Bergamo
|Carcere, la direttrice in ferie forzate verso il rientro: altri malumori
Antonina D’Onofrio tornerà a fine mese. Era arrivata nel gennaio 2024 dopo Teresa Mazzotta. A sostituirla Ylenia Santantonio, il cui lavoro in questi mesi sembra essere stato particolarmente apprezzato da chi vive l’ambiente penitenziario
Bergamo. La direttrice del carcere Antonina D’Onofrio dovrebbe rientrare in servizio il 29 giugno dopo un’assenza iniziata il 3 marzo. Si tratta, secondo quanto emerge dall’ambiente penitenziario, di una fase legata a una possibile riorganizzazione interna segnata da alcune tensioni. Dopo questo periodo di ferie forzate, dal Ministero sarebbe arrivata l’indicazione a ripristinare la sua presenza a Bergamo. Almeno per ora.
La guida dell’istituto di via Gleno è stata affidata temporaneamente a Ylenia Santantonio, già direttrice a Sondrio e incaricata di garantire continuità gestionale in attesa di decisioni definitive. La reggente avrebbe già comunicato formalmente il subentro al personale e, secondo quanto riferito, il suo operato in questi mesi è stato valutato positivamente per l’attenzione alla valorizzazione delle diverse componenti interne e per il rafforzamento del rapporto con il territorio.
La situazione si inserisce in un contesto strutturalmente critico: il carcere bergamasco continua a registrare un forte sovraffollamento rispetto alla capienza regolamentare, una carenza di organico nella polizia penitenziaria e un aumento di detenuti con fragilità psichiatriche e problemi di dipendenza. Condizioni che contribuiscono a mantenere elevata la pressione sull’istituto.
Sul piano gestionale, il mandato di D’Onofrio viene descritto dai suoi detrattori come caratterizzato da uno stile più rigido rispetto a quello della precedente direttrice Teresa Mazzotta, particolarmente apprezzata per la capacità di dialogo e collaborazione con il territorio e con le realtà esterne impegnate in istituto. Tra gli episodi che hanno alimentato tensioni interne figura anche la sospensione, poi revocata dopo pochi giorni, del cappellano don Luciano Tengattini.
Il tutto si inserisce in una fase recente già complessa per l’istituto, che negli anni ha attraversato momenti delicati: dalla gestione travolta dall’inchiesta giudiziaria sull’ex direttore Antonino Porcino fino al periodo segnato dalla pandemia e dalla presenza di figure di riferimento venute a mancare come don Fausto Resmini.
Via Gleno resta in un clima di incertezza, in attesa di comunicazioni ufficiali sull’assetto definitivo della direzione.


