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Sport, Amicizia e Solidarietà: i protagonisti del Torneo dell’Accademia

Dagli atleti di diverse discipline agli sponsor fino ai volontari: la vera essenza della manifestazione raccontata attraverso le voci di alcuni dei protagonisti

Il torneo organizzato dall’Accademia dello Sport per la Solidarietà si conferma un appuntamento imperdibile, capace di coniugare l’agonismo sulla terra rossa con un traguardo benefico fondamentale. Ripercorrendo le voci dirette dei protagonisti raccolte durante l’evento, emerge un racconto corale fatto di impegno, amicizia e gratitudine, tutto mosso dall’energia inesauribile di Giovanni Licini.

Il motore della solidarietà: la voce degli sponsor

L’anima del torneo risiede nel contributo concreto di chi decide di scendere in campo sostenendo economicamente l’iniziativa.

Marco Migoni (Lia) riassume perfettamente lo spirito imprenditoriale legato all’evento: “Rappresentando, come associazione di categoria, gli imprenditori, quale metodo migliore per dare un ‘la’ a tanti altri imprenditori e avvicinarli al mondo della solidarietà, che secondo noi è la cosa più importante”.

La trasparenza è il vero punto di forza, secondo Marco Mancin (GMP Group), presenza fissa da tre lustri: “Sarà un buon quindici anni ormai che è un appuntamento fisso. Le risorse che si raccolgono vanno effettivamente a buon fine, e soprattutto sul nostro territorio bergamasco, e quindi è anche tangibile. Spesso si fa solidarietà ed è un po’ generica, invece qua c’è proprio concretezza”.

Il coinvolgimento è totale per Vittorio Calissi (UniGasket), sponsor da un decennio, che lancia un bel messaggio: “Aiutarsi, far del bene e pensare sempre ai terzi. Noi, che forse abbiamo un po’ più di fortuna, dare qualcosa di nostro”. E sul fondatore ammette con il sorriso: “Non puoi mai dirgli di no a Licini. Mai. È un grande.”

Un entusiasmo condiviso da Luigi Latini (Latini Formaggi): “È da qualche anno che faccio questo torneo. Non vedo sempre l’ora di iniziarlo. Partecipo perché Giovanni coinvolge tanta gente e ha uno scopo finale sempre eccellente”.

Veterani, campioni e volontari: “una grandissima famiglia”

Il torneo è un irrinunciabile ritrovo tra vecchi amici che condividono i medesimi valori da decenni, che richiama campioni di ogni disciplina.

Anche il mondo degli sport invernali risponde presente all’appello con Cesare Pisoni, orgoglioso di coinvolgere il suo team: “Per me è un onore poter venire in beneficenza e portare i miei atleti, la mia grande squadra. È qualcosa di fondamentale, e i miei ragazzi sono tanti anni che vengono, perché sono consapevoli dell’importanza di essere presenti”.

Tra i suoi atleti spicca la snowboarder Lucia Dalmasso, che si è messa in gioco con grande autoironia fuori dal suo habitat naturale: “Sinceramente io a tennis non ci gioco, nel senso che non vedo la pallina, però sono venuta comunque per portare un po’ di snowboard, un po’ di inverno in questa città calda in questo momento.”

Il compagno di squadra Maurizio Bormolini ribadisce il messaggio, evidenziando le priorità dell’evento: “Si mette da parte la competitività per la solidarietà, sicuramente. La cosa importante è lo scopo e, veramente, mi fa piacere, soprattutto sapendo a cosa andrà il ricavato”.

Mario Previtali (Stilcolor) è una vera istituzione della manifestazione: “Sono più di vent’anni che partecipo per la solidarietà, per la compagnia e per tutto il movimento che Giovanni Licini porta in giro. Plauso e tanto di cappello a lui e a tutti quelli che lo stanno facendo.”

