si è consumata la sua vicenda potesse trovare spazio un piccolo segno di memoria a lei dedicato. Un’aiuola semplice, con fiori essenziali e profumati, non ricercati ma autentici, come era lei. Un luogo di raccoglimento che non cancelli il dolore, ma lo trasformi in memoria e rispetto”.

L‘ex Reggiani si prepara a cambiare volto. Per quasi vent’anni il vasto comparto industriale è rimasto sospeso tra degrado e attese di riqualificazione, diventando una presenza silenziosa nel tessuto urbano cittadino. Oggi il futuro dell’area appare più definito: entro il 2029, nella porzione nord del comparto in zona Stadio, sorgerà la nuova sede di Crs Impianti e Costruzioni, azienda di Gorle che ha acquisito oltre 50 mila metri quadrati dal Gruppo Manzi.

Secondo alcuni residenti, la presenza delle maestranze impegnate nei primi interventi avrebbe già contribuito a ridurre le intrusioni abusive, pur in presenza di alcuni accessi ancora scoperti.

“Proseguiamo con tutti gli approfondimenti insieme agli operatori per arrivare al deposito formale della convenzione quadro – ha recentemente spiegato l’assessore alla Riqualificazione urbana Francesco Valesini -. Si tratta della seconda area dismessa più grande della città e stiamo valutando ogni aspetto del progetto. L’obiettivo sarebbe chiudere prima di agosto, ma è possibile che si arrivi a settembre: dipende da questioni tecniche e dagli elaborati ancora in fase di definizione”.

Tra pochi anni l’ex Reggiani avrà un volto diverso. Quello che accadde il 26 giugno 2025 resta una traccia della sua storia.