e-BRT e traffico, l’opposizione chiede la sfiducia a Berlanda. Carnevali: “Sorprende che tacciano su disagi causati da Rfi”
L’attacco di Andrea Pezzotta e la replica della prima cittadina: pomo della discordia la riduzione delle corsie su via Paleocapa, necessaria per ricavare quella preferenziale da destinare al nuovo sistema di collegamento su bus elettrici tra la città e la stazione di Verdellino
Bergamo. Sul tema della viabilità e del traffico cittadino la minoranza sferra un attacco deciso, con la richiesta ultima alla sindaca Elena Carnevali “a valutare se sia il caso di confermare la fiducia all’attuale Assessore alla Mobilità oppure se, al contrario, sia giunto il tempo di ripensare l’assegnazione di quella specifica delega“. Ma la replica della prima cittadina non si è fatta attendere ed è stata altrettanto pepata, con alcune stoccate rifilate a chi in aula siede dall’altra parte della barricata.
Al centro della querelle la recente modifica alla suddivisione di via Paleocapa, dove per far spazio alla corsia riservata all’e-BRT dall’11 giugno sono rimaste solo due quelle dedicate al normale flusso del traffico: un fatto che Andrea Pezzotta, primo firmatario di un documento sottoscritto da tutta l’opposizione, ha infilato in un ordine del giorno urgente presentato al consiglio comunale nel quale ad essere contestata è la totalità della strategia dell’amministrazione comunale in ambito viabilistico.
L’inserimento della banda preferenziale per il nuovo sistema di collegamento tra la città e la stazione di Verdellino era per altro già stato al centro di un’interrogazione avanzata sempre in consiglio dalla Lega, che non aveva mancato di sottolineare le immediate ripercussioni sul traffico.
“In un Paese normale chi ha la responsabilità di amministrare la cosa pubblica, prima di adottare qualunque provvedimento, dovrebbe studiare nel dettaglio quali potrebbero esserne gli effetti, così da evitare (o quantomeno limitare) le conseguenze negative che potrebbero derivare dalla sua azione: a Bergamo non funziona così – ha calcato la mano Pezzotta – Soprattutto in tema di Mobilità la strategia è diversa. Si adottano i provvedimenti viabilistici senza se e senza ma (spesso sulla base di motivazione di carattere ideologico) e poi si va a vedere che effetti hanno prodotto, cercando soltanto a posteriori di limitare i danni derivati dalla modifica delle condizioni di circolazione dei veicoli”.
Il timore, rappresentato dal leader del centrodestra, è quello che l’impatto avuto già in questi giorni nei quali la chiusura delle scuole ha sicuramente contribuito ad alleggerire la frequentazione veicolare del centro cittadino, possa manifestarsi con effetti ben più pesanti una volta riprese a pieno ritmo tanto le lezioni quanto tutte le attività lavorative post vacanze estive: “Non è difficile prevedere come a settembre la situazione si aggraverà sensibilmente e potrebbe diventare insostenibile, soprattutto per quanto riguarda le vie Paleocapa e San Giorgio, che rappresentano per la città l’accesso principale all’Autostrada”.
Ma, come detto, ad essere contestato è anche il metodo di lavoro: “La risposta dell’Amministrazione, di fronte alle prime, gravi conseguenze derivate dalle modifiche apportate alla circolazione dei veicoli, è stata quella di annunciare ‘una analisi dei flussi’ e degli ‘interventi sui tempi semaforici’ così come risulta dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’Assessore alla Mobilità – ha continuato Pezzotta -. A nostro parere si tratta di una risposta a dir poco inadeguata e comunque del tutto intempestiva: l’analisi dei flussi e gli interventi sui semafori, sempre in un Paese normale, avrebbero dovuto se mai precedere e non seguire l’adozione del provvedimento. Ed è una risposta che denota la mancanza assoluta di rispetto della posizione dei cittadini, soprattutto di quelli (tanti per fortuna) che ogni mattina devono raggiungere l’Autostrada per andare a lavorare e rappresentano la vera ossatura della nostra comunità. Non senza, peraltro, considerare che gli automobilisti che avranno l’ardire di mettere le ruote su quelle corsie saranno inevitabilmente sanzionati con una multa di ben 83 euro”.
Ed è qui che si inserisce la richiesta non solo di un ripensamento immediato dell’assetto viabilistico delle vie Paleocapa, San Giorgio, Simoncini e Bonomelli, ma addirittura anche di una revisione del ruolo dell’assessore alla Mobilità, delega oggi nelle mani di Marco Berlanda: “Non è la prima volta che questo accade (un esempio per tutti: la gestione dei parcheggi per i residenti di città alta) e siamo convinti che la cosa non sia più accettabile – si legge ancora nell’ordine del giorno – Riteniamo che la gestione della Mobilità debba richiedere un approccio più professionale ed anche più rispettoso delle esigenze dei nostri cittadini. Non siamo certo nemici del trasporto pubblico locale, ci mancherebbe altro, ma riteniamo che l’azione amministrativa debba essere diretta anche a rendere più fluido e scorrevole il traffico dei veicoli privati e non ad ostacolarlo o addirittura a bloccarlo”.