Un pezzo di storia è rappresentato da Sergio Porrini (ex Atalanta), che ricorda con nostalgia: “Ho cominciato nei lontani anni ’90 quando giocavo ancora nell’Atalanta. Mi ricordo delle bellissime partite, quando c’era anche Stromberg“. Nonostante una pesante e ironica sconfitta incassata in doppio con Maurizio Ganz (“7 a 0 per gli avversari!”), si dice fiero: “Sono onorato e orgoglioso di esser parte di questa grandissima famiglia”.

L’evento respira anche grazie ai volontari, come Omar Frigeni (BR Gestione Cantieri): “Faccio parte dei volontari dell’Accademia. Ti trasmette un sacco di emozioni positive, oltre a poter sentire un po’ anche l’affetto delle persone, l’affetto dei bambini”.

Un esempio tangibile di questa preziosa catena di beneficenza è la presenza della Croce Azzurra di Almenno San Salvatore, i cui soccorritori prestano assistenza fissa durante le partite. La presidente Adelia Caglioni sottolinea quanto questo legame vada oltre il semplice presidio medico, trasformandosi in un vero supporto vitale: “Lo scorso anno, grazie a questa collaborazione, l’Accademia ha donato un contributo per l’acquisto di una nostra ambulanza, e quindi siamo profondamente grati a Giovanni Licini, ai volontari e a tutti gli sponsor. Oggi acquistare un’ambulanza per la nostra associazione diventa davvero molto difficile a livello economico, avere avuto questa possibilità è stato un grande privilegio”. Una sinergia che arricchisce anche dal punto di vista umano: “Condividendo le giornate qui, abbiamo conosciuto i volontari e contribuito a creare nuovi legami. C’è questa collaborazione e questo aiuto reciproco da parte loro e da parte nostra”.

Il campo: caldo e agonismo

Sebbene la beneficenza sia il fine ultimo, non appena si entra in campo lo spirito sportivo si fa sentire.

A tracciare il bilancio tecnico è il giudice federale Alcide Crotti: “Sta andando molto bene, malgrado il caldo, perché i giocatori ne risentono parecchio. Infatti, le partite si allungano fino al terzo set”. Inoltre, sottolinea l’alta caratura agonistica dell’edizione: “Quest’anno è importante perché ci sono 15.000 euro di montepremi. Ci sono giocatori di classifica molto alta, quindi è un buonissimo tabellone”.

I pattinatori su ghiaccio Charlene Guignard e Marco Fabbri non nascondono il loro DNA competitivo: “L’intento è divertirci, passare una bella serata in compagnia. Noi, essendo sportivi, puntiamo a vincere, però siamo qui, ovviamente, per una bella causa”.

L’impegno sul campo è intenso, e c’è chi ci scherza su. È il caso di Simone Cornali, veterano con due decenni di partecipazioni alle spalle, che commenta con il sorriso i ritmi faticosi del torneo: “Il problema è che Giovanni pensa che ho ancora trent’anni e quindi mi fa fare tre partite a sera! Cosa che mi viene molto difficile… mi diverto, ma molto difficile”. Eppure, la grinta non manca in vista degli impegni serali: “Stasera è importantissima, abbiamo il doppio a squadre e poi ho un doppio e un singolo alle nove e mezza. È sempre super divertente”.

Simone Perrotta (ex Atalanta), in attesa del proprio turno, commenta con ironia: “Sono imbattuto… perché devo ancora giocare! Adesso ho lo scontro conMagrin, che è sempre un osso duro. Ma è lo spirito che conta, e qua si respira sempre un’aria bellissima. È un bel momento di ritrovo, di ricordi e, soprattutto, per onorare il presidente Bortolotti”.

Infine, l’approccio di Alberto Moretti (Sun-Mac) ben riassume l’equilibrio tra goliardia e competizione che anima l’intera manifestazione: sui risultati ironizza con un “Lasciamo perdere, parliamo d’altro. Però vabbè, ci si diverte dai”, ma poi confida con un occhio al tabellone: “Per ora una l’ho vinta, poi adesso finiamo, vediamo”.