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Accelera il cantiere dei dem per le regionali 2028, Casati: “La Lombardia si è ingolfata”. L’ex sindaco di Bergamo: “Non mi riconosco nel selfie del campo largo”

Scanzorosciate. Da oltre trent’anni il centrosinistra guarda Regione Lombardia dall’opposizione. Giovedì sera, 18 giugno, alla festa de l’Unità di Scanzorosciate, tra tavolate e gazebo del circolo, il Partito Democratico bergamasco si interroga su come spezzare il dominio del centrodestra al Pirellone, ininterrotto dal 1995.

A confrontarsi con l’eurodeputato ed ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori avrebbe dovuto esserci Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale, trattenuto a Brescia da un imprevisto dell’ultimo momento. Al suo posto è intervenuto Davide Casati, consigliere regionale ed ex primo cittadino del paese che ospita l’incontro.

Ad aprire il dibattito Matteo Rossi, sindaco di Bonate Sopra e vicepresidente regionale del Pd. “Stiamo lavorando per costruire una coalizione sempre più larga, aperta alle esperienze civiche e radicata nei territori – spiega -. Vogliamo una proposta politica popolare, capace di parlare concretamente alle comunità. In autunno partiremo con una campagna di ascolto nei dieci Comuni di ogni provincia lombarda in cui abbiamo preso meno voti”.

L’obiettivo è chiaro: evitare gli errori del passato. “Nel 2024 ci siamo presentati divisi, peggiorando la nostra competitività alle urne – conferma Casati -. Dobbiamo avere l’ambizione di vincere le prossime regionali e riportare la Lombardia a essere una Ferrari”.

Per Gori, il vero limite del centrosinistra lombardo resta la difficoltà a parlare con le aree interne. “Il consenso del centrosinistra è radicato nelle città, ma non abbiamo mai trovato il linguaggio giusto per parlare con la Lombardia profonda – osserva -. Valli e pianura, i piccoli Comuni. Luoghi dove i servizi sono carenti e il senso di privazione provato spesso si accompagna a una riduzione del reddito più marcata. Qui il messaggio della destra, fondato sulla promessa di protezione di fronte ai cambiamenti, riesce a essere più efficace”.

Sul piano europeo, l’eurodeputato esprime forti perplessità sulla proposta della Commissione relativa al Bilancio 2028-2034. “Siamo contrari all’accorpamento dei fondi per agricoltura, coesione e gestione delle migrazioni in un unico contenitore – spiega -. L’obiettivo dichiarato è aumentare la flessibilità della spesa, ma il rischio è una nazionalizzazione del bilancio europeo che riduce il ruolo dei territori e rende più difficili gli investimenti trasversali”.

Casati, invece, concentra le sue critiche sulla gestione regionale. “In Lombardia si è incrinata l’immagine di efficienza costruita negli anni – sostiene -. Siamo soltanto al 10° posto in Italia per utilizzo del Fondo sociale europeo, la macchina amministrativa si è ingolfata”.

Lo stesso vale, secondo il consigliere regionale, per sanità e infrastrutture. “Manca una pianificazione seria – afferma -. Con le risorse del post Covid si è scelto di distribuire contributi a pioggia anziché concentrarsi sulle priorità strategiche. Ora serve rafforzare la sanità territoriale e programmare meglio gli investimenti”.

Il confronto si sposta poi sulle grandi opere che stanno cambiando la mobilità bergamasca. “La Teb T2 e l’e-Brt renderanno il territorio più accessibile – sostiene Gori -. Molti dei progetti avviati durante il mio secondo mandato sono oggi nella fase più complessa, quella dei cantieri. Elena Carnevali deve gestirne gli effetti senza poter ancora beneficiare dei risultati. Ma le trasformazioni profonde richiedono tempo”.

La questione politica più spinosa è quella delle alleanze. In questi giorni l’attenzione è concentrata sul selfie dei leader del cosiddetto campo largo – Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs) – e sulla nascita di una nuova area riformista attorno a Spazio Pubblico, il movimento politico promosso dall’eurodeputata Pina Picierno, fuoriuscita proprio dal Pd.

selfie centrosinistraIl selfie dei leader del centrosinistra

“Non mi riconosco in nessuna delle due immagini – afferma Gori -. Non posso non vedere i limiti della composizione con la leader del mio partito. È incompleta: fotografa un pezzo della nostra offerta politica, ma non tutta. Il posizionamento vicino a M5S e Avs non porta il Pd nella postura necessaria perché il popolo italiano lo scelga. Così non incontriamo la cultura delle forze produttive, delle imprese e degli operai”.

Sulla possibilità di vedere un terzo polo alle elezioni, Gori è categorico: chi sceglie di stare fuori dalla coalizione di centrosinistra rischia di consegnare la vittoria alla destra. “Non condivido la scelta degli europeisti di posizionarsi fuori dal centrosinistra – spiega -. La legge elettorale è fatta apposta per avere un bipolarismo: in questo modo Meloni vince un’altra volta. E non possiamo permettercelo”.

festa de l'unità scanzo gori casatiGori e Casati sul palco di Scanzo

Più pragmatica la voce di Casati. “Serve rafforzare la coesione interna e trovare una sintesi – conclude -. Anche io vorrei un sistema proporzionale, ma oggi non vedo alternative. Per vincere dobbiamo essere bravi a battere la destra sui suoi cavalli di battaglia, a partire dalla sicurezza”.

La direzione indicata appare chiara. Per il Pd bergamasco nel 2027 si vince al centro: del territorio, della coalizione e del messaggio politico. Restano però aperte le questioni più spinose: chi guiderà la coalizione e se il centrosinistra riuscirà a parlare a quella Lombardia profonda che, per ora, continua a non ascoltarlo.