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Intesa Sanpaolo lancia l’Opa su Mps: offerta da 30,6 miliardi. Si infiamma il risiko bancario

L’operazione, comunicata dal gruppo guidato da Carlo Messina, punta a dare vita a uno dei maggiori player finanziari europei, con una capitalizzazione di mercato stimata in circa 126 miliardi di euro e oltre 20 milioni di clienti in Italia

Nono sono trascorse nemmeno 24 ore e a mercati ancora chiusi arriva, dopo la proposta di Banco Bpm su Monte Paschi di Siena, arriva il rilancio di Intesa Sanpaolo sulla banca senese.

Intesa Sanpaolo annuncia, infatti, lunedì mattina 8 giugno prima delle 7, un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sulle azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena. L’operazione, comunicata dal gruppo guidato da Carlo Messina, punta a dare vita a uno dei maggiori player finanziari europei, con una capitalizzazione di mercato stimata in circa 126 miliardi di euro e oltre 20 milioni di clienti in Italia.

L’offerta prevede, per ciascuna azione Mps conferita, un corrispettivo composto da 1,6 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo di nuova emissione e da 1 euro in contanti. In altri termini, per ogni 10 azioni Monte dei Paschi portate in adesione saranno assegnate 16 azioni Intesa e 10 euro cash.

Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Intesa Sanpaolo del 5 giugno 2026, pari a 5,682 euro, il corrispettivo implica una valorizzazione di 10,091 euro per ciascuna azione Mps. L’offerta incorpora così un premio del 12,5% rispetto alla chiusura di Borsa del titolo senese nello stesso giorno, pari a 8,97 euro, e del 17,4% rispetto alla media ponderata degli ultimi tre mesi.

L’istituto precisa che il corrispettivo potrebbe essere rivisto qualora Monte dei Paschi distribuisse un dividendo straordinario o effettuasse operazioni sul capitale prima del completamento della transazione. Intesa ha inoltre convocato l’assemblea degli azionisti per il prossimo 10 settembre, chiamata ad approvare l’operazione.

Nelle motivazioni dell’offerta, il gruppo sottolinea come il settore bancario europeo stia attraversando una fase in cui le dimensioni rappresentano un fattore sempre più determinante. “Il settore finanziario e bancario, sia a livello italiano che europeo, richiede un processo di consolidamento che crei campioni dimensionali capaci di sostenere gli investimenti necessari, nel contesto di evoluzione tecnologica e operativa, per competere con nuovi attori e mantenere livelli adeguati di redditività in un mercato sempre più integrato”, si legge nella nota.

Secondo le stime diffuse da Intesa Sanpaolo, la nuova entità potrebbe generare utili consolidati superiori a 16 miliardi di euro nel 2029 e garantire una remunerazione degli azionisti sostenuta sia da dividendi sia da programmi di riacquisto di azioni proprie. Le sinergie industriali derivanti dall’aggregazione sono valutate in circa 2,9 miliardi di euro annui ante imposte a regime, livello che dovrebbe essere raggiunto a partire dal 2029.

Il progetto punta inoltre a rafforzare la presenza del gruppo nel wealth management europeo. Le attività finanziarie della clientela, pari a circa 1.700 miliardi di euro a fine 2025, sono attese in crescita fino a circa 2.000 miliardi entro il 2029. In quest’area, l’integrazione tra il private banking, l’asset management e le attività assicurative di Intesa con le competenze di raccolta e consulenza patrimoniale di Mps dovrebbe generare importanti opportunità di sviluppo.

La nuova realtà avrebbe inoltre una posizione di rilievo nel corporate e investment banking europeo grazie all’integrazione delle attività della divisione IMI Corporate & Investment Banking con quelle di Mediobanca, oltre a rafforzare ulteriormente la propria leadership nel retail banking e nel credito al consumo sul mercato italiano.

Se completata, l’operazione segnerebbe una svolta per il sistema bancario nazionale, accelerando il processo di concentrazione del settore e dando vita a uno dei maggiori gruppi finanziari dell’Eurozona.