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L’auto in sosta sullo Spalto di San Giacomo era autorizzata dal Comune

La vettura era riconducibile all’estivo: l’accordo con Palazzo Frizzoni consente “l’accesso e la sosta operosa” a gestori e fornitori

Bergamo. La foto ha innescato la discussione sui social, suscitando diverse critiche da parte dei cittadini. Un’auto parcheggiata sullo Spalto di San Giacomo, nel cuore delle Mura veneziane patrimonio Unesco. Un elemento, inizialmente solo ipotizzato, merita di essere aggiunto alla vicenda: la vettura immortalata nel baluardo era riconducibile all’attività estiva ospitata quest’estate sullo Spalto e, alla luce dell’accordo sottoscritto con il Comune, la sua presenza risulta compatibile con le regole che disciplinano l’utilizzo dello spazio.

Nel documento si legge infatti che “è consentito l’accesso e la sosta operosa all’area concessa esclusivamente ai mezzi dei fornitori e per le attività di montaggio e smontaggio delle strutture. È sempre vietata la sosta inoperosa”. Una precisazione che cambia la lettura dell’episodio: inizialmente la presenza dell’auto era stata interpretata come una possibile infrazione, mentre il regolamento prevede deroghe specifiche per consentire il funzionamento delle attività autorizzate nel baluardo.

Poco chiaro appare il concetto di “sosta operosa” richiamato nel testo. Il documento autorizza l’accesso e la sosta dei mezzi legati all’attività, ma non precisa per quanto tempo questi possano rimanere all’interno dell’area. Un aspetto non secondario, considerando che alcuni cittadini hanno segnalato la presenza dell’auto per diverse ore consecutive.

Il dibattito sollevato dalla fotografia, però, va oltre il singolo caso e si inserisce nel rapporto tra tutela e utilizzo di uno dei monumenti più iconici (e protetti) della città. Vedere un’auto all’interno del baluardo ha suscitato perplessità in molti cittadini, indipendentemente dalla sua effettiva autorizzazione.

La domanda, allora, non è più se quel suv avesse il diritto di trovarsi lì. Il regolamento lo prevede. L’interrogativo è un altro: è opportuno che uno spazio di tale valore storico possa ospitare veicoli, seppur per esigenze operative? Le opinioni possono essere diverse. Da una parte la necessità di consentire il funzionamento dell’estivo, dall’altra la volontà di preservare la fruizione di un luogo tra i simboli più riconoscibili di Bergamo.

L’auto, insomma, era nel posto giusto secondo il regolamento. Resta da capire se sia il regolamento a essere nel posto giusto.