Logo

Temi del giorno:

La linea Teb T1 diventa una galleria diffusa a cielo aperto: inaugurate le “Pensiline d’arte”

L’opera partecipata di Luca Font ha trasformato le 14 fermate tra Bergamo e Pradalunga in un racconto visivo costruito insieme alle comunità del territorio

Ranica. La linea T1 della Teb si trasforma in una galleria diffusa a cielo aperto. È stato inaugurato sabato 20 giugno a Ranica il progetto “Pensiline d’arte”, un intervento di arte pubblica che coinvolge le 14 fermate comprese tra Bergamo Borgo Palazzo e Pradalunga, ridefinendo il volto di una delle principali infrastrutture di mobilità della Val Seriana.

L’opera, ideata dall’artista e street artist Luca Font, rappresenta l’atto conclusivo di App! Arte Pubblica Partecipata per una nuova identità collettiva, progetto promosso da Hg80 Impresa Sociale e dalla Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo, con il sostegno della Fondazione della Comunità Bergamasca e di Teb. La realizzazione dell’intervento sono state affidate a Tantemani, laboratorio artistico della Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo.

Lungo l’intera tratta della T1, le pensiline diventano così non soltanto luoghi di attesa, ma spazi di racconto e di identità territoriale. Il progetto propone un unico linguaggio visivo che attraversa città e valle, mantenendo però una forte caratterizzazione locale per ciascuna fermata.

Ogni pensilina è contraddistinta da un colore, dalla lettera iniziale del nome della fermata e da un simbolo grafico originale, elaborato da Font a partire dai contenuti emersi durante un articolato percorso partecipativo. L’intervento è stato realizzato materialmente dagli artisti locali Tommaso Casati, Tommaso Cambiaghi, Emanuele Quarti e Paolo Noris, che hanno tradotto il progetto creativo sulle strutture della linea tramviaria.

pensiline d'arte teb

Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è il processo che ha portato alla definizione dell’opera. Il disegno finale non è stato concepito in modo autonomo dall’artista, ma costruito attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali. Nei mesi scorsi sono stati organizzati sette laboratori partecipativi nei comuni attraversati dalla T1 – Bergamo, Torre Boldone, Ranica, Alzano Lombardo, Nembro, Pradalunga e Albino – coinvolgendo cittadini, studenti, amministratori, associazioni, gruppi giovanili e realtà sociali spesso poco rappresentate nei processi decisionali.

Dalle ragazze della Casa Celestini di Bergamo agli studenti degli istituti superiori di Albino, passando per associazioni, consulte comunali, gruppi educativi e organizzazioni del volontariato, centinaia di persone hanno contribuito con idee, parole, immagini e riflessioni. Un patrimonio di suggestioni che Luca Font ha trasformato in un racconto visivo condiviso, capace di restituire alle fermate del tram un’identità riconoscibile e profondamente legata ai luoghi.

L’inaugurazione si è aperta con una visita guidata in tram lungo l’intera linea, da Borgo Palazzo a Pradalunga, accompagnata dalla guida professionista Elena Guaitani. Il percorso ha consentito ai partecipanti di scoprire l’intervento nella sua interezza, cogliendo il dialogo tra le diverse fermate e il paesaggio urbano e naturale attraversato dal tram.

“Pensiline d’Arte rappresenta molto bene il significato più profondo del progetto App!: portare la cultura fuori dai luoghi tradizionalmente dedicati alla sua fruizione e renderla parte della vita quotidiana delle persone – sottolinea Giuseppe Guerini, vicepresidente di Fondazione della Comunità Bergamasca -. Il valore dell’iniziativa risiede soprattutto nella capacità di trasformare un’infrastruttura della mobilità in uno spazio di relazione, appartenenza e partecipazione”.

pensiline d'arte tebL'inaugurazione sabato mattina

Sulla stessa linea anche l’amministratore delegato di Teb, Gianni Scarfone: “Il lavoro di Luca Font offre alla linea T1 molto più di una semplice decorazione. Ogni fermata conserva un elemento specifico del proprio territorio, ma entra al tempo stesso in un racconto visivo unitario. È la dimostrazione di come il trasporto pubblico possa contribuire a costruire identità e coesione sociale, diventando non solo infrastruttura ma anche luogo culturale condiviso”.