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Maturità 2026, il giorno della prima prova per quasi 10mila studenti bergamaschi: “La fine di un percorso, ma anche un nuovo inizio”

L’ansia, la curiosità e la voglia di guardare al futuro degli studenti, che hanno vissuto le ore che hanno preceduto la prima prova della Maturità 2026 con emozioni contrastanti

Bergamo. Dopo giorni di attesa e una lunga notte accompagnata dalla canzone di Antonello Venditti “Notte prima degli esami”, i quasi 10mila studenti bergamaschi hanno finalmente scoperto gli autori e i temi scelti per la prima prova della Maturità 2026.  La prima prova prevista è quella di italiano, comune a tutti gli indirizzi scolastici. I maturandi hanno dovuto scegliere una delle sette tracce predisposte dal Ministero dell’Istruzione organizzate in tre diverse tipologie: due analisi del testo, tre proposte di testo argomentativo e due tracce dedicate a temi di attualità. Per quanto riguarda l’analisi del testo, gli autori selezionati quest’anno sono Vitaliano Brancati e Cesare Pavese. Tra le tracce argomentative figurano testi di Mario Calabresi, Frank Furedi e un discorso di Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente. Completano le proposte un brano di Piero Bianucci e un articolo di Wenke Husmann. 

I pensieri e le emozioni dei maturandi

Per comprendere più da vicino emozioni, aspettative e timori legati alla Maturità, siamo andati a raccogliere le testimonianze degli studenti delle principali scuole di Bergamo, protagonisti di questa importante tappa del loro percorso scolastico. “È un traguardo importante, quasi uno spartiacque tra la scuola e il mondo del lavoro”. È così che uno studente dell’Istituto Tecnico Commerciale e Turistico Statale Vittorio Emanuele II di Bergamo descrive la maturità, vissuta come la conclusione di un percorso ma anche come l’inizio di nuove opportunità. Il clima tra i maturandi appare meno teso del previsto: “Vedo molta gente in ansia, ma penso che se ce l’hanno fatta tutti prima di noi, possiamo farcela anche noi”.

Tra i progetti per il futuro prevale l’idea di proseguire gli studi universitari, magari conciliandoli con un’esperienza lavorativa. “L’università forma e offre maggiori possibilità”, osserva uno degli studenti, mentre altri stanno valutando percorsi alternativi prima di scegliere definitivamente la strada da intraprendere. Anche tra gli studenti del Liceo delle Scienze Umane e del Liceo Musicale Paolina Secco Suardo prevalgono emozioni contrastanti. “Da una parte è la fine di un percorso, dall’altra sento che la mia vita sta per ricominciare”, racconta una maturanda.

La tensione non manca, ma viene spesso accompagnata dall’entusiasmo per una maggiore libertà e indipendenza. Quanto alle tracce, le aspettative sono diverse: alcuni sperano in autori già affrontati durante l’anno scolastico, come Pirandello, altri immaginano temi legati all’intelligenza artificiale, alla geopolitica o agli anniversari storici più significativi, come gli ottant’anni del referendum istituzionale del 1946 e della nascita della Repubblica Italiana, i quarant’anni dal disastro nucleare di Chernobyl ei quarant’anni dall’avvio del Maxiprocesso di Palermo, simbolo della lotta alla mafia.

Davanti ai cancelli del Liceo Scientifico Statale “Filippo Lussana”, il sentimento dominante sembra essere un equilibrio tra serenità e preoccupazione. “Sono tranquillo, anche se un po’ di ansia c’è”, confessa uno studente. Per molti il passaggio successivo sarà l’università, considerata una scelta quasi naturale dopo il liceo. Sul nuovo approccio all’esame introdotto dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, alcuni studenti si dichiarano favorevoli, ritenendolo un modo per valorizzare il percorso svolto durante l’anno scolastico e il rispetto nei confronti dei docenti. “È una questione di rispetto verso i professori, ma anche verso se stessi”, sottolinea uno dei maturandi.

Tra ansie, aspettative e sogni per il futuro, emerge un sentimento comune: la consapevolezza di trovarsi davanti a uno dei momenti più significativi della propria crescita personale.