La proiezione
|Over 65, aumenteranno del 50% entro il 2050: “Anziani patrimonio da valorizzare, non problema da gestire”
Presentato il Piano Anziani della Fnp Cisl Bergamo: “Una provincia di anziani soli e poveri, serve un patto tra Comuni e istituzioni”. Tra le proposte operative: sostegno alla domiciliarità e alfabetizzazione digitale
Bergamo. Sostegno alla domiciliarità, promozione di stili di vita sani, socializzazione, contrasto alla povertà, alfabetizzazione digitale e scambi intergenerazionali. Questi i pilastri del Piano Anziani della Fnp Cisl Pensionati, la strategia del sindacato per valorizzare la popolazione over 65 e guardare alla società del futuro in un quadro di inverno demografico che appare inesorabile. Il documento è stato presentato nella mattina di mercoledì 17 giugno nel Palazzo dei Contratti e delle Manifestazioni in Piazza della Libertà.
Secondo le stime Istat elaborate dal dipartimento welfare della Cisl di Bergamo, la popolazione over 65 in Bergamasca aumenterà del 50% entro il 2050, mentre la fascia di età 0-64 anni diminuirà del 18%. “Per affrontare l’inverno demografico centrale è il potenziamento della sanità territoriale attraverso case della comunità, medici di medicina generale e servizi socio-sanitari integrati, superando un sistema ancora troppo orientato alle cure ospedaliere e alle patologie acute”, osserva Giacomo Meloni, segretario generale Fnp Bergamo.
La strategia mira a un welfare di comunità, basato sulla collaborazione tra servizi, cittadini e territorio. La figura centrale diventa l’operatore di comunità, incaricato di creare relazioni, attivare risorse locali, promuovere solidarietà e partecipazione nel sostenere le persone più fragili.
Il dottor Antonio Bonaldi, past president Slow Medicine Ets, interviene richiamando la scienza della complessità e il concetto di One Health. “Il benessere delle persone dipende da una rete di relazioni che coinvolge esseri umani, ambiente e contesto sociale – evidenzia -. Per questo motivo l’invecchiamento non può essere affrontato esclusivamente dal punto di vista sanitario, ma deve essere considerato all’interno di un sistema più ampio di fattori che influenzano la qualità della vita”.
La presentazione del Piano mercoledì mattinaMario Barboni, già consigliere regionale, dichiara l’impegno nello sviluppo di interventi e strategie volte a sostenere il benessere, la partecipazione e l’inclusione delle persone anziane, con uno sguardo rivolto al futuro delle comunità locali.
“È necessario superare la logica emergenziale col quale si cerca di rispondere quando si parla di invecchiamento – afferma Marcella Messina, assessora ai Servizi Sociali e Longevità -. Serve costruire un welfare capace di prevenire i bisogni e di rafforzare le risposte territoriali, in particolare nell’ambito dell’assistenza domiciliare. La longevità deve essere considerata un diritto e non una possibilità riservata a pochi”.
L’invecchiamento coinvolge direttamente la vita delle famiglie e non riguarda esclusivamente gli anziani. “La domanda non è come gestire la popolazione anziana, ma che tipo di società vorremmo nel 2050 – si chiede Fabio Nava, segretario generale Cisl Lombardia -. Puntiamo a costruire una società capace di sostenere chi lavora e, allo stesso tempo, di prendersi cura dei propri familiari anziani, conciliando responsabilità professionali e assistenziali”.
“Negli ultimi anni sono cambiate le condizioni delle persone che accedono alle strutture residenziali – continua il consigliere regionale del Pd Davide Casati -. Se in passato la permanenza nelle case di riposo poteva durare diversi anni, oggi la degenza media si aggira intorno ai 18 mesi, segno di una maggiore fragilità e complessità delle condizioni di salute degli ospiti. L’impegno delle politiche pubbliche deve mirare a sviluppare servizi territoriali capaci di sostenere l’autonomia e la permanenza delle persone nel proprio contesto di vita il più a lungo possibile”.
Il sindacato di via Carnovali si racconta anche attraverso le testimonianze di alcuni coordinatori: Graziella Ceresoli, Davide Belotti e Luciano Carminati. Nel loro intervento affrontano temi fondamentali come l’invecchiamento delle donne, la necessità di un maggiore sostegno alle caregiver, l’importanza del rispetto e dell’ascolto concreto delle persone, senza limitarsi a una semplice narrazione delle intenzioni.
Ogni giorno, infatti, si incontrano sguardi che raccontano la disperazione e la vergogna di chi chiede aiuto. I coordinatori portano la voce degli anziani con pensioni basse, segnati dalla fatica, dalla solitudine e dalla paura per il proprio futuro, con il rischio di essere considerati gli “scarti della società”. Per questo servono non solo proposte, ma soprattutto azioni quotidiane e una rete territoriale armoniosa e integrata, capace di rispondere concretamente ai bisogni delle persone più fragili.
Infine, il segretario generale della Fnp Cisl Nazionale, Roberto Pezzani, ricorda come l’invecchiamento della popolazione sia un fenomeno silenzioso ma destinato a modificare profondamente gli equilibri sociali, economici e culturali del Paese. “Il problema dell’Italia – sottolinea – non è che gli anziani aumentano, ma che stiamo invecchiando senza aver ripensato alla società. Ci troviamo in un Paese nuovo con strumenti progettati però per un Paese di ieri, che non c’è più. Ed è per questo che il Piano Anziani di Bergamo assume un valore straordinario. Non si limita a fotografare i problemi ma tenta di porsi domande fondamentali. Bergamo, è pronta a rispondere”.


