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Calcinate, polemica sulle convocazioni del consiglio comunale: la minoranza diserta la seduta del 9 giugno

Dossi: “preavvisi insufficienti e orari incompatibili con il lavoro”. In aula il sindaco Boni difende le scelte: “equilibrio tra esigenze dell’ente, cittadini e supporto tecnico”

Calcinate. È polemica dopo la mancata presenza della minoranza alla seduta consiliare di martedì 9 giugno. Un’assenza tramutatasi subito in un caso politico che riaccende il confronto sulle modalità di convocazione e sugli orari delle riunioni.

A motivare la scelta è il gruppo Calcinateal Centro, attraverso la consigliera Lorenza Dossi, che contesta tempi e organizzazione della seduta. “La comunicazione è pervenuta alle ore 18 di giovedì 4 giugno per una seduta fissata martedì 9 alle ore 15”, scrive, sottolineando come il preavviso, pur formalmente rispettato, venga definito “utilizzato in modo strumentale”.

Nel merito degli orari, la minoranza parla di una partecipazione resa di fatto impossibile. “La convocazione sistematica dei consigli in orario pomeridiano, alle ore 15, comporta di fatto l’impossibilità di partecipazione per chi svolge un’attività lavorativa”, si legge nella nota, che evidenzia come tale scelta penalizzi chi ha impegni professionali.

Dossi, quindi, respinge le accuse di scarso impegno politico e segnala un clima di confronto istituzionale critico, ricordando anche le segnalazioni già inoltrate al Prefetto sulle modalità di gestione delle sedute.

La replica arriva nel corso dello stesso Consiglio comunale dal sindacoLorena Boni, che difende la programmazione adottata dall’amministrazione. “La programmazione delle sedute del consiglio comunale è stata pensata per garantire un equilibrio tra le esigenze operative del nostro ente e la partecipazione dei cittadini”, afferma.

Boni sottolinea inoltre che “abbiamo riscontrato che i consigli comunali al pomeriggio hanno un numero maggiore di cittadini presenti. È fondamentale – afferma il sindaco – la presenza dei dipendenti comunali per fornire supporto e assicurare che le decisioni siano prese con tutte le informazioni necessarie”.

“I consiglieri comunali che chiedono il permesso – sottolinea Boni – hanno diritto a otto ore pagate dal datore di lavoro, che poi viene rimborsato dal Comune, oltre al gettone di presenza per la partecipazione. Se i dipendenti dovessero venire alla sera sarebbe o a costo del Comune oppure totalmente gratuito, cosa che – aggiunge – non avviene per i consiglieri perché sono comunque retribuiti”.

Poi, conclude: “Quando si prende un impegno politico ci sono oneri e onori. Chi si candida e ricopre il ruolo di consigliere comunale deve considerare anche questo aspetto, perché l’organizzazione delle sedute è pensata per garantire il funzionamento dell’ente e la presenza di tutte le componenti necessarie al dibattito”.