il tentativo di bilancio
I monopattini elettrici nella micromobilità, una circolazione troppo incontrollata
Le continue violazioni delle regole sui monopattini impongono un urgente potenziamento dei controlli tecnologici per garantire la sicurezza stradale
Morire a 18 anni in monopattino per una imprudenza e forse una disattenzione è un dramma che sconvolge e segnerà per sempre la vita di una famiglia. La notizia è finita sulle prime pagine dei giornali il 13 giugno per tutta una scia di interrogativi e considerazioni che impongono qualche riflessione, soprattutto a quanti hanno il compito e il dovere di mettere in atto ogni mezzo per garantire la sicurezza a tutti gli utenti della strada. Il giovane che è deceduto è Eros Gagliardi. Viaggiava stretto all’amico che era alla guida, entrambi senza casco, attorno a mezzanotte, zona Uni-Bicocca a Milano. Il piccolo mezzo elettrico ha “bruciato” una precedenza ed è stato investito da un’auto, guidata da una giovane di 21 anni risultata negativa al test per alcol e droga. Non possiamo non rimanere colpiti e turbati dalle notizie, che ormai quotidianamente ci raggiungono, di vittime della strada. Il mortale investimento di Milano ha suscitato un dibattito sui mass media: necessario e importante per affrontare una prolungata emergenza.
Obbligo di casco e targhino ma quanti lo rispettano?
Due date per cominciare: il 14 dicembre 2024 è entrato in vigore il nuovo Codice e il 20 marzo di questo 2026, dopo una campagna durata un anno, si è conclusa l’operazione “Mobilità Sicura”, di carattere nazionale, con la Provincia di Bergamo in prima fila. Un qualche tentativo di bilancio va pur fatto, sulla base dell’andamento che si riscontra – e che tutti hanno anche modo di rilevare con i loro occhi – e con l’evidenza e il linguaggio dei numeri. Da rilevamenti degli ultimi 2 anni (ACI/ISTAT), i morti sulle strade hanno superato ogni volta gli ottomila (media di 8 al giorno) e gli incidenti hanno una media di 475 al giorno con 640 feriti (con un aumento del 4,1% dal 2023 al 2024, che è l’anno più recente di rilevamento) e 15 mila sono quelli gravi.
Sempre più necessario appoggiarsi alla tecnologia
Sono anni che da presidente dell’ACI di Bergamo vado ponendo l’accento sulla gravità della situazione e sull’urgenza di potenziare la sorveglianza e aumentare i controlli sulle strade. E spesso la risposta è stata che gli organici sono scarsi, che il personale è insufficiente per coprire una geografia molto estesa e per poter corrispondere a crescenti esigenze di copertura.
Il comandante della Polizia Municipale di Verona, Luigi Altamura, che è anche componente del Tavolo di Coordinamento sulla sicurezza stradale ed urbana presso l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ha indicato i compiti sempre più vasti che le polizie locali devono assolvere: sicurezza stradale, movida, commercio, degrado urbano, scuole, mercati, ambiente, eventi. Secondo la stima dell’ANCI, al presente servirebbero almeno 4.300 agenti.
Per far fronte alle croniche carenze di forze dell’ordine occorrerà appoggiarsi ai vantaggi offerti dalla tecnologia, soprattutto per tenere sotto controllo i punti nevralgici della circolazione, dove avviene di tutto e di più, a ogni ora del giorno e della notte. Multafot e autovelox sono in uso generalizzato anche nei Paesi vicini, come ben sa chi viaggia e dove in genere – per timore di sanzioni certe – ci si attiene al rispetto delle norme e dei limiti. Forse è venuto il momento di potenziare questi occhi elettronici, evitando peraltro di delegittimare in generale i “multafot” per qualche abuso particolare. Non ce la si prende con il termometro se indica febbre, ma si cura la patologia. A chi toccano il controllo dei controllori e l’osservanza delle regole e delle leggi?
Vietato trasportare passeggeri, animali o oggetti ma…
Stiamo nel campo dei monopattini elettrici ed a ciò che tutti costatano: sappiamo che sono stati messi al bando o sottoposti a vincoli molto stretti nelle principali capitali e città europee. In Italia i monopattini circolanti sono stimati in centomila (secondo certe fonti sarebbero molti di più). Dal 2020 a oggi i decessi sono 97: 21 solo nel 2025 (a Milano 6 le vittime nel 2026). In preoccupante aumento secondo il report di ACI/ISTAT sono i feriti: nel 2024 sono saliti a 3.751, contro i 3.195 del 2023.
Stando in Italia, dal 14 dicembre 2024 – in contemporanea con il nuovo Codice – c’è l’obbligo di casco per tutti i conducenti, indipendentemente dall’età: quanti lo portano?
Dal 15 maggio scorso c’è l’obbligo di targhino: quanti si sono attrezzati? E quanti circolano bellamente infischiandosene? Dal prossimo 16 luglio sarà obbligatoria anche l’assicurazione. In margine all’investimento mortale di Milano, sono state diffuse cifre eloquenti; sull’arco di tre settimane di controlli nella metropoli, immaginiamo non a tappeto, su 800 mezzi fermati le sanzioni sono state quasi 500: 280 per mancanza di casco e 200 per l’assenza del targhino.
E chi non vede che sui monopattini si viaggia spesso in due, talora invadendo anche i marciapiedi (che sono e devono restare lo spazio riservato ai pedoni) e pure contromano su strade a senso unico? Andrebbe inoltre rilevata la velocità di questi trabiccoli, che hanno dei limiti da rispettare. Alessio Ribaudo in un dossier pubblicato sul “Corriere della Sera” osserva senza perifrasi che “nella giungla della micromobilità, tra marciapiedi invasi, corsie preferenziali scambiate per scorciatoie, mezzi modificati e controlli difficili, la distanza tra regole e comportamenti resta enorme. Con conseguenze a volte drammatiche”. Sorvoliamo sull’elenco di molti altri requisiti – che non sono un optional ma un obbligo preciso – la realtà documenta che le leggi ci sono, ma c’è estesa inosservanza nella diffusa convinzione di farla franca. E così è, purtroppo. Poi sono lacrime, comunque.
Valerio Bettoni – Presidente ACI Bergamo


