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Valbrembo, dopo la tragedia i sindaci chiedono un confronto su voli, rumore e sicurezza

Dopo lo schianto del Cessna costato la vita all’istruttore Daniel Taino, i Comuni vogliono fare chiarezza su traffico aereo, impatto sul territorio e rotte utilizzate. Il 19enne ferito è fuori pericolo.

A oltre due settimane dalla tragedia di Valbrembo, in cui è morto l’istruttore Daniel Taino e un giovane allievo è rimasto gravemente ferito, i sindaci della zona chiedono un incontro per discutere dell’attività dell’aeroporto, in particolare del numero dei voli e del loro impatto sui paesi vicini.

L’obiettivo è confrontarsi direttamente con la scuola di volo Cantor Air, che opera nello scalo ed è certificata dall’Enac, per analizzare dati, procedure e possibili miglioramenti. I sindaci di Valbrembo, Brembate Sopra, Ponte San Pietro, Paladina e Almenno San Bartolomeo stanno organizzando un tavolo tecnico.

Durante l’incontro verranno richiesti dati sul numero dei voli, sul rumore prodotto dagli aerei e sulle rotte utilizzate. I Comuni vogliono anche valutare la possibilità di modificare alcuni percorsi di volo per ridurre il passaggio sopra le aree abitate e distribuire meglio il traffico aereo. Come sottolinea il sindaco di Valbrembo Veniero Arrigoni, l’obiettivo è trovare un punto di equilibrio tra le necessità operative dell’aeroporto e la tutela della qualità della vita dei residenti.

Già la sera dell’incidente, poche ore dopo la tragedia, i sindaci avevano inviato una lettera all’Enac chiedendo un incontro urgente con gli enti competenti. L’obiettivo era ottenere chiarimenti sulle cause dell’accaduto e sulle modalità operative dell’attività di volo nell’aeroporto di Valbrembo. Questa richiesta ha dato avvio a un dialogo istituzionale proseguito nei giorni successivi.

Nelle ultime ore è arrivata la risposta dell’Enac, l’ente che controlla l’aviazione civile in Italia. L’organismo ha dichiarato di comprendere le preoccupazioni dei Comuni, ma ha ricordato che le indagini sull’incidente sono ancora in corso e sono affidate all’Ansv, l’agenzia responsabile degli accertamenti sugli incidenti aerei.

Enac ha inoltre spiegato che, al momento, non sono emersi problemi tecnici o operativi che richiedano ulteriori interventi oltre ai controlli già previsti. Infine, ha confermato che la scuola di volo è regolarmente certificata e sottoposta a verifiche periodiche da parte delle autorità competenti.

Nel frattempo continuano le indagini della Procura di Bergamo. La pm Raffaella Latorraca ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo.

L’aereo coinvolto nell’incidente, un Cessna 152, e i materiali recuperati sul luogo dello schianto sono stati sequestrati ed esaminati per capire con precisione cosa sia successo e se ci siano state cause tecniche.

Secondo le prime ricostruzioni, l’aereo era decollato alle 15.06 per un volo di addestramento con a bordo un istruttore e un allievo. Dopo aver sorvolato le zone del Lago di Como e della Valtellina, il velivolo stava rientrando verso la Bergamasca quando, dopo circa 50 minuti di volo, è precipitato in via Don Bosco, in un’area residenziale situata a poche centinaia di metri dalla pista di atterraggio.

Intanto dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo negli scorsi giorni sono arrivati segnali incoraggianti: Il 19enne rimasto gravemente ferito nell’incidente si è risvegliato dopo il ricovero in terapia intensiva. È cosciente, parla e reagisce agli stimoli. Secondo i medici, non è più in pericolo di vita.