“Ho urlato a squarciagola, ringrazio i vicini”: il racconto della 23enne. L’aggressore non risponde al gip e resta in cella
La giovane: “Ho sentito delle voci, poi me lo sono trovato davanti. Sto meglio, ma sono ancora scossa”. La difesa non esclude la richiesta di una consulenza psichiatrica
Ponteranica. “Ho sentito delle voci, poi me lo sono trovato davanti”. È una delle immagini più drammatiche che la giovane conserva del pomeriggio di giovedì, quando un uomo ha fatto irruzione nella sua abitazione di via Valbona e tentato di violentarla.
A poche ore dall’accaduto, la 23enne prova a raccontare quei minuti. Era sola in casa al primo piano. “Dovevo andare all’allenamento. Stavo per entrare in doccia, ma ho sentito che c’era qualcosa che non andava perché la porta scorrevole di mio padre si era aperta”.
Un dettaglio insolito che l’ha messa in allarme. Poi i rumori, le voci e infine la presenza dello sconosciuto davanti a lei. Nonostante lo shock, la giovane è riuscita a reagire con lucidità. Ha preso il telefono, ha chiamato il padre e ha cercato di documentare quello che stava accadendo. “Ho fatto un video, sì. Lui gridava delle frasi in arabo”. Un gesto istintivo che potrebbe rivelarsi importante anche per le indagini.
Quando la situazione è precipitata, la ragazza ha cercato subito una via di fuga. È riuscita a uscire all’esterno e ha iniziato a urlare aiuto a squarciagola mentre quell’uomo le strappava i vestiti.
Le grida hanno attraversato il quartiere e richiamato l’attenzione dei residenti. I vicini sono usciti dalle loro abitazioni, hanno raggiunto la casa e chiamato i carabinieri. Alcuni sono intervenuti direttamente, contribuendo a fermare l’uomo fino all’arrivo delle pattuglie del Nucleo Radiomobile di Bergamo. I militari hanno arrestato un richiedente asilo di origine tunisina con l’accusa di violenza sessuale.
La giovane è stata trasportata all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo in codice giallo. Accanto a lei, fin dai primi minuti dopo l’aggressione, i genitori e le persone del quartiere che hanno risposto alle sue richieste d’aiuto. A distanza di poche ore resta lo shock, ma anche la consapevolezza di non essere stata sola.
“Adesso sto meglio. Ho dormito un po’ stanotte, ma sono ancora scossa. Ci tengo a ringrazio i vicini e l’intera comunità di Ponteranica per tutto quello che hanno fatto per me”.
La giovane è assistita dall’avvocato Omar Hegazi, mentre il suo aggressore dal legale Barbara Bruni. Sabato mattina, 20 giugno, in carcere a Bergamo si è svolto l’interrogatorio di convalida. Davanti al giudice per le indagini preliminari l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere: in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria resterà quindi in cella. La difesa, al momento, non esclude la possibilità di richiedere una consulenza psichiatrica.



