Sottopassi della Fiera quasi pronti, spiraglio di luce nell’incertezza totale
Sopra di loro correranno la nuova via Lunga e, poco più in là, il tracciato della futura linea ferroviaria tra Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio. Un investimento pari a circa 3 milioni euro. Mancano gli ultimi interventi: la pavimentazione definitiva, l’installazione dei parapetti, gli impianti di illuminazione e i sistemi di videosorveglianza
Bergamo. Una rarità di questi tempi: per una volta, a Bergamo, una buona notizia che arriva da un cantiere ferroviario non riguarda una promessa ma qualcosa che si può vedere.
I due nuovi sottopassi ciclopedonali realizzati accanto alla Fiera sono ormai a un passo dal traguardo. Sopra di loro correranno la nuova via Lunga e, poco più in là, il tracciato della futura linea ferroviaria tra Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio. Sotto, invece, prenderà forma uno dei collegamenti destinati a cucire insieme quartieri, percorsi ciclabili e il futuro polo della mobilità dell’area est della città.
Entro la fine di giugno i lavori dovrebbero essere completati. A luglio saranno effettuati i collaudi, dopodiché l’opera tornerà nelle mani di Rfi, che potrà concentrarsi sulla realizzazione della fermata ferroviaria Bergamo Fiera. Un passaggio che segna la conclusione di uno dei primi interventi concretamente visibili all’interno del più ampio progetto ferroviario che dovrebbe collegare la città allo scalo aeroportuale.

Il punto, però, è proprio questo. I sottopassi rappresentano una piccola opera all’interno di una storia molto più grande e molto più complessa. Da una parte c’è un cantiere che corre verso il traguardo. Dall’altra c’è un’infrastruttura strategica attesa da decenni, pensata per portare il treno direttamente all’aeroporto, alleggerire il traffico su gomma e rafforzare i collegamenti tra Bergamo, il territorio e uno degli scali più importanti del Paese. Un progetto che continua però a procedere con lentezza e che oggi resta ancora lontano dalla sua conclusione.
I due sottopassi sorgono lungo il tracciato della nuova via Lunga e sono destinati a collegare il quartiere fieristico con la futura fermata ferroviaria e con la rete ciclopedonale dell’area. Ciascuna struttura misura 15 metri di lunghezza, 6 metri di larghezza e 2,6 metri di altezza. Sono stati progettati per garantire un attraversamento sicuro a pedoni e ciclisti, mettendo in connessione la Fiera con Boccaleone e con i percorsi diretti verso Seriate e Celadina.
L’investimento complessivo ammonta a circa 3 milioni di euro, finanziati per metà da Rfi, tramite il Comune di Bergamo, e per metà da Bergamo Fiera Nuova. La realizzazione è stata affidata all’impresa Milesi, che si è aggiudicata l’appalto per circa 1,7 milioni di euro. Dietro l’intervento c’è il lavoro coordinato dall’ingegner Agostino Maninetti e dall’architetto Giosuè Savoldelli, con Giuseppe Epinati nel ruolo di responsabile unico del procedimento.
In poco più di tre mesi il cantiere ha prodotto opere per oltre 1,6 milioni di euro. Oggi mancano gli ultimi interventi: la pavimentazione definitiva, l’installazione dei parapetti, gli impianti di illuminazione e i sistemi di videosorveglianza prima della fase conclusiva dei collaudi.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ambientale. Tutti i materiali utilizzati sono conformi ai Cam, i criteri ambientali minimi previsti dalla normativa nazionale, con una forte attenzione alla riciclabilità e alla riduzione dell’impatto ambientale. Un indirizzo progettuale che ha accompagnato l’intervento fin dalle sue fasi iniziali.
“Non dobbiamo perdere tempo. Se la Fiera di Bergamo vuole acquisire ancora più importanza, questo cantiere rappresenta il primo passo necessario. Poi dovremo trovare le risorse per completare il resto, ma questo è sicuramente un passaggio fondamentale”, osserva il Presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli.
Già. Perché mentre questa tessera del mosaico va al proprio posto, il quadro generale continua a mostrare ritardi e incertezze. Negli ultimi mesi Rfi ha deciso, infatti, di mettere sotto osservazione l’impresa incaricata dei lavori del collegamento ferroviario con Orio al Serio e del raddoppio della linea verso Ponte San Pietro. Un segnale importante, perché per la prima volta viene evocata apertamente la possibilità di una sostituzione dell’appaltatore qualora non arrivasse una significativa accelerazione dei lavori.
A preoccupare sono soprattutto i numeri. A circa due anni e mezzo dall’apertura dei cantieri, l’avanzamento complessivo delle opere si attesterebbe intorno al 25 per cento. Una percentuale che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione quanto sia ancora lunga la strada da percorrere.
Ma l’area della Fiera guarda già oltre la ferrovia. Sul tavolo resta infatti aperto il progetto di ampliamento del polo espositivo, un investimento complessivo da circa 45 milioni di euro destinato ad accrescere il peso internazionale della struttura.
“Abbiamo dato un segnale importante con questo investimento – sottolinea Giovanni Zambonelli, presidente della Camera di Commercio di Bergamo -. La possibilità di collegare aeroporto, Fiera e città rappresenta una grande opportunità. Entro luglio vogliamo arrivare al business plan del primo padiglione e l’obiettivo è realizzarlo entro il 2028. La Fiera deve diventare uno spazio vivo tutto l’anno”.
Il primo lotto dell’espansione vale circa 10 milioni di euro: “L’obiettivo è arrivare entro agosto 2027 al progetto esecutivo – spiega Giuseppe Epinati, amministratore unico di Bergamo Fiera Nuova -. Un percorso che accompagnerà la trasformazione di un’area destinata a diventare uno dei nodi più strategici della città”.
A Bergamo i primi pezzi della città che verrà stanno finalmente emergendo dal terreno. Si tratta di lievissimi segnali: al momento di concreto sul piatto c’è ben poco, Il disegno complessivo resta decisamente incompleto. Per una volta, però, c’è almeno qualcosa che non appartiene ai rendering o alle promesse: è già lì, visibile. Uno spiraglio di luce nell’incertezza più totale.