Pezzotta ha infine fatto il verso allo slogan elettorale che ha accompagnato tutta la campagna della sindaca Carnevali nel 2024: “Vedrai che Bergamo, si leggeva sui manifesta qualche tempo fa. Ecco, noi non vorremmo vedere i pur apprezzabili veicoli elettrici della e-BRT sfrecciare indisturbati sulla loro corsia dedicata, con al fianco colonne e colonne di auto bloccate irrimediabilmente nel traffico, con i relativi conducenti giustamente inferociti nei confronti di chi li amministra”.
La replica della sindaca Carnevali
L’attacco delle minoranze non ha lasciato indifferente l’amministrazione che sul progetto e-BRT ha voluto mettere i puntini sulle i, rispondendo per le rime agli avversari politici.
“Ho sempre molto rispetto per le posizioni della minoranza, e colgo l’occasione rappresentata dall’Ordine del Giorno di Andrea Pezzotta per entrare nel merito – ha debuttato nella sua replica la prima cittadina – Direi che è bene fare un po’ di memoria. L’idea di un nuovo sistema di trasporto pubblico che collega Bergamo con Dalmine nasce nel 2017, ed è condivisa l’anno successivo dal Tavolo di Sistema 2030 della Camera di Commercio, insieme a Confindustria, Università, Comune, Provincia, Diocesi, associazioni di impresa e sindacali. Nel 2018 viene firmato il protocollo di Intesa dai comuni coinvolti, poi l’idea progettuale viene perfezionata, presentata in Consiglio comunale e inserita nel PUMS – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Nel 2021 la Camera di Commercio candida il progetto al finanziamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Difficile immaginare che tutti i soggetti proponenti del Tavolo 2030 possano essere condizionati da ‘motivazioni di carattere ideologico’. L’accusa di uno studio del traffico ‘a posteriori’ è del tutto infondata, poiché la linea e- BRT nasce pianificata già nel PUMS del 2020, e scientificamente validata nel 2021 da un team con Università di Bergamo e Systematica che, tramite modelli matematici ex-ante, ne ha certificato la sostenibilità economica e trasportistica ben prima dell’avvio dei cantieri Il progetto e-BRT viene riconosciuto come ‘virtuoso’ per gli obiettivi europei e meritevole di finanziamento dal PNRR tanto da aggiudicarsi la copertura finanziaria del 100%”.
Ricordando le caratteristiche del nuovo sistema di collegamento, operato su autobus elettrici da 18 metri che viaggeranno per il 73% su corsia preferenziale e si stima trasporteranno 4 milioni di passeggeri all’anno, Carnevali ne ha messo in evidenza anche le potenzialità strategiche, ribadendo l’importanza di una linea più veloce rispetto all’attuale “5” che si sposta sullo stesso asse e che unirà i luoghi della conoscenza e dell’innovazione della provincia, partendo dall’università di via Caniana fino alla sede del Kilometro Rosso, al Point e all’Università di Dalmine, e alla stazione F.S. di Verdellino.
“L’opera – ha commentato – è di valore e rilevanza sovra comunale, coinvolge comuni importanti di tutta la provincia e la stessa Amministrazione provinciale, governati da forze politiche diverse e appartenenti a vari schieramenti. È un poco miope, di certo limitata, la rappresentazione che viene fatta nell’Ordine del Giorno. La stazione appaltante è ATB che con puntualità ed efficienza realizza l’opera nei tempi dettati dalle scadenze del PNRR, così come sta avvenendo per la T2 grazie a TEB, e come era previsto anche per la realizzazione del collegamento ferroviario con Orio al Serio e con il raddoppio della linea per Ponte San Pietro”.
Su quest’ultima tematica, però, la sindaca è passata al contrattacco: “Sorprende che i sottoscrittori dell’OdG tacciano, come hanno fatto nei mesi precedenti, sulla responsabilità di RFI, braccio operativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nonché stazione appaltante dei due lavori ferroviari, per i ritardi accumulati dall’impresa appaltatrice nella realizzazione delle opere che, oltre ad allungare i tempi a fine 2027, provocano, tra l’altro, il ‘tappo’ di via san Bernardino con le difficoltà ad aprire un senso di marcia in un singolo fornice già ad aprile 2026, poi slittata alla prima settimana di agosto, fino all’incognita del doppio senso di marcia, sempre in un solo fornice, ipotizzato per ottobre. Pur nelle incertezze dovute ai suddetti ritardi, la priorità dell’Amministrazione resta quella di mettere in campo le migliori soluzioni possibili per alleggerire il traffico, anche con il supporto dello studio continuo dei flussi per coordinare tempi semaforici e percorsi. Di fronte alle difficoltà subite non solo dai cittadini ma anche dall’Amministrazione a causa di inadempienze non nostre, mi sarei aspettata di trovare dall’opposizione più solidarietà e non attacchi strumentali alla Giunta e all’assessore Berlanda, su cui nutro totale fiducia”.
“Questo, sia chiaro, non ci esime dal valutare ulteriormente se il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti possa concederci margini ulteriori rispetto ai target del PNRR – ha concluso Carnevali – Parliamo di istituzioni che ci hanno valutato positivamente sia per la qualità dell’opera, sia per la sua esecuzione sia per il rispetto dei tempi, di una infrastruttura di mobilità certamente all’avanguardia e pensata e progettata dall’intero sistema Bergamo. Ma è evidente che, tra i banchi della minoranza, sia tornata di moda la filosofia del ‘toca negot’: criticare tutto per non cambiare mai nulla”.


