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e-Brt, Italia Viva: “Servono dati e pragmatismo, non polemiche sterili”

La presa di posizione del partito dopo la richiesta di sfiducia dell’assessore Berlanda da parte del centrodestra cittadino

Bergamo. Il dibattito sull’e-Brt continua ad animare il confronto politico in città. Dopo le recenti polemiche legate alle modifiche della viabilità e all’introduzione delle corsie preferenziali, Italia Viva Bergamo interviene chiedendo che la discussione venga riportata su basi pragmatiche e supportate dai dati.

Secondo il partito, le preoccupazioni espresse dai cittadini meritano attenzione e ascolto, poiché i cambiamenti alla circolazione comportano inevitabilmente disagi. “Proprio per questo motivo, il confronto dovrebbe concentrarsi sugli effetti reali dell’opera piuttosto che su contrapposizioni ideologiche”, sostiene il presidente provinciale Gianmarco Gabrieli.

Il progetto, finanziato attraverso le risorse del Pnrr, è stato concepito per trasportare circa 4 milioni di passeggeri e ha dovuto rispettare tempi di progettazione e realizzazione particolarmente stringenti. Per Italia Viva, l’alternativa era chiara: procedere con la realizzazione dell’infrastruttura, prevedendo eventuali correttivi una volta avviato il servizio, oppure rinunciare a un finanziamento da 80 milioni di euro destinato al trasporto pubblico locale.

Il partito difende quindi la scelta compiuta dalle amministrazioni coinvolte, ricordando come una delle caratteristiche fondamentali dell’e-Brt fosse nota fin dall’inizio: circa il 73% del percorso si sviluppa infatti su corsie preferenziali dedicate, elemento considerato indispensabile per garantire velocità, regolarità e competitività del servizio rispetto all’utilizzo dell’auto privata.

Da qui le critiche rivolte a una parte del centrodestra cittadino, accusata di concentrare oggi la propria opposizione soprattutto sulla corsia preferenziale di via Paleocapa e delle vie limitrofe. Italia Viva sottolinea come il tratto contestato rappresenti circa un chilometro di un’infrastruttura complessiva lunga quasi trenta chilometri tra Bergamo, Dalmine e Verdellino. “Discutere dei singoli tratti è legittimo”, afferma Gabrieli, “ma è poco utile mettere in discussione l’intera opera sulla base di una caratteristica strutturale prevista sin dalle prime fasi progettuali”.

Per il partito, la strada da seguire è quella del monitoraggio continuo degli effetti dell’opera. L’obiettivo dovrebbe essere quello di raccogliere dati, ascoltare residenti e utenti e intervenire laddove emergano criticità documentate. Un metodo che, secondo Italia Viva, avrebbe già dato risultati positivi nel caso dell’incrocio della Martinella, dove la sperimentazione avrebbe consentito di apportare modifiche sulla base delle evidenze raccolte.

Nel documento viene espressa fiducia nell’operato dell’assessore alla Mobilità Marco Berlanda, descritto come impegnato in un approccio basato sull’ascolto dei cittadini e sulla valutazione degli effetti concreti delle modifiche introdotte. Analoga fiducia viene ribadita nei confronti della sindaca Elena Carnevali.

Italia Viva conclude assicurando il proprio sostegno a eventuali interventi correttivi qualora, nelle prossime settimane, emergessero problemi concreti nel funzionamento del sistema. Allo stesso tempo auspica che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti possa valutare rapidamente eventuali deroghe o modifiche tecniche necessarie. “Meno slogan, più dati; meno tifoserie, più soluzioni”, conclude Gabrieli.