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Un mese dalla morte del piccolo Giulio. La raccolta firme dei genitori di Loreto: “Serve un progetto serio”

Dopo la tragedia avvenuta il 13 maggio scorso, ecco un comitato spontaneo, formato dai residenti della zona, che spingono l’amministrazione ad agire: “Servirebbe un dosso di quelli davvero rialzati, che costringa le auto a rallentare”. Mercoledì prossimo una messa alla Imiberg per ricordare il bimbo

Che cosa avrebbe potuto salvare la vita al piccolo Giulio, 9 anni, investito da un’auto mentre attraversava la strada in Piazzale Risorgimento a Loreto, nessuno lo sa. Ma di certo quella tragedia del 13 maggio scorso non lascia pace ai residenti del quartiere. A chi vive lì, a chi transita per caso, a quanti sono stati colpiti da quella morte prematura.

Non ci sono solamente i fiori, i resti delle candele. Su quell’asfalto c’è tutta la voglia di gridare contro una morte assurda e trovare una soluzione perché ciò non si ripeta più. Nessuno parla di accuse, tutti pensano a delle soluzioni. Noi siamo tornati sul luogo della tragedia per raccontare che questo tempo, un mese dalla scomparsa di Giulio, non sia passato invano.


Quel pomeriggio in piazza Risorgimento

Le persone sono preoccupate, forse anche arrabbiate. La morte di un bambino di 9 anni è impossibile da accettare, soprattutto quando si consuma nel giro di pochi secondi e in quella maniera. A Loreto c’è un quartiere che non riesce a darsi una spiegazione e che oggi chiede risposte immediate, senza ulteriori attese, ma soprattutto interventi concreti per rendere più sicure le strade della zona.

A poco più di un mese dalla tragedia che il 13 maggio è costata la vita a Giulio Lovera, l’attenzione si concentra sulla viabilità attorno a piazzale Risorgimento e nelle vie circostanti. Quel pomeriggio il bambino si trovava in auto con il padre Giovanni. La vettura era ferma al semaforo in direzione via Broseta. Giulio era sceso per raggiungere il centro estetico della madre Loredana, dall’altro lato della strada. Attraversando davanti a un camion,la cui conducente aveva tentato di avvisarlo suonando ripetutamente il clacson, è stato travolto da una Smart proveniente dalla direzione opposta. Sulla dinamica dell’incidente proseguono gli approfondimenti della Procura: il pubblico ministero Annaelena Mencarelli ha disposto una consulenza cinematica per ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità.


La raccolta firme

Nel frattempo è nato un Comitato spontaneo, formato da residenti e genitori della zona che negli ultimi giorni hanno avviato una raccolta firme per chiedere un progetto sulla viabilità della zona a nord di via Broseta. Tra i promotori dell’iniziativa ci sono Silvia e Giuseppe, che ogni pomeriggio, a turno, allestiscono nel quartiere un banchetto per raccogliere firme. I fogli ogni sera aumentano, sarebbero già centinaia coloro ad avervi aderito.

“Siamo un gruppo di genitori che si è unito dopo quanto accaduto e che ogni giorno vive queste strade accompagnando i figli a scuola o alle attività – spiegano -. Abbiamo deciso di raccogliere firme per chiedere un progetto serio che riguardi tutta la viabilità del quadrante nord di Loreto”.

“Qui ci sono la scuola elementare Rodari, l’asilo, il parco e tantissimi bambini – continua Silvia -. Nelle giornate di sole aumentano le persone che si muovono a piedi o in bicicletta e cresce anche il rischio”.


Gli interventi

Alcuni interventi sono già stati programmati dal Comune di Bergamo. Lo scorso febbraio la giunta Carnevali ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione di 13 nuovi attraversamenti pedonali e la messa in sicurezza di altri 44 esistenti, per un investimento complessivo superiore ai 700 mila euro.

Nel piano rientra anche l’attraversamento tra via Bonomini e via Pezzotta, considerato uno dei punti più critici dai residenti di Loreto per la velocità delle auto che scendono da Borgo Canale tramite via Statuto verso via Broseta. Nella discesa verso piazzale Risorgimento sono inoltre previsti due speed check e un cuscino berlinese, collocato alcuni metri dopo l’intersezione con via Costituzione, nel tratto che ricade ancora in via Borgo Canale.

Ma al comitato di quartiere non basta: “Servirebbe un dosso di quelli davvero rialzati, che costringa le auto a rallentare – continuano i residenti -. Anche in via Bonomini le auto che scendono da via Statuto, quando vedono il verde, accelerano e passano a 70 o 80 chilometri orari”.


Le preoccupazioni

Le preoccupazioni dei residenti sono alimentate anche dai precedenti. Il 18 febbraio 2020, proprio nello stesso punto di piazzale Risorgimento in cui Giulio ha perso la vita, una bambina di 8 anni era stata investita mentre attraversava tra le auto ferme in coda al semaforo. La piccola aveva riportato un grave trauma facciale ed era stata trasportata in ospedale in codice rosso.

Ma non è l’unico episodio che il quartiere ricorda. Nella zona, raccontano i residenti, negli anni hanno perso la vita anche un anziano e un altro bambino, ricordato ancora oggi da una lapide: “Ci sono tanti piccoli casi che non finiscono sui giornali. Situazioni che magari non hanno conseguenze tragiche ma che dimostrano come il problema esista da tempo”

Mentre prosegue la raccolta firme, insegnanti, compagni e amici, si preparano anche a ricordare Giulio. Mercoledì 17 giugno all’Imiberg, la scuola che frequentava e dalla quale stava tornando il giorno dell’incidente, sarà celebrata una messa in sua memoria alla presenza dei genitori Loredana e Giovanni. Un momento di raccoglimento che si inserisce in una comunità ancora profondamente segnata dalla tragedia e determinata a chiedere che da quel dolore possa nascere un cambiamento concreto.