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Da Scanzo a Bruxelles: Schlein cerca il dialogo con Gori. Ma lui pensa alle primarie
Giorgio Gori alla presentazione del libro di Carlo Calenda a Bergamo

L’ex sindaco di Bergamo resta nel Pd, ma il dissenso sulla linea frontista non è un segreto. E la segretaria nazionale non può permettersi un’altra uscita eccellente

Giorgio Gori è il volto del Partito Democratico che guarda al mondo delle imprese. Un profilo ostico per la segretaria nazionale Elly Schlein, che la scorsa settimana nel cuore dell’Europa ha cercato il dialogo: meglio un confronto faccia a faccia che ritrovarsi a gestire un’altra uscita pubblica.

Non è certamente un segreto il dissenso dell’ex sindaco di Bergamo nei confronti di una parte della linea scelta dalla segretaria. La scorsa settimana lo ha fatto chiaramente capire dal palco della Festa de l’Unità di Scanzo, affermando come l’ormai nota immagine dei leader del campolargo in trattoria fotografasse solamente “un pezzo della nostra offerta politica, ma non tutta”. “Il posizionamento del Pd vicino a M5S e Avs – ha detto – non lo mette nelle condizioni per incontrare la cultura delle forze produttive, delle imprese e degli operai”.

A fine maggio, al Centro Congressi Giovanni XXIII, l’europarlamentare aveva invece dialogato con Carlo Calenda per la presentazione del nuovo libro del leader di Azione: il pensiero politico dei due esponenti collimava praticamente su tutto. A differenziarli solamente lo schieramento e la convinzione (di Calenda, ndr) che un terzo polo possa avere un ruolo decisivo alle prossime politiche. Chi sceglie di stare fuori dalla coalizione di centrosinistra, sostiene invece Gori, rischia di consegnare la vittoria alla destra perchè la stessa legge elettorale ‘richiede’ un bipolarismo.

Tornando al Nazareno, dopo le fuoriuscite dal partito di Pina Picierno, Marianna Madia ed Elisabetta Gualmini, Schlein non può permettersi di vedere allontanarsi dalla porta principale anche l’eurodeputato bergamasco. Come riporta Linkiesta, durante un evento della delegazione Pd a Bruxelles la segretaria ha cercato Gori per scongiurare l’ennesima uscita pubblica, i cui effetti potrebbero essere rovinosi. “Non è all’ordine del giorno”, ha ribadito Gori al portale quotidiano digitale.

L’ex primo cittadino del capoluogo è un – forse ‘il’ – punto di riferimento del tessuto imprenditoriale delle regioni settentrionali all’interno del Pd, un mondo con cui Schlein a volte fatica a confrontarsi. Nonostante le rassicurazioni, secondo Linkiesta Gori starebbe valutando di scendere in campo alle primarie del centrosinistra in prima persona con una proposta autonoma che possa calamitare chi cerca un progetto politico che faccia di crescita, innovazione e competitività i propri pilastri.

Una candidatura che punti sulla sua credibilità agli occhi degli industriali, sulla sua storia politica e sul radicamento nelle regioni del Nord. Un progetto che, forse, rischia di finire fuori inquadratura rispetto allo scatto-manifesto in trattoria.