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Piccoli registi crescono: “Cartoni Animati in Corsia” arriva al cinema con i corti dei pazienti pediatrici

Nuova edizione del progetto promosso dall’Associazione Avisco. Le opere sul grande schermo domenica 7 giugno allo Schermo Bianco

Bergamo. Nel biennio 2025-2026 i reparti pediatrici degli Spedali Civili di Brescia e dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo si sono trasformati in piccoli studi di animazione, dove bambini e ragazzi ricoverati hanno ideato e realizzato cortometraggi in stop motion. Le opere approdano ora sul grande schermo in due appuntamenti aperti al pubblico: giovedì 4 giugno alle 18,30 al Cinema Nuovo Eden di Brescia e domenica 7 giugno alle 10,30 al Cinema Lo Schermo Bianco in città.

In sala saranno presenti i giovani autori insieme alle loro famiglie. Le proiezioni proporranno una selezione comune di sette cortometraggi realizzati nell’ambito di “Cartoni Animati in Corsia”, progetto promosso da Avisco. La nuova edizione è caratterizzata da lavori di animazione ispirati a poesie e albi illustrati dedicati all’infanzia e all’adolescenza: Pieno e vuoto di Chiara Bellemo e Lucia Virardi, Occhio ladro di Marco Tappari e Chiara Carminati, Poesie di luce di Silvia Giarratana, Sdeng Bum Splash! Il grande libro dei rumori di Britta Teckentrup e Si può di Giusi Quarenghi e Alessandro Sanna. La proiezione di Bergamo vedrà inoltre la partecipazione straordinaria di Bruno Bozzetto, tra i più importanti maestri del cinema d’animazione italiano.

“Sono ormai quattro anni che il progetto è presente nei nostri reparti e i risultati confermano quella che inizialmente era soltanto un’intuizione nata grazie a un’occasione straordinaria. Oggi rappresenta una presenza stabile, attesa e sempre più integrata nella vita dei reparti pediatrici”, dichiara Simonetta Cesa, direttore Socio-Sanitario dell’Asst Papa Giovanni XXIII. L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo sia dai bambini sia dalle famiglie, contribuendo a migliorare la qualità dell’esperienza ospedaliera. “Non si tratta soltanto di un’attività creativa o ricreativa – aggiunge Cesa – ma di uno strumento capace di trasformare il tempo della malattia e del ricovero in un’esperienza espressiva, significativa e profondamente umana”.

Entrambi gli appuntamenti di proiezione delle opere sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. Da quarant’anni Avisco promuove la sperimentazione e la formazione sui linguaggi audiovisivi e sulle nuove tecnologie come strumenti di inclusione, socializzazione, espressione personale e partecipazione culturale. L’associazione bresciana opera in contesti educativi e sanitari attraverso laboratori di produzione audiovisiva per bambini e ragazzi, percorsi di educazione all’immagine e attività di formazione rivolte a insegnanti ed educatori.

Dal 2012 realizza all’Ospedale dei Bambini di Brescia il progetto “Cartoni Animati in Corsia”, un’esperienza unica nel suo genere che negli anni ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali. In occasione di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023, il progetto è stato inserito nel dossier “La città illuminata”, all’interno del capitolo dedicato al tema “La cultura come cura”. Con il titolo “Un ponte luminoso tra Brescia e Bergamo: Cartoni Animati in Corsia”, l’iniziativa è stata estesa anche ai reparti pediatrici del Papa Giovanni, dove si è consolidata con risultati particolarmente positivi.

Carla Boglioni, presidente di Avisco, richiama il Protocollo d’Intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute, presentato il 5 febbraio 2026. “La sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha ricordato come la cultura, e in particolare il cinema, rappresenti una risorsa viva capace di incidere concretamente sul benessere delle persone. Già nel 2019 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso la più ampia revisione esplorativa sul tema, aveva riconosciuto il valore delle arti come risorsa complementare ai percorsi terapeutici – afferma Boglioni -. Negli ultimi dieci anni l’Italia è diventata uno dei laboratori europei più interessanti nel campo del welfare culturale, grazie alla collaborazione tra musei, ospedali, fondazioni, cooperative, associazioni e istituzioni culturali impegnate sui temi della salute mentale, dell’inclusione, della disabilità e della coesione sociale».

