L'intervista
|Bergamo diventa più verde, Ruzzini: “Un lavoro quotidiano da portare avanti insieme”
L’assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde del Comune di Bergamo illustra i progetti per rendere la città più green
“Sul tema ‘più natura in città’ si sta facendo moltissimo: è una priorità per la nostra amministrazione”. Così l’assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde del Comune di Bergamo, Oriana Ruzzini, sottolinea l’attenzione con cui l’ente locale coltiva l’anima green della città.
Abbiamo intervistato l’assessora chiedendole di tracciare una panoramica dei progetti a cui si sta lavorando in tale direzione.
A quali progetti green sta lavorando il Comune?
Ce ne sono diversi. Con il progetto Strade verdi a Boccaleone e con l’intervento su via Ghislandi si profila un nuovo modo di progettare e vivere le strade della città, con ciclopedonali in sicurezza e verde di qualità. Sul tema “più natura in città” si sta facendo moltissimo proprio perché è una priorità per la nostra amministrazione. I numeri ne danno conferma: la città conta 7.000 alberi in più (tra piante forestali e alberi maturi) in due anni, anche con la realizzazione di giovani boschi urbani a Colognola e a Loreto per fare da filtro ai quartieri rispetto alle infrastrutture autostradali e alla Briantea. Grazie a “Be tree- Quartieri verdi”, stiamo mettendo a dimora centinaia di alberi maturi nei luoghi indicati dalla cittadinanza, dove le Reti di quartiere ne hanno segnalato la mancanza, in un’ottica di partecipazione particolarmente utile e apprezzata. Sappiamo, tuttavia, che riforestare aree verdi non basta.
In che senso?
La sfida oggi è depavimentare e introdurre nuovo verde dove non c’è: per questo si sono individuate le prime aree, Boccaleone e via Ghislandi, vere isole di calore da trasformare in rifugi climatici lineari, con ciclopedonali drenanti, attraversamenti rialzati e in sicurezza, alberi, erbacee perenni da fiore in aiuole che captano le acque meteoriche. Ma si pensi anche agli alberi in piazza Angelini, svuotata dalle auto, o gli alberi in via Camozzi, in una piazza prima inesistente e recuperata per rendere più piacevole e vivibile lo spazio urbano. È una transizione ecologica che investe e coinvolge ogni ambito dell’ amministrazione e ogni assessorato, perché in ogni lavoro pubblico e di rigenerazione, il verde e la mobilità sostenibile urbano devono rappresentare infrastrutture prioritarie. In questi due anni di mandato abbiamo riqualificato 33 spazi verdi, portando arredi urbani, depavimentando viali, sostituendo le doghe delle panchine, cambiando i giochi per i bimbi, riattivando fontane, scavando pozzi per risparmiare acqua potabile, installando aree fitness. A questo si aggiunge un impianto normativo nuovo, che abbiamo adottato per tutelare il verde esistente e che permette una programmazione degli interventi orientando meglio le risorse economiche:
– il piano del Verde, che fotografa in modo dinamico la città e ci dice che mediamente ci avvaliamo di 35.5 metri quadri di verde per abitante, ma che evidenzia come nei vari quartieri si vivano condizioni diverse, meno sostenibili in centro, più connesse con la natura nei quartieri.
– Il regolamento edilizio, più stringente per il verde e per la tutela anche dei piccoli alberi, oltre che dell’ avifauna e dei chirotteri.
– La carta della vulnerabilità arborea per contenere il rischio arboreo e programmare le manutenzioni straordinarie.
Quali sono i prossimi interventi?
In questi giorni apriranno altri cantieri, oltre a Strade Verdi a Boccaleone e a Sant’ Agostino in via di completamento: otto parchi e sette giardini scolastici saranno interessati dai lavori di riqualificazione. Sono in corso di rifacimento anche le aiuole di viale Papa Giovanni, lato piazzetta Spada, via Locatelli e via Mario Lupo. In tutti e tre i siti abbiamo piantato arbusti ed erbacee perenni fiorite per gli insetti impollinatori. Essere città amica delle api, promuovendo lo sfalcio differenziato e incrementando i fiori, eliminando il glifosate, diserbante classificato come potenzialmente cancerogeno da Oms, eliminando i trattamenti adulticidi per le zanzare e potenziando i trattamenti larvicidi, non è uno slogan. Il museo Caffi e il Gruppo Flora alpina Bergamasca monitorano la biodiversità: in città ci sono sempre più insetti predatori delle zanzare. Dove le aree verdi sono più naturali ci sono meno zanzare e meno zecche. Nei nostri parchi sono tornate le lucciole, che non si vedevano da molto tempo, ora sono avvistate non solo ad Astino ma anche nei parchi cittadini, come moltissimi sono gli avvistamenti di esemplari di fauna selvatica.
L’attenzione per l’ambiente giova anche alla salute?
Si, l’ecosistema urbano incide sul clima e sulla nostra salute, “più natura in città” è una rivoluzione culturale che Bergamo adotta e fa propria. Una svolta non facile, perché i rami degli alberi vicino alle case talvolta danno fastidio, perché non è facile far comprendere che più si taglia l’erba più il prato s’impoverisce e aumentano i forasacchi e le specie infestanti. È un lavoro quotidiano da portare avanti insieme, amministrazione, enti, cittadinanza, con la consapevolezza che ogni angolo verde da preservare, ogni metro quadro di asfalto da depavimentare e restituire alla natura, ogni intervento che agevoli la mobilità dolce, rappresentano scelte che tutelano la salute collettiva e aumentano la qualità della vita in città.


