Salvini a Spirano: “Via la cittadinanza a chi tradisce la fiducia degli italiani. Zingonia? Senza l’abbattimento delle torri sarebbe quarto mondo”
Il vicepremier davanti ai militanti: “Meno tasse ai cittadini, più responsabilità per chi sbaglia e contributo dagli istituti di credito”
Spirano. È tornato a far tappa nella roccaforte leghista il vicepremier Matteo Salvini che, nella serata di domenica 14 giugno, è stato accolto, al Palaspirà, come una star da militanti, amministratori e dirigenti del partito, insieme al capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. Sul palco il leader della Lega ha snocciolato i principali temi dell’agenda politica.
Tra gli argomenti più caldi affrontati dal ministro, quello degli errori giudiziari: “Qualunque lavoratrice, qualunque lavoratore può sbagliare sul posto di lavoro, nessuno è infallibile, ma se sbagli ne paghi le conseguenze. Se invece sbaglia un magistrato e una persona finisce in carcere ingiustamente, a pagare è sempre il popolo italiano. Ogni anno – dice – ci sono circa 900 persone che finiscono in carcere e poi risultano innocenti. Non può essere sempre il popolo italiano a pagare. Se un magistrato sbaglia e una persona finisce in carcere ingiustamente deve esserci un principio di responsabilità”.

Salvini, poi, dice la sua sul tema dei risarcimenti a chi delinque: “Non è accettabile che chi commette una rapina e si fa male durante il reato possa poi chiedere risarcimenti allo Stato. Siamo arrivati all’assurdo che il delinquente viene risarcito dai cittadini”.
Sul fronte dell’immigrazione, invece, rimarca che “il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono un atto di fiducia che il popolo italiano dà nei confronti di chi arriva da lontano e nel 95% dei casi questa fiducia è ben riposta. Ma quando questa fiducia viene tradita, quando chi riceve questo atto commette reati, allora quel permesso e quella cittadinanza devono essere revocati e si deve tornare nel proprio Paese”.
E aggiunge: “Vorrei stazioni ferroviarie dove ci siano migliaia di uomini in divisa che controllano e chiedono i documenti a tutti. Chi non ha titolo per stare lì deve essere fermato”. Poi, cita il caso Zingonia: “Venendo in macchina da Milano sono ripassato da Zingonia e ve lo ricorderete che siamo stati noi a tirar giù i palazzi che erano pieni di immigrati, di spacciatori e di clandestini, che altrimenti sarebbero ancora lì che più che Zingonia sembrava il quarto mondo”.
Una sferzata, anche, su banche ed extraprofitti: “Le banche italiane hanno fatto 47 miliardi e mezzo di euro di profitti. Una parte di questi utili arriva dalle garanzie dello Stato. Quando le cose vanno bene il guadagno è privato, quando vanno male interviene lo Stato”.
Sul fronte europeo e internazionale Salvini torna a chiedere un ridimensionamento dell’Unione europea ribadendo il no all’ingresso dell’Ucraina.
“Ridimensionare questa Europa è una battaglia fondamentale della Lega. Qualcuno – spiega – dice che l’Ucraina deve entrare nell’Unione europea, no, grazie. Abbiamo già dato. Ci portano via già abbastanza soldi così come siamo messi. Un eventuale ingresso dell’Ucraina rischia di togliere risorse agli agricoltori, agli allevatori e – conclude – ai pescatori italiani che già sono in difficoltà. Aiutiamoli, ma senza farci del male”.


