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Caldo estremo sulla Bergamasca, punte fino a 39°C: “Il peggio deve ancora arrivare. Verso picchi record per giugno”
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Sulle Orobie rischio temporali di calore, in città presto le notti tropicali. Ferrara (3BMeteo): “Nelle ore serali sensazione di disagio fisico, nelle valli termometro sopra i 30 gradi anche attorno ai mille metri”

Bergamo. È l’ennesima emergenza di quella che, ormai, sembra essere diventata la nuova normalità delle estati bergamasche. L’ondata di calore intenso che sta investendo il territorio potrebbe essere tra le più durature mai registrate per il periodo, con una possibile persistenza fino ai primi giorni di luglio.

“E siamo ancora solo ai margini – spiega Edoardo Ferrara, meteorologo di 3BMeteo -. L’apice è atteso nella seconda parte di questa settimana, tra venerdì e il weekend. Le proiezioni non escludono punte fino a 39°C sulla pianura bergamasca: potrebbero essere battuti alcuni record, ma solo nei prossimi giorni potremo confermarlo”.

Dopo il primo episodio di caldo anomalo a maggio, questa nuova ondata si presenta ancora più intensa e sta già interessando da diversi giorni gran parte dell’Europa occidentale. “Il peggio deve ancora arrivare – avverte il meteorologo -. Sulle Orobie, a circa mille metri di quota, il termometro potrà superare i 30°C, mentre lo zero termico è destinato a salire fino a circa 4.500 metri”.

Gli ultimi record per il periodo risalgono a sette anni fa, nel giugno 2019. “Allora l’ondata di caldo durò pochi giorni – ricorda Ferrara -. Questa volta potremmo superare le due settimane di temperature costantemente sopra la media: si parla di circa 4/6 gradi in più, ma anche otto in montagna”.

Sulle Orobie non si escludono fenomeni temporaleschi improvvisi legati al forte riscaldamento. “Potranno svilupparsi anche sulle Prealpi e sconfinare verso la fascia pedemontana – chiarisce -. L’accumulo di aria molto calda e umida potrà favorire fenomeni localmente intensi, con rischio di grandinate e forti raffiche di vento”.

Con il sensibile aumento delle temperature minime, torna anche il fenomeno delle cosiddette ‘notti tropicali’. “Durante le ore serali aumenterà la sensazione di disagio fisico – spiega l’esperto -. Anche a Bergamo, di notte, le temperature potrebbero non scendere sotto i 22-24°C”.

Intanto, in altre aree d’Europa la situazione è ancora più estrema. In Spagna e Francia si temono picchi record oltre i 42-43°C, con valori fino a 40°C anche a Parigi, mentre nella penisola iberica si potrebbero superare i 44-45°C. Caldo intenso anche nel Regno Unito, dove in Inghilterra sono possibili punte di 38-40°C. “Parliamo di temperature superiori alla media anche di 14-16°C”, sottolinea l’esperto.

caldo estate fontana getty images Getty Images

Da lunedì 22 giugno il Ministero della Salute ha riattivato il numero verde 1500, per ricevere consigli mirati a ridurre le insidie del caldo intenso per la salute. La durata delle ondate di calore influisce su alcune condizioni di vulnerabilità e su alcune categorie a rischio (come bambini, anziani e malati).

In Lombardia è stata emanata un’ordinanza per tutelare la salute dei lavoratori dagli effetti delle temperature estreme: stop ai lavori all’aperto tra le 12,30 e le 16 nei giorni in cui il portale scientifico Worklimate, sviluppato da Inail e Cnr per monitorare il rischio da calore sui luoghi di lavoro, segnala un rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole.

I consigli del Ministero della Salute per chi vive nelle città

– Evitare di esporsi al sole diretto nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 18);
– evitare l’attività fisica intensa all’aria aperta durante gli orari più caldi della giornata;
– consiglio di trascorrere le ore più calde della giornata nella stanza più fresca della casa, bagnandoti spesso con acqua fresca;
– seguire un’alimentazione leggera, prediligendo pasta e pesce rispetto alla carne; evita i cibi elaborati e piccanti e consuma molta verdura e frutta fresca;
– utilizzare correttamente il condizionatore. Se c’è solo il ventilatore, bene non indirizzarlo direttamente sul corpo;
– trascorrere alcune ore in un luogo pubblico climatizzato, in particolare nelle ore più calde della giornata;
– assicurare un adeguato ricambio di aria.