La riflessione
|“Mezzo miliardo per una strada che guarda al passato. Più smart working e trasporto pubblico, meno cemento”
Riceviamo e pubblichiamo lo scritto di Davide Bassanelli, residente a Sorisole, sul progetto della Paladina-Sedrina
Riceviamo e pubblichiamo lo scritto di Davide Bassanelli, residente a Sorisole, sul progetto della Paladina-Sedrina.
Il tracciato, di 6.5 km totali, interessa le piane di: Valbrembo e Paladina (Sombreno) con trincee e gallerie; Sorisole e Almè con trincee, rotatoria e grande svincolo a cielo aperto di centinaia di metri nella Riserva Naturale di Petosino; Villa d’Almè (Brughiera) con trincee. Infine una galleria (3.5 km) nel sottosuolo di Villa d’Almè (Bruntino) termina con un raccordo a due viadotti alla Botta di Sedrina prima della galleria Maivisto. Dal sito della Provincia di Bergamo è scaricabile il Pdf del progetto.
Il tracciato previsto danneggia vaste aree rurali/boschive, deturpando zone di elevato pregio naturale, paesaggistico, storico e culturale e intaccando, nei tratti in trincea e galleria, i torrenti di pianura/fondovalle e la falda acquifera, che nelle zone umide è alla profondità di 1 solo metro dal piano campagna.
All’interno di questi territori, facenti tutti parte del Parco Regionale dei Colli di Bergamo, vi sono: centri storici, beni vincolati, giardini storici, aree boscate, campi agricoli storici e non, pascoli e prati stabili, aree umide, roccoli, esemplari arborei isolati, filari e balze, percorsi ciclopedonali e strade bianche.
Al grande svincolo di Petosino, di elevato impatto paesaggistico, il transito giornaliero dei veicoli percorrenti la variante per l’intero tragitto Paladina-Sedrina (stima 20.000) si sommerà agli attuali 30.000 della strada provinciale SP ex SS 470 da Bergamo a Villa d’Almè. In tale zona, geomorfologicamente depressa, il traffico provocherà un grave aumento degli inquinamenti acustico, atmosferico e luminoso e l’innalzamento della temperatura nei dintorni.
Le tempistiche di realizzazione (2023) sono stimate in 6 anni con un costo di più di mezzo miliardo di euro: è un’opera che rincorre il presente e non pensa al futuro, ancora legata al modello di crescita di fine secolo. Al suo termine, le necessità della valle saranno probabilmente già mutate.
Il lavoro da casa (smart working) e le attività che in Valle Brembana creano lavoro e un circolo virtuoso locale vanno da subito incentivate con fondi economici e specifici progetti. Gli abitanti brembani devono poter vivere in modo sostenibile senza la necessità di spostarsi ogni giorno in pianura.
La riqualificazione dell’attuale asse stradale, la revisione delle rotatorie, l’aggiunta delle corsie di svolta a sinistra, la completa eliminazione dei semafori (anche pedonali, sostituendoli con adeguati sottopassi), il potenziamento dei veicoli pubblici (tramvia, autobus…), sono interventi basilari che possono ridurre efficacemente la congestione del traffico.



