Canonica, 16enne salvato nell’Adda da un giovane: “L’ho afferrato per una gamba”
Il racconto di Samuele Miano, rapper di 23 anni residente a Capriate e cresciuto a Canonica, intervenuto venerdì 19 giugno dopo aver visto il ragazzo sott’acqua. Il 16enne resta ricoverato in gravi condizioni al Papa Giovanni XXIII di Bergamo
Canonica d’Adda. “L’ho afferrato per una gamba cercando di riportare la testa fuori dall’acqua. Qualcuno da sopra l’ha preso facendolo poi distendere sulla riva”. Sono le parole di Samuele Miano, rapper di 23 anni, che in quel momento stava passeggiando in prossimità del punto in cui stava per compiersi l’ennesima tragedia fluviale. Erano all’incirca le 18 di venerdì 19 giugno quando un ragazzo di 16 anni di Pontirolo Nuovo è stato inghiottito dalle correnti dell’Adda.
Fortunatamente in quel momento stava passando il 23enne, residente a Capriate ma cresciuto a Canonica, che, notando dei ragazzi che urlavano, è corso per capire cosa stesse succedendo. Stava arrivando dalla parte opposta del ponte, lungo la passerella che costeggia il fiume, quando ha sentito le richieste di aiuto.
“Quando sono arrivato non avevo ancora capito cosa fosse successo. I ragazzi mi hanno detto che il loro amico era andato giù e non risaliva più. Guardando verso il fondale – dice – mi sono accorto di un’ombra. È un punto dove l’acqua è profonda, ci sono i sassi. In controluce si vedeva appena una gamba”.
A quel punto il giovane ha capito che non c’era tempo da perdere. Non sapeva da quanto il 16enne fosse sott’acqua e, guardandosi attorno, si è reso conto che nessuno dei presenti era in grado di raggiungerlo.
“Non c’era nessuno che sapesse nuotare – racconta Miano – . Ho capito che l’unica cosa che potevo fare era provare a prenderlo. Non ci ho pensato due volte e mi sono buttato”.
Raggiunto il ragazzo sul fondale, il 23enne è riuscito ad afferrarlo e a riportarlo verso la superficie: “L’ho preso per una gamba – prosegue il rapper – e ho cercato di tirarlo su tenendogli la testa fuori dall’acqua. È stata una fatica enorme. Quando l’ho raggiunto era già privo di conoscenza. Non so da quanto tempo fosse sott’acqua, ma era incosciente”.
Una volta portato a riva, in attesa dell’arrivo dei soccorsi sono state avviate le manovre di rianimazione. Sul posto sono poi intervenuti il personale sanitario, i carabinieri di Fara Gera d’Adda e l’elisoccorso.
“Ero completamente stremato, avevo finito tutte le energie. Mi sono sdraiato lì vicino. In quel momento ero convinto che fosse morto”.
Il 16enne è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Le sue condizioni restano gravi ma stazionarie.
“Non conoscevo quel ragazzo né gli altri che erano con lui. È stata una coincidenza trovarmi lì in quel momento – conclude Miano – . Spero di essere riuscito a salvargli la vita. Spero davvero che ce la faccia”.