“La gratuità del progetto non significa che il progetto non abbia un costo – sottolinea Vincenzo Beschi, direttore artistico di Avisco -. Il problema non è la mancanza di generosità, ma la necessità di reperire ogni anno nuove risorse”. Tra Brescia e Bergamo, Cartoni Animati in Corsia richiede infatti un investimento di circa 80 mila euro l’anno, sostenuto grazie al contributo di enti, fondazioni e sostenitori privati.

“In un momento storico in cui si parla molto di intelligenza artificiale, noi scegliamo di valorizzare attività concrete e manuali. Vedere bambini che disegnano, ritagliano, modellano e animano le proprie idee non è affatto scontato”, osserva Tomaso Tiraboschi, coordinatore del progetto a Bergamo.

Sul valore educativo dell’iniziativa interviene anche Loredana Poli, consigliera comunale ed ex assessora all’Istruzione del Comune di Bergamo: “Mi colpisce il ruolo del welfare culturale a supporto della cura, ma soprattutto la consapevolezza educativa che questo progetto porta con sé. Si tratta di contributi preziosi per la crescita dei ragazzi”.

“L’esperienza con Avisco è stata estremamente positiva e significativa – afferma Patrizia Ghilardi, responsabile per la Direzione Professioni Sanitarie e Sociali del Dipartimento Materno Infantile e Pediatrico e del Percorso Nascita dell’Asst Papa Giovanni XXIII –. Fin da subito abbiamo percepito un approccio professionale, appassionato e attento ai dettagli, pienamente coerente con le nostre modalità operative”.

Un aspetto centrale del progetto è il lavoro svolto da operatori specializzati, le cui competenze spaziano dall’ambito tecnologico a quello psico-socio-sanitario. La psicologa e psicoterapeuta Elena Pezzoli sottolinea come il valore professionale di queste figure meriti un adeguato riconoscimento. “Ci occupiamo di bambini affetti da patologie molto complesse – spiega Lorenzo D’Antiga, direttore del dipartimento Materno Infantile e Pediatrico e dell’Unità di Pediatria dell’Asst Papa Giovanni XXIII -. Il nostro obiettivo è fare in modo che il percorso di cura si inserisca il più possibile nella normale crescita del bambino. Gioco, scuola, arte e creatività non sono elementi accessori, ma aspetti fondamentali dello sviluppo della persona. Offrire spazio alla creatività significa valorizzare ciò che è autenticamente umano”.

Particolarmente toccante la testimonianza di Antonella Ghezzi, coordinatrice infermieristica della Chirurgia Pediatrica e dell’Epatologia, Gastroenterologia Pediatrica e Trapianti. Ghezzi racconta la storia di una bambina che, in attesa di un trapianto, non riuscì a completare il cartone animato che aveva iniziato e affidò il proseguimento della storia a un altro bambino. Dopo l’intervento, la piccola descrisse l’esperienza con una frase rimasta nel cuore degli operatori: “Che bello, allora tutti noi siamo legati da un filo che unisce le nostre storie in un cartone animato unico”.

“Credo che il laboratorio sia stato proprio questo: un filo – afferma Ghezzi -. Il suo valore più grande è aver dato ai bambini la possibilità di non essere definiti soltanto dalla malattia. Quel cartone animato non rappresenta solo il risultato di un percorso creativo, ma il legame che unisce le loro emozioni, il loro coraggio e la bellezza che hanno saputo regalarci”.

Accanto ai laboratori in corsia e alle proiezioni cinematografiche, in collaborazione con il Cinema Nuovo Eden Avisco ha promosso “Animare lo sguardo”, un percorso formativo rivolto ai docenti delle scuole dell’infanzia e primarie per approfondire il linguaggio del cinema d’animazione e le sue potenzialità educative. Il corso, svolto dal 4 marzo al 1° aprile 2026, ha alternato momenti teorici e attività laboratoriali, offrendo strumenti concreti per integrare il linguaggio audiovisivo nella didattica e sviluppare una maggiore consapevolezza nella lettura delle immagini. Sempre in collaborazione con il Cinema Nuovo Eden e con Cinefilante di Prato, il 13 maggio si è inoltre svolta una mattinata dedicata alla proiezione di cortometraggi d’autore per le scuole.