Il Tremana che esonda e la perizia che dà la colpa al Comune. L’opposizione: “In due anni aumentati 10 volte i costi di pulizia dei torrenti”
Minoranze all’attacco dopo che il perito del giudice civile ha dato ragione ai condòmini di via del Guerino: depositata un’interrogazione. Palazzo Frizzoni: “Non è una sentenza, attendiamo il parere del consulente di parte”
Bergamo. Una perizia tecnica che rischia di ribaltare la narrazione seguita all’alluvione del 9 settembre 2024. L’ingegnere Fabio Paolo Ratti, il consulente super partes nominato dal giudice, ha dato ragione ai residenti del condominio F78 di via del Guerino, ritenendo Palazzo Frizzoni responsabile sul piano civile per la mancata contrattualizzazione della concessione del torrente Tremana che non ha permesso di redigere i piani di manutenzione.
“La perizia ha finalmente messo nero su bianco quello che una parte di questa città diceva dal primo giorno”, attacca Ida Tentorio, consigliera comunale di Fratelli d’Italia. Sul Tremana erano stati infatti rilevati accumuli di detriti che la notte del 9 settembre di due anni fa avrebbero ridotto la capacità di deflusso, causando l’esondazione che in zona stadio e nei quartieri di Conca Fiorita e Monterosso fece danni per milioni di euro. “Le cause dell’alluvione non sono riconducibili all’evento eccezionale di pioggia, ma piuttosto a fattori gestionali e di manutenzione”, si legge nella perizia di Ratti.
“Nell’immediatezza dell’alluvione, sindaca e assessori si erano affrettati a puntare il dito contro la Regione, sostenendo che la manutenzione del Morla e del Tremana fosse di sua competenza – continua Tentorio -. Una posizione insostenibile: se un corso d’acqua è interrato, la manutenzione spetta a chi ha deciso di interrarlo”. La verità, secondo la consigliera di FdI, l’avrebbe riconosciuta l’amministrazione stessa con le scelte seguite all’alluvione. “Le spese di manutenzione e pulizia dei torrenti sono aumentate da 50 mila a 500 mila euro, dieci volte il valore iniziale – osserva -. Nonostante questo, non ho mai sentito scuse pubbliche ai bergamaschi che hanno pagato il conto della negligenza”.
Nella causa civile, in vista di un eventuale risarcimento, i danni stimati dall’ingegnere nei box e nelle cantine del condominio di via del Guerino – dove erano tenuti motorini, mobili e scatoloni con fotografie e ricordi, tracce materiali di un’intera esistenza – si attestano a oltre 382 mila euro.
Palazzo Frizzoni sta esaminando la situazione prima di decidere come procedere. “Prendiamo atto della perizia – dichiara l’assessora agli Affari Legali Claudia Lenzini -. Durante gli accertamenti tecnici delle parti sono emerse evidentemente posizioni diverse. L’eventuale causa dipenderà dalla decisione dei condòmini, ma la perizia non è una sentenza: gli uffici comunali la stanno studiando nel dettaglio, attendiamo un parere dal nostro consulente tecnico di parte”.
Nel frattempo il consigliere Alessandro Carrara (Lega) ha depositato un’interrogazione, sottoscritta dall’intera opposizione cittadina, per chiedere all’amministrazione di riferire in Consiglio comunale sulle conclusioni della perizia e di spiegare per quali ragioni, nelle ore successive all’alluvione, si sia scelto di attribuire pubblicamente le responsabilità alla Regione.
Sulla scia dell’osservazione di Tentorio, tra le domande rivolte alla giunta figura anche quella se il significativo aumento delle risorse destinate alla manutenzione dei torrenti rappresenti un riconoscimento implicito del fatto che, prima del settembre 2024, gli interventi fossero insufficienti. Sul tavolo anche la questione dei risarcimenti – Carrara chiede se l’amministrazione stia valutando ulteriori forme di sostegno economico per le famiglie danneggiate – e il tema delle verifiche interne sulle eventuali omissioni nel monitoraggio del Tremana.
Teb, l’azienda della tramvia che stava intervenendo nell’area per la realizzazione della linea T2, è stata invece ritenuta responsabile nella perizia per la mancata attuazione delle procedure di sicurezza previste. “Prevedevano, in caso di allagamenti, di delimitare le aree a rischio e attivare sistemi di deflusso dell’acqua”, rileva il consulente indipendente. Contattata, Teb al momento non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Proprio in queste settimane è in corso l’intervento per la realizzazione dello scolmatore del Tremana, un’opera da oltre 4 milioni di euro per cui è stato chiuso un tratto di viale Giulio Cesare. “Un altro errore – obietta Tentorio -. I documenti ufficiali riconoscono che la somma delle portate di Morla e Tremana, accelerate dallo scolmatore, è incompatibile con le infrastrutture a valle, come il ponte interrato di Borgo Santa Caterina. Abbiamo chiesto spiegazioni al Comune, ma non abbiamo ricevuto risposte sufficienti. I bergamaschi meritano risposte, responsabilità e una pianificazione idraulica seria. Non rattoppi che gli stessi tecnici ammettono essere inadeguati”.
Sul fronte penale, la Procura aveva richiesto l’archiviazione delle denunce, ritenendo sulla base delle proprie consulenze l’evento di natura straordinaria e non riconducibile con facilità a responsabilità penali. Il gip Federica Gaudino si era però opposta, disponendo nuovi accertamenti proprio sul cantiere della Teb presente nell’area interessata dall’esondazione del Tremana. L’ultima parola, quindi, non è ancora stata scritta.



