curiosità e risposte
L’esperto risponde: il caffè che bevi ogni giorno è davvero come pensi?
Tra falsi miti, trend virali e abitudini quotidiane, Caffè del Caravaggio chiarisce tutto quello che c’è da sapere sul mondo del caffè
Il caffè non è più solo una rapida ricarica di energie tra una lezione e l’altra o prima di entrare a lavoro. L’attenzione delle nuove generazioni nei confronti del mondo del caffè è in forte crescita e con essa aumentano anche le domande. Come orientarsi tra credenze, tendenze virali e la vera cultura dell’espresso? Abbiamo raccolto alcune tra le curiosità più diffuse e le abbiamo sottoposte a Caffè del Caravaggio per trovare una risposta.
Caffè del Caravaggio lavora esclusivamente con caffè di altissima qualità, selezionando solo miscele e monorigini di Pura Arabica, disponibili sia in grani che in cialde. La forte anima ecologica rende Caffè del Caravaggio la voce perfetta per rispondere alle curiosità dei giovani: i loro caffè sono disponibili sia in grani che in cialde ESE in filtro carta ecologiche e compostabili, una soluzione sicura per la salute e attenta all’ambiente.
In questa prima parte sfateremo i falsi miti legati alle nostre abitudini quotidiane, capiremo come la tazzina influisce davvero sui nostri livelli di energia durante la giornata e faremo chiarezza sulle presunte alternative salutari che ordiniamo al bar.
Il caffè freddo ha meno caffeina rispetto a quello caldo?
La quantità di caffeina dipende poco se il caffè viene bevuto caldo o freddo ma dipende invece dalla tipologia di estrazione. Un’estrazione in espresso contiene meno caffeina di un’estrazione da caffè filtro. Ma con l’estrazione a freddo cosa succede?
La solubilità della caffeina in soluzione acquosa è governata da variabili termodinamiche e cinematiche, dove la temperatura del solvente esercita un ruolo determinante. A temperature prossime all’ebollizione, circa a 90°C, l’aumento dell’energia cinetica molecolare accelera la dissoluzione dei composti polari e della caffeina, esaurendo rapidamente il pannello di caffè macinato. Nella preparazione dell’espresso, questo processo è ulteriormente velocizzato dall’applicazione di un’elevata pressione e dall’impiego di una macinatura molto fine, che espone un’estesa superficie di contatto. Di conseguenza, un espresso singolo estrae una quota significativa di caffeina in un lasso di tempo compresso tra i 25 e i 30 secondi, impiegando una dose di soli 7-9 grammi di macinato.

Al contrario, l’estrazione a freddo (Cold Brew) esclude l’apporto di calore, operando a temperatura ambiente o di refrigerazione. Per compensare la ridotta solubilità cinetica della caffeina a basse temperature, il protocollo di preparazione del Cold Brew richiede un tempo di infusione notevolmente prolungato e un rapporto caffè-acqua (brew ratio) estremamente concentrato, che si attesta comunemente su valori di 1:5.
Sotto il profilo puramente cinetico, si rileva un dato cruciale: la caffeina nel Cold Brew raggiunge il plateau di massima concentrazione estrattiva in sole 6-7 ore di infusione. Tempi di contatto superiori (fino a 12-24 ore) non incrementano in modo significativo il tenore di alcaloide della bevanda, ma risultano necessari esclusivamente per rifinire lo spettro organolettico dolce, morbido e a ridotta acidità tipico del metodo.
Mentre l’espresso vanta la massima concentrazione di caffeina per unità di volume, il volume ridotto della singola porzione ne limita il contenuto assoluto rispetto al caffè filtro e al Cold Brew. Questi ultimi, sebbene caratterizzati da una minore concentrazione volumetrica, vengono serviti in porzioni consistenti, configurandosi come bevande a elevato apporto di caffeina totale.


