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Treviglio, corsi di autodifesa bocciati in Consiglio. Il Pd: “Motivazioni poco convincenti”

l Partito Democratico contesta la maggioranza dopo la bocciatura della mozione e rilancia il tema delle commissioni consiliari

Treviglio. Non si spegne la polemica dopo la bocciatura in consiglio comunale della proposta di istituire corsi gratuiti di autodifesa rivolti alle cittadine trevigliesi. A intervenire è il Partito Democratico, che, in una nota, critica le motivazioni fornite dalla maggioranza e dal sindaco nei giorni successivi alla seduta.

Secondo i dem, la proposta non sarebbe stata respinta perché già oggetto di valutazioni da parte dell’amministrazione, ma per una presunta questione di metodo. Una spiegazione che il gruppo di opposizione giudica incoerente con il funzionamento del consiglio comunale.

Nel comunicato il Partito Democratico ricorda infatti che la mozione era stata protocollata nei tempi e con le modalità previste dal regolamento e sostiene che l’aula consiliare rappresenti il luogo istituzionale deputato al confronto tra maggioranza e minoranza sulle proposte presentate.

Il gruppo consiliare contesta anche la ricostruzione della maggioranza secondo cui sarebbe stata necessaria una condivisione preventiva del testo: “Il consiglio comunale è la sede naturale del confronto istituzionale e le proposte devono essere discusse e valutate in quell’ambito, non subordinate a forme di pre-intesa non previste”.

La nota richiama inoltre alcuni precedenti dell’attività consiliare recente, sostenendo che in più occasioni la maggioranza avrebbe presentato mozioni e ordini del giorno su temi come carne sintetica, comitati di quartiere e presunta moschea “senza alcuna condivisione preventiva con le opposizioni”, per poi approvarli “con i numeri della maggioranza”.

Il Pd trevigliese torna quindi sul tema delle commissioni consiliari, definite “uno strumento fondamentale per il confronto e l’approfondimento”, ma “di fatto non più attive da anni”. Una condizione che, secondo la minoranza, avrebbe ridotto gli spazi di confronto strutturato.

“Condivisa dove? In quale sede istituzionale, visto che le commissioni non esistono più?”, si legge ancora nella nota, che lega direttamente il tema alla vicenda della mozione bocciata.

Il gruppo consiliare conclude definendo “poco convincente” la motivazione della maggioranza basata sulla mancata condivisione preventiva: “Una spiegazione che non regge rispetto alle regole e alle prassi del Consiglio comunale”, affermano i dem, parlando di “un’idea di partecipazione distante dal corretto funzionamento dell’aula”.