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Artifoni e l’impresa di Malpensa: pista rifatta in 55 giorni ad aeroporto aperto, in 300 al lavoro 24 ore su 24 per rispettare la scadenza

L’azienda di Albano Sant’Alessandro ha portato a termine un cantiere ad alta complessità nei tempi prestabiliti, garantendo al tempo stesso la piena operatività dello scalo: per farlo si è anche presa direttamente in carico i costi extra sui materiali emersi in corso d’opera a causa della guerra in Iran

Ci sono cantieri capaci di definire meglio di altri le potenzialità e le qualità di un’azienda, mettendo sul piatto sfide che, se vinte, la possono elevare in una nuova dimensione. Per la Artifoni di Albano Sant’Alessandro, già un’istituzione nel settore, il rifacimento della pista 17R/35L dell’Aeroporto di Malpensa è stato uno di questi: dal 16 marzo al 9 maggio, per cinquantacinque giorni, trecento operai hanno lavorato senza sosta non solo per rispettare alla lettera i tempi prestabiliti ma anche per garantire la piena operatività dello scalo.

Nell’ambito di un accordo quadro pluriennale (con orizzonte 2028), Sea (la società di gestione degli aeroporti milanesi) aveva affidato “l’impresa” all’azienda bergamasca che nel proprio curriculum vanta diversi interventi in ambiti aeroportuali, il primo dei quali nel 2014 a Orio al Serio. Un biglietto da visita importante, che ha portato la Artifoni sulle piste di altri grandi aeroporti italiani, da Verona a Olbia, passando per Linate e Bologna.

“Abbiamo portato a termine circa una ventina di cantieri negli aeroporti italiani e il nostro grazie va a ‘mamma Sacbo’, come mi piace definirla – sottolinea Roberto Paganessi, titolare di Artifoni – È da lì che siamo partiti e abbiamo potuto entrare in questa grande partita degli aeroporti. Malpensa, però, ha avuto una grossa difficoltà in più rispetto a tutti i precedenti, perché l’infrastruttura di volo non solo è rimasta aperta e operativa, ma tutti gli aerei in decollo e quelli in atterraggio diretti al Terminal 1 dovevano necessariamente attraversare l’area di cantiere, con tutte le criticità ad esso connesse”.

Gli attraversamenti sono stati costantemente presidiati da personale dedicato, in contatto radio con la torre di controllo, che ad ogni avvicinarsi di un aeromobile imponeva lo stop ai mezzi di cantiere, abbassava le sbarre che delimitavano l’area e lasciava strada libera in piena sicurezza al tragitto verso l’aerostazione.

Nel corso dell’intervento, una manutenzione straordinaria che ha riguardato il rifacimento della pavimentazione della pista e delle aree di rullaggio (3.920 metri di lunghezza e 60 di larghezza), l’ammodernamento degli impianti di illuminazione AVL con lampade a Led, l’installazione di un nuovo sistema di monitoraggio delle luci e il reticolo di smaltimento delle acque meteoriche, Artifoni si è avvalsa della collaborazione di un’altra società del Gruppo L4A (del quale fanno parte anche Immobiter e MPM): alla LSE di Pontirolo Nuovo, infatti, sono state affidate alcune opere di carpenteria metallica, attività ormai integrata a tal punto da richiedere un ulteriore ampliamento degli spazi da tremila metri quadrati in via di ultimazione.

“Per la prima volta abbiamo assunto la responsabilità completa dell’intera filiera esecutiva, un bel salto di qualità per la nostra azienda – spiega Paganessi – Abbiamo gestito le opere civili, le pavimentazioni bituminose, il riciclaggio dei materiali e l’impiantistica”.

Di particolare rilievo è stata la messa in campo di una struttura dedicata al riciclo completo di tutti i materiali rimossi: demoliti, recuperati e impiegati sotto nuove forme, in particolare nel misto cementato che è stato prodotto da tre impianti mobili installati a bordo pista, riducendo da un lato l’impiego di materie prime vergini e dall’altro abbattendo tempi e costi dei trasporti.

Artifoni, la pista di Malpensa rifatta in 55 giorni

Un valore aggiunto che ha assunto ancora più importanza se si pensa che, di mezzo, ci si è messa anche la guerra in Iran, che ha fatto schizzare verso l’alto il prezzo di petrolio e derivati, col bitume che ha subito immediatamente un +50%: “Per non interferire su accordi già presi e con l’obiettivo di rispettare le tempistiche assegnate, ci siamo fatti carico direttamente di questi costi extra – illustra Paganessi – Abbiamo una profonda cultura del lavoro e abbiamo lavorato anche di domenica per far fronte ad altre varianti sopraggiunte in corso d’opera: solo così siamo riusciti a consegnare il cantiere esattamente il giorno in cui era previsto”.

L’innovazione in cantiere non si è esaurita al livello organizzativo, che ha permesso allo scalo di operare circa 530 movimenti al giorno, ma ha riguardato anche i mezzi utilizzati, attrezzati con il sistema di controllo tridimensionale Trimble per la gestione delle macchine operatrici che elimina l’errore umano e garantisce la completa conformità dello spessore delle pavimentazioni e relative pendenze.

“Interventi come questo incidono come valore tecnico intrinseco – evidenzia Paganessi – Usando una metafora possiamo dire che i cantieri ai quali lavoriamo tutto l’anno sono l’allenamento, che ti prepara e migliora per essere pronti alla partita, alla sfida che non puoi sbagliare”.

I progetti in campo sono tanti e per il futuro si punta ancora più in alto: “Ci sono contatti in essere, vediamo dove ci porta il vento – conclude il titolare di Artifoni – Con il cantiere di Malpensa abbiamo alzato l’asticella e inserito in azienda figure manageriali di un certo tipo, anche straniere.  Un’esperienza all’estero? Può essere un’opzione valida, ma deve capitare l’opportunità giusta”.