Da edificio storico a luogo di incontro, il nuovo Atelier Maffei unisce le vecchie e nuove generazioni con l’arte e la cultura
Inaugurato l’Atelier Maffei, il progetto che restituisce alla città di Bergamo uno storico edificio di via Clara Maffei e lo trasforma in un luogo permanente di incontro, partecipazione e dialogo tra generazioni attraverso l’arte contemporanea
Bergamo. Il 9 giugno è stato inaugurato l’Atelier Maffei, il nuovo centro culturale promosso da Fondazione Collegamenti Italia ETS negli spazi dell’ex zincografia di via Clara Maffei 8, nel cuore di Bergamo. L’intervento rappresenta uno dei Progetti Emblematici Provinciali 2025 sostenuti da Fondazione Cariplo attraverso Fondazione della Comunità Bergamasca, con un contributo di 90 mila euro a fronte di un investimento complessivo di oltre 453 mila euro.
Un luogo rimasto nel silenzio per oltre trent’anni, dopo un articolato intervento di recupero e riqualificazione, viene restituito alla comunità con una nuova vocazione: diventare un presidio permanente dedicato all’arte contemporanea, alla partecipazione culturale e alla costruzione di legami sociali. I lavori, iniziati nel 2024 e durati circa due anni, sono stati guidati dall’architetto Matteo Pievani, che ha trasformato un antico laboratorio tipolitografico abbandonato in uno spazio contemporaneo, accessibile e funzionale nel cuore della città. “La restituzione alla città di un luogo storico, trasformato in uno spazio aperto all’arte contemporanea e all’incontro tra generazioni, è un investimento sul futuro di Bergamo – afferma Osvaldo Ranica, presidente Fondazione della Comunità Bergamasca”.
“Abbiamo voluto che l’apertura della nostra nuova sede in senso materiale rappresentasse anche una vera e propria apertura in senso culturale e umano verso la creatività, il talento e la capacità delle nuove generazioni di immaginare il futuro in dialogo con quelle che le hanno precedute – dichiara Angelo Maestroni, presidente Fondazione Collegamenti Italia ETS”.
Nasce così l’Atelier Maffei, con l’obiettivo di coinvolgere in particolare giovani tra i 16 e i 26 anni e persone over 65 in percorsi artistici partecipativi, laboratori, attività formative e occasioni di confronto intergenerazionale, guidati da una qualificata direzione artistica e pedagogica a cura di Giovanna Brambilla esperta di educazione al patrimonio culturale, docente presso l’Accademia di Belle Arti G. Carrara, e di Claudio Rota esperto di pedagogia presso la Fondazione Opera Bonomelli.
Il progetto intende utilizzare l’arte come strumento di accoglienza e di benessere comunitario, contrastando fenomeni di solitudine, isolamento, povertà educativa e culturale. L’inaugurazione dello spazio coincide con l’apertura al pubblico di Gravity nell’ambito di Clorofilla, la tradizionale mostra collettiva di fine anno dell’Accademia di Belle Arti “Giacomo Carrara” del Politecnico delle Arti di Bergamo. Atelier Maffei nell’ambito della mostra ospita gli aquiloni realizzati dalle studentesse e dagli studenti del secondo anno del corso di Graphic Design della laurea triennale in Design della comunicazione visiva: opere che diventano simbolo della missione stessa del progetto, orientata a mettere le arti contemporanee al centro di percorsi di crescita, relazione e welfare culturale. “Gli aquiloni tengono insieme radicamento e slancio, profondità e leggerezza, proprio come dovrebbe accadere nell’incontro tra giovani e persone più anziane – spiega Angelo Maestroni. È lo stesso spirito che anima Atelier Maffei: un luogo in cui l’arte contemporanea diventa occasione di relazione, apprendimento reciproco e crescita della comunità”.
I Progetti Emblematici Provinciali rappresentano uno dei principali strumenti attraverso cui Fondazione Cariplo sostiene iniziative di particolare rilevanza per lo sviluppo sociale, culturale e ambientale dei territori lombardi. “I Progetti Emblematici Provinciali nascono proprio con questo obiettivo: sostenere iniziative che sappiano interpretare i bisogni dei territori e tradurli in opportunità concrete di crescita condivisa – interviene Gianpietro Benigni, membro della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo. In questo caso, la scelta di mettere l’arte contemporanea al servizio del dialogo tra generazioni e della coesione sociale rappresenta un elemento di particolare valore, capace di generare impatti duraturi per la comunità bergamasca”. “Avere un luogo di ritrovo in cui attraverso l’arte si possono vivere dei momenti della quotidianità e delle progettualità di un respiro ampio secondo noi è davvero fondamentale – conclude Federica Bruletti, segretaria generale Fondazione della Comunità Bergamasca”.


