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Il 15 giugno il cantautore Achille Lauro ha riunito 70mila persone allo Stadio San Siro di Milano. Più che un semplice concerto, è stato un momento di condivisione collettiva: migliaia di persone si sono riscoperte più simili di quanto si possa pensare, a cantare e vivere le stesse emozioni

C’è emozione quando vivi un’esperienza collettiva, coinvolgente, travolgente, che ti fa sentire diverso quando esci.

C’era un popolo in cammino ieri sera per le vie di Milano.
Direzione San Siro.

Settantamila persone.
Le osservo da dentro.
Di tutte le età.
Di diversa cultura, estrazione sociale, disponibilità economiche, provenienza geografica.
Chi è arrivato in compagnia, chi in copia, chi solo.

Settantamila persone.
Che quando si sono ritrovate si sono riconosciute.

Perché a richiamarle lì, insieme, in quel momento era un ragazzo, cresciuto, diventato adulto, ma che non ha dimenticato il suo percorso di vita.
Mettendo a nudo le sue fragilità, condividendole e offrendole come un patrimonio condiviso, che non fa sentire nessuno fuori posto, nessuno sotto giudizio, nessuno da dover biasimare.

Lo fa da un palco di cui lui stesso è il primo a sorprendersi, e di cui vuole condividere tutta la magia.

Lo fa ringraziando continuamente ciascuno dei presenti, senza retorica, emozione, nel modo naturale e credibile che raggiunge il cuore.

“Ce l’hai fatta Lauro”.
Gli urla il pubblico.

E lui risponde dicendo di fermarci un attimo e di guardare con attenzione i nostri vicini, “anche se non vi conoscete siete molto più simili di quanto potete pensare. E ora scambiatevi un saluto, presentatevi.”
E in un istante San Siro si riempie di sorrisi, di meraviglia, di gioia, di emozioni.

“Siamo qui ora e adesso. Viviamo questo momento speciale tutto nostro che abbiamo atteso da anni. Viviamolo in tutta la sua straordinarietà. Anche se per soli tre minuti spegniamo i nostri cellulari e mettiamoli in tasca. Io mi toglierò anche le cuffie e canterò con voi.”
Dice Lauro a ciascuno di noi.

Così si crea una comunità, ascoltando, guardando, prestando attenzione, rispettando e non giudicando, ristabilendo un contatto.

I valori della vita riemergono in tutta la loro purezza, e ci rendono migliori.

Ricordiamo da dove veniamo, da dove siamo partiti, quanto sono simili le difficoltà che ciascuno vive, che non conosciamo ma che meritano rispetto, attenzione, cura.

E riconosciamo il merito e il valore di chi ha avuto cura di noi.

“Spero che davvero tu oggi, sì, sia contenta
Perché quei sacrifici non sono stati per niente
E se oggi trattano i tuoi figli diversamente
È perché hai insegnato a dare
Senza mai indietro niente, mamma

Cos’è l’amore?
Quel tuo abbraccio che non smetteva, no, mai
Perché l’amore del mondo è neve al sole
È solo, sì, grazie a te se siamo noi”

Canta Achille Lauro, sulle note di ‘Cristina’ (dall’album Comuni Mortali, 2025).

Lauro oggi sa che il suo orizzonte può essere ancora più lontano, oltre i confini in cui si è finora esibito. Ma soprattutto sa che il vero valore di tutto questo è in quegli occhi che ieri sera si sono illuminati, riconosciuti, apprezzati, ritrovati.

Tutta la vita è in uno sguardo.
Cuore ed emozione.

Grazie Lauro