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Gamec ospiterà a palazzo della ragione di Bergamo per tutta estate Tabula Plena con la grande piattaforma di Fosbury Architecture, le sculture di Claire Fontaine e i laboratori aperti a tutti.

Bergamo. L’educazione intesa come pratica di libertà, emancipazione e trasformazione sociale. È questo il fulcro di Tabula Plena, il nuovo progetto espositivo e laboratoriale della Gamec, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, pensato per animare l’estate del 2026 dal 4 giugno al 18 ottobre 2026 che trova spazio nella splendida cornice del Palazzo della Ragione in Città Alta.

L’iniziativa si inserisce nella splendida cornice del programma culturale “La Pedagogia della speranza”. Per l’occasione, lo storico palazzo si trasforma in un vero e proprio spazio permanente di incontro, confronto e produzione di conoscenza condivisa, scardinando la concezione tradizionale di museo.

“Il progetto Tabula Plena segna un cambio di prospettiva rispetto al percorso sviluppato dalla Gamec nel corso degli ultimi anni nel contesto del Palazzo della Ragione. Se in passato la programmazione ha privilegiato la realizzazione di opere artistiche di importanti autori e autrici internazionali ispirate dal palazzo stesso, l’intervento di Fosbury Architecture e Claire Fontaine ne amplia e ne trasforma la natura. Non si tratta di una mostra in senso stretto, ma di un laboratorio permanente: uno spazio in cui pratiche artistiche e processi educativi si intrecciano quotidianamente. Questo percorso nasce da una proficua sinergia interna: il Dipartimento Educativo e l’ufficio mostre della Gamec hanno lavorato insieme fin dalle prime fasi, definendo un metodo di lavoro che intendiamo consolidare nel tempo” afferma Lorenzo Giusti, Direttore Gamec.

“Tabula Plena porta nel cuore di Bergamo una riflessione molto attuale sul modo in cui costruiamo la nostra conoscenza, relazioni e consapevolezza in una società attraversata da cambiamenti sempre più rapidi” dichiara Elena Carnevali, Sindaca del Comune di Bergamo

“Dal 2018 l’amministrazione comunale ha attivato una riflessione sulla vocazione e gli utilizzi della Sala delle Capriate, privilegiando il dialogo fra storicità e contemporaneità. Con il programma ‘Pedagogia della speranza’, l’installazione di quest’anno non è una semplice mostra, ma si configura come una piattaforma di conoscenza dove azioni laboratoriali e opere si intrecciano” evidenza Sergio Gandi, Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo.

Un Progetto Sostenuto dal Territorio

La realizzazione di un palinsesto così ambizioso testimonia la fitta rete di relazioni che sostiene la Gamec. L’istituzione si muove grazie anche all’alleanza strategica con i suoi due soci fondatori: il Comune di Bergamo e Tenaris Dalmine, partner storico che garantisce le risorse fondamentali per tradurre i progetti in realtà.

Accanto a loro, un fondamentale contributo arriva da una generosa rete d’impresa che vede schierati partner come Brembo, Intesa Sanpaolo, Sacbo, Camera di Commercio, Curnis, Publifarm, Confindustria, Iterchimica, Uniacque, Istituto Clinico Quarenghi e molti altri. È proprio grazie a questo supporto che il progetto estivo può essere offerto al pubblico in modalità totalmente gratuita, configurandosi come un autentico dono accessibile a tutta la comunità.

“Il legame con le comunità del territorio bergamasco trova continuità in ‘Pedagogia della Speranza’, il programma annuale che la GaMeC dedica al tema dell’educazione, terzo pilastro strategico dell’attività museale insieme alla valorizzazione delle collezioni pubbliche e all’attività espositiva. Con questo bagaglio guardiamo al traguardo della nuova sede, con la speranza che possa diventare la traduzione spaziale di una rinnovata identità istituzionale” annota Simona Bonaldi, Presidente Gamec.

