Il caso
|La “marcia” su Levate, quando gli adulti insegnano la guerra ai bambini
Per la chiusura del campo scuola organizzato dagli alpini, i bambini del paese hanno marciato reggendo gli stendardi delle brigate: “Sono ragazzi, non soldati: un conto è spiegare loro chi sono gli alpini, un altro farli marciare. Bisogna insegnare la pace”
Levate. “Avanti, marsch, fianco dest, fianco sinist”: chi non li riconoscerebbe gli ordini delle marce militari, forse solo i bambini. Ma no, li conoscono anche i bambini, quantomeno quelli di Levate, che domenica 24 maggio hanno marciato in centro al paese reggendo, in testa alle file, gli stendardi delle brigate alpine: Taurinense, Tridentina, Cadore e via dicendo.
Erano gli alunni delle quinte elementari e terze medie del paese: in piazza Duca d’Aosta hanno chiuso così le quattro giornate di campo scuola a loro dedicate dagli Alpini, organizzate in collaborazione con il Comune. “Piccoli balilla crescono”, è stato il commento di un cittadino di Levate che, passando di lì per caso, con sconcerto ha assistito alla parata e deciso di inviare a Bergamonews un paio di video. “Com’è possibile che li abbiano fatti marciare – dice il signore – sono bambini, non soldati. Un conto è spiegare loro chi sono e cosa fanno gli Alpini, un altro farli marciare. Bisogna insegnare la pace, non la guerra”.
A margine delle polemiche ormai pluriennali sulle parate militari per il 2 giugno, festa della Repubblica, in Bergamasca si aggiunge così un nuovo piccolo caso. In effetti la costituzione prevederebbe il ripudio della guerra e, sebbene non esista una legge specifica, le linee guida sull’insegnamento dell’educazione civica a scuola comprenderebbero anche l’educazione alla pace.
“Ma la marcia non era fatta per inneggiare alla guerra – commenta la sindaca di Levate, Paola Agazzi, che ha partecipato in fascia tricolore -. È il momento finale del campo scuola con gli Alpini, dove i bambini hanno imparato l’educazione civica nel concreto, facendo per esempio prove di intervento con la Protezione civile e i Vigli del fuoco. È un’esperienza positiva, in cui svolgono diverse attività collaborando e imparando a stare insieme, perfino la marcia è in qualche modo una palestra, di educazione motoria e cooperazione”.
La sindaca spiega che il campo si è svolto anche l’anno scorso ed è previsto da un protocollo triennale: si ripeterà, quindi, anche nel 2027. I bambini e i ragazzi hanno saltato due giorni di scuola e passato tre notti e quattro giornate dormendo in tenda, mangiando nella cucina da campo e rinunciando completamente allo smartphone. “Ho dormito anch’io con loro – continua Agazzi -, come responsabile adulta di una delle tende. Sicuramente la marcia militare non è indispensabile ma non va vista come ‘educazione alla guerra’, i bambini l’hanno vissuta semplicemente come la dimostrazione finale di quanto imparato al campo”.
Ma nell’epoca delle guerre che si moltiplicano e del riarmo, quando la guerra sembra essere tornata un’attività “normale” e non il famoso strumento di risoluzione dei conflitti che la Costituzione italiana ripudia, la sensibilità dei cittadini è alta. E non tutti hanno assistito con gioia a quell’avanti marsch eseguito dai piccoli Alpini “in prova” di Levate.
Eppure, secondo quanto riferisce la sindaca Agazzi, di lamentele da parte degli insegnanti o delle famiglie non ne sono arrivate, anzi. E il protocollo approvato dalla Giunta comunale (e “apprezzato anche dalla minoranza”, precisa la prima cittadina) dice che il campo scuola si farà anche l’anno prossimo. Chissà se, nel 2027, gli “avanti marsch” impartiti ai bambini faranno venire la “pelle d’oca da sabato fascista” a qualche levatese in più.

