Idroelettrico, il Pd incalza la Regione: “Basta rinvii sulle concessioni, servono investimenti per la montagna”
Scandella e Mottinelli chiedono di sbloccare una partita ferma da anni
“Le aree interne e i Comuni di montagna aspettano da anni adeguati investimenti per rilanciare le economie locali. Crediamo che non ci sia fonte migliore di finanziamento delle grandi concessioni idroelettriche: è arrivato il momento che Regione Lombardia prenda in mano la situazione che da anni è in stallo, con concessioni di sfruttamento delle centrali scadute dal 2010 che vengono prorogate di anno in anno senza garantire prospettiva agli operatori, certezze e investimenti necessari, e con canoni assolutamente sproporzionati (in difetto) rispetto agli enormi guadagni che fruttano”.
Il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella e il responsabile Montagna della Segreteria regionale Pd Lombardia Pier Luigi Mottinelli, all’indomani del Consiglio regionale straordinario che giovedì 4 giugno ha evidenziato l’importanza dell’idroelettrico come migliore e costante fonte rinnovabile a disposizione dei nostri territori, non hanno dubbi: “Quella delle concessioni di utilizzo delle centrali idroelettriche è la partita decisiva per il futuro dei nostri territori”.
“Dall’acqua che scende dalle nostre montagne possono arrivare ‘fiumi’ di fondi destinati a quei territori, che da tanti anni sono in sofferenza, con l’abbandono dei giovani e l’economia locale in affanno – dichiara Mottinelli – che sarebbe la vera e virtuosa “remigrazione” “.
“Regione Lombardia – prosegue Scandella – deve smetterla di parlare di autonomia e cominciare a praticarla, a partire dai temi come quel grande patrimonio che è l’idroelettrico, sul quale la legge le attribuisce – dal 2019 – piena titolarità. A nostro parere è estremamente interessante la costituzione di una società mista pubblico-privata per la gestione delle concessioni idroelettriche, soluzione che permette di valorizzare l’esperienza e la competenza delle società private presenti oggi in Lombardia e al contempo garantire alla Regione la partecipazione diretta agli utili e una pianificazione condivisa su investimenti e gestione di un bene pubblico come l’acqua, nell’interesse dei territori e dei cittadini”.
“Ma anche se si scegliesse un’altra strada per le nuove concessioni – concludono Scandella e Mottinelli – è indispensabile non perdere altro tempo: più si prolunga questa situazione di stallo, più rimangono al palo gli investimenti nella sicurezza degli impianti e nell’innovazione, oltre che le risorse ingenti che spettano ai territori; bisogna vincolare le concessioni ai necessari investimenti in ammodernamento e sicurezza degli impianti, migliore gestione dei bacini, incremento della capacità di pompaggio e sviluppo di servizi di flessibilità di rete, anche in raccordo con Terna e con gli operatori del settore”.



