In cantiere all’alba per sfuggire al caldo, le imprese chiedono deroghe: “Siamo pronti, ora serve il via libera dei Comuni”
Fino al 23 settembre l’ordinanza di Regione Lombardia ferma i lavori all’aperto tra le 12,30 e le 16 nei giorni a rischio ‘alto’. La flessibilità sugli orari dipende però dalle scelte dei singoli municipi
Bergamo. Sveglia prima dell’alba e al lavoro con le prime luci del mattino: con ondate di calore sempre più frequenti e temperature in costante aumento, potrebbe diventare questa la nuova normalità estiva nei cantieri bergamaschi. A inizio giugno Regione Lombardia ha messo nero su bianco una pratica che molte imprese edili avevano già adottato: stop ai lavori all’aperto tra le 12,30 e le 16 nei giorni in cui il portale scientifico Worklimate, sviluppato da Inail e Cnr per monitorare il rischio da calore sui luoghi di lavoro, segnala un rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole.
L’ordinanza n. 484, firmata dal presidente Attilio Fontana, si applica fino al 23 settembre ai cantieri edili, al settore agricolo e florovivaistico e alle cave: chi non rispetta il divieto rischia sanzioni penali ai sensi dell’articolo 650 del Codice.
In provincia di Bergamo, Ance – l’associazione dei costruttori edili – accoglie con favore il provvedimento, ma sottolinea che per molte imprese non si tratta di una novità assoluta. “Tante aziende si erano già attivate in maniera concreta e responsabile”, spiega il presidente Renato Guatterini. Nell’ultimo anno diversi costruttori hanno infatti aggiornato il Documento di Valutazione dei Rischi includendo lo stress termico, rimodulato gli orari di cantiere, aumentato le pause nelle fasce più calde e predisposto aree d’ombra e di ristoro.
Un percorso non privo di difficoltà, ammette Guatterini, perché “gli indici e gli strumenti standard non sempre si sono rivelati del tutto affidabili, imponendo valutazioni individuali, figura per figura e in base alla tipologia di cantiere”. Il nodo che rimane da sciogliere è quello delle eventuali deroghe ai regolamenti comunali sul rumore che disciplinano gli orari di apertura e chiusura dei cantieri. A Bergamo città, per esempio, il regolamento vieta ai cantieri edili di operare prima delle 7 del mattino e dopo le 20 di sera e impone che i macchinari rumorosi restino fermi fino alle 8.
L’ordinanza regionale si limita a raccomandare ai Comuni di valutare l’estensione degli orari per consentire le lavorazioni nelle fasce più fresche della giornata, senza però imporre alcun obbligo. Non è stata quindi accolta la richiesta delle imprese di superare automaticamente questi vincoli, misura che avrebbe permesso di riorganizzare il lavoro all’alba o in serata senza rischiare sanzioni.
Secondo i costruttori, iniziare l’attività fin dalle prime luci del giorno – a Bergamo il sole sorge tra le 5,30 del periodo del solstizio di giugno e le 6,40 di fine agosto – è la soluzione più efficace per tutelare la salute dei lavoratori senza compromettere la produttività. Per farlo, però, sarebbe necessaria una deroga esplicita da parte dei Comuni. “Ci auguriamo – l’auspicio di Guatterini – che tutte le amministrazioni locali si mostrino aperte a estendere le fasce orarie di lavoro, consentendo in particolare l’anticipazione delle attività all’alba”.
Per il momento nessuna amministrazione bergamasca ha annunciato provvedimenti ufficiali in un senso o nell’altro. Il Comune di Bergamo sembra orientato ad escludere una deroga generalizzata. “Non abbiamo cognizione diretta di tutti gli interventi privati in corso – spiega Francesco Valesini, assessore con delega all’Edilizia privata -. Le richieste verranno valutate caso per caso, tenendo conto della densità abitativa dell’area interessata, della tipologia di lavorazioni e dell’andamento delle condizioni meteorologiche”.
L’assessore riconosce comunque la complessità della questione. “Si sta parlando della salute dei lavoratori e della sicurezza nei cantieri – sottolinea -. I Comuni sono sensibili e attenti, soprattutto quando sono stazione appaltante e l’ordinanza può avere ricadute sui tempi previsti”. Il riferimento è ai numerosi cantieri pubblici finanziati con fondi vincolati a scadenze precise, che rende ancora più delicato qualsiasi allungamento dei tempi.
Su questo fronte, però, l’ordinanza offre un margine di flessibilità: i divieti non si applicano alle pubbliche amministrazioni e ai relativi appaltatori quando sono impegnati in interventi di pubblica utilità. “Quando le temperature saranno davvero alte – aggiunge Valesini – lavoreremo con le imprese per spostare le fasce orarie, tenendo conto anche degli aspetti acustici nelle ore mattutine”.
Dal fronte sindacale, Angelo Chiari, responsabile per la sicurezza sul lavoro della Cgil di Bergamo, si dice favorevole a una riorganizzazione degli orari verso le fasce più fresche, ma ricorda che la palla è nelle mani delle amministrazioni: “Spetta ai Comuni emanare le deroghe ai regolamenti e anticipare gli orari. Capirei eventuali esitazioni dei sindaci legate al diritto al riposo, ma chiediamo ai cittadini un po’ di pazienza”.
La prima tipologia di lavori da spostare, secondo Chiari, sarebbero le asfaltature e i lavori stradali: non necessariamente i più rumorosi, ma certamente tra quelli più esposti al calore irradiato dal manto stradale nelle ore centrali della giornata. Il sindacalista amplia però il ragionamento oltre l’emergenza estiva: “È una questione di buon senso, bisognerebbe sempre favorire il lavoro nelle condizioni migliori possibili”. Da qui due richieste più strutturali: estendere le tutele anche a categorie oggi escluse, come lavoratori della logistica e rider, e trasformare queste misure in un provvedimento stabile, senza dover rincorrere ogni anno l’emergenza del caldo estremo.
Infine, resta il tema delle garanzie economiche: lo stop nelle ore più calde non deve tradursi in una perdita in busta paga. “Le tutele economiche – osserva – devono essere garantite anche durante le sospensioni forzate”. Per ora l’ordinanza copre cantieri, cave e campi. Nel frattempo, sotto il sole in un rovente primo pomeriggio di giugno, i rider continuano a pedalare.