L’Installazione: Cos’è e Cosa Succederà a Palazzo della Ragione

Il progetto, guidato dalla direzione artistica di Lorenzo Giusti e da un team curatoriale composto da Sara Fumagalli, Valentina Gervasoni, Irene Guandalini, Sara Tonelli e Rachele Bellini, si articola in tre grandi anime: la grande piattaforma di Fosbury Architecture, le sculture di Claire Fontaine e i laboratori aperti a tutti.

  1. La Piattaforma Abitabile di Fosbury Architecture

Il collettivo multidisciplinare ha progettato una piattaforma accogliente e accessibile, opposta al concetto di tabula rasa: qui il sapere non si subisce passivamente, ma si costruisce criticamente ispirandosi al pensiero del pedagogista Paulo Freire. “la nostra idea di design si radica in un’idea di collaborazione di saperi diversi, il design ha il potere di creare progetti diversi, affrontare temi del quotidiano e metterli in un opera spazializzata, proprio come lo è questa installazione” dichiarano Claudia Mainardi e Giacomo Ardesio di Frosbury Architecture.

Lo spazio è caratterizzato da una grande superficie nera che ricorda la lavagna scolastica, arricchita da “glifi”, ovvero delle configurazioni visive, nati dai laboratori preliminari che hanno coinvolto ben 13 classi delle scuole bergamasche. La struttura include anche un’arena destinata all’incontro, all’ascolto e alla lettura.

  1. Le Emoji Luminose di Claire Fontaine

In stretto dialogo con la piattaforma si situano cinque sculture luminose sospese che riproducono delle emoji con raffigurati tre pianeti Terra, uno smartphone e un pacco regalo. Sottraendo queste immagini familiari al flusso digitale per trasformarle in oggetti fisici, il duo artistico ci invita a un processo di unlearning o in italiano disapprendimento: uno stimolo a riflettere su come gli schermi medino le nostre vite e su cosa possiamo sottrarre alle logiche di consumo per trasformarlo in un gesto d’amore gratuito e benefico. “La cooperazione è il cuore del nostro lavoro, l’installazione che vedete è un vero e proprio lavoro sinergico di squadra. Con questa installazione abbiamo voluto rappresentare ciò che ci accomuna a tutti, come le emoji, elementi che usiamo tutti e che usiamo nel digitale per comunicare qualcosa. Abbiamo pensato quindi di traslare queste emoji dal digitale al reale tramite queste sculture. è un progetto sperimentale. Abbiamo creato un vero e proprio intervento di decontestualizzazione di queste forme di autorappresentazione” sottolinea Fulvia Carnevale di Claire Fontaine.

  1. I Tre Laboratori Permanenti (Gratuiti)

Attivi per tutta la durata della manifestazione, i laboratori mettono in discussione le nostre certezze quotidiane:

  • Numero Cromatico: Attraverso lavagne magnetiche e tessere, i visitatori creano configurazioni algoritmiche, dimostrando che l’algoritmo è una scelta umana e non un destino predeterminato.
  • Busillis di Sabrina D’Alessandro / URPS: Partendo da parole rare e oggetti insoliti, stimola l’immaginazione e trasforma le narrazioni del pubblico in un grande archivio sonoro collettivo.
  • Parliamo di Educazione di Adelita Husni Bey: Un invito a mettere in discussione le contraddizioni delle parole che usiamo ogni giorno nel mondo della scuola, stimolando il pensiero critico.

Il Prossimo Appuntamento

Il primo grande evento del Public Program si terrà sabato 6 giugno, dalle 10 alle 13. La piattaforma ospiterà il laboratorio dialogico “Evidenze Comuni”, a cura del collettivo svizzero microsillons.

L’incontro esplorerà le pedagogie critiche capaci di svelare le strutture di potere e supportare le forme di solidarietà, cercando di rispondere a una domanda fondamentale: a quali strumenti dovremmo educarci per reinventare il mondo in comune?

L’evento è gratuito e si terrà in lingua inglese con traduzione in italiano. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria scrivendo a biglietteria@gamec.it.