Dopo la tragedia
|Alla pista di Valbrembo si torna a volare: “Daniel avrebbe voluto così”. Eseguita l’autopsia, speranza per l’allievo 19enne che era con lui
Roberto Magnani, direttore della scuola di volo Cantor Air: “Chiedeva consigli: voleva capire, crescere, fare le cose al meglio”. Sul futuro dell’aeroporto battaglia a suon di petizioni
Là dove c’erano i rottami dell’aereo, oggi c’è un mazzo di fiori bianchi con un bigliettino: “Per Daniel”. “Era come un figlio. Uno degli istruttori su cui potevo fare totale affidamento – ricorda commosso Roberto Magnani, direttore della scuola di volo Cantor Air -. Era attento, curioso, sempre pronto a migliorarsi. Mi aveva chiesto un consiglio su alcune procedure operative. Lo faceva spesso. Voleva capire, crescere, fare le cose al meglio. Chiedeva consigli a chi aveva più esperienza e anche pochi giorni prima dell’incidente mi aveva contattato per questo”.
Nella sua mente è tanto vivo quanto doloroso il ricordo di Daniel Taino, 26 anni, istruttore dell’aeroclub di Valbrembo morto lunedì 1 giugno durante un volo di addestramento. Il Cessna 152 su cui viaggiava insieme a M.A, un allievo di 19 anni, è precipitato in via Don Bosco, sfiorando le case a poche centinaia di metri dalla pista. L’impatto con il suolo è stato violentissimo e per l’istruttore non c’è stato nulla da fare, mentre il giovane allievo è rimasto gravemente ferito. Nelle ore successive alla tragedia la scuola ha sospeso temporaneamente le attività di volo, per poi riprenderle proprio nella giornata di venerdì: “Abbiamo ricominciato a volare per lui e per i nostri allievi – spiega Magnani -. Devono continuare il loro percorso formativo, anche per ragioni psicologiche e di mantenimento delle abilitazioni. Se fosse stato qui, Daniel sarebbe stato il primo a voler tornare in volo”.
In mattinata è stata eseguita l’autopsia sul corpo del giovane nella camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni, alla presenza del medico legale Matteo Marchesi. Un passaggio indispensabile per escludere ad esempio l’ipotesi di un malore. Al termine degli accertamenti la salma è stata riconsegnata della famiglia. Alla madre Debora, a papà Carlo e ai due fratelli.
Restano delicate le condizioni del 19enne che era a fianco di Daniel. È ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Bergamo, ma chi è vicino al ragazzo parla di lievi segnali di miglioramento che accendono un piccolo faro di speranza.
Sul fronte delle indagini, il pubblico ministero Raffaella Latorraca ha aperto un fascicolo a carico di ignoti con l’ipotesi di omicidio colposo. Il Cessna posto sotto sequestro verrà analizzato insieme ai reperti recuperati sul luogo della tragedia. Tra gli elementi centrali dell’inchiesta vi è la bassa quota di volo mantenuta prima dell’impatto con un palo dell’elettricità: i dati del transponder saranno fondamentali per ricostruire traiettoria, velocità e altitudine del velivolo. Resta da chiarire anche chi fosse ai comandi al momento dell’incidente, trattandosi di un aereo scuola con doppia postazione di pilotaggio e strumentazione identica per istruttore e allievo.
Accanto al dolore si apre anche il dibattito sul futuro dell’aeroporto di Valbrembo, con due petizioni online alla ricerca di soluzioni per la tutela dei cittadini e dello scalo. La prima, promossa dalla Ava, Aero Club Volovelistico Alpino, sulla piattaforma Change.org, chiede di garantire la continuità delle attività di formazione aeronautica. I promotori sottolineano il ruolo storico dello scalo, attivo dal 1969, come centro specializzato per piloti di volo a vela e a motore e, dal 2010, anche per la formazione di piloti di linea. La richiesta mira a tutelare la funzione didattica dell’aeroporto ed esclude ipotesi di riconversione o ridimensionamento: “Chiediamo il supporto di tutta la comunita per garantire la continuità delle attività dell’aeroporto e per facilitare tutte le iniziative. Solo attraverso un’azione collettiva possiamo assicurarci che questo aeroporto continui a essere un simbolo di eccellenza e innovazione. False notizie parlano di ampliamenti commerciali e apertura a traffico di linea e commerciale. Questo aeroporto non e’ aperto al traffico commerciale e mai lo sarà, semmai svolge la funzione di scuola d’eccellenza per la formazione di centinaia di piloti all’anno. Aiutaci a proteggere l’aeroporto di Valbrembo e a mantenere vive le sue preziose tradizioni e i suoi successi”. In poche ore si contano già circa 400 firme.
Poche settimane fa, invece, il comitato “Cielolibero 2021” aveva lanciato un’altra petizione online chiedendo una rivalutazione ambientale dell’aeroporto e una regolamentazione più stringente. I promotori avevano richiamato l’attenzione su un recente incidente avvenuto durante una lezione di volo in provincia di Ravenna, osservando come le conseguenze avrebbero potuto essere molto più gravi in un’area urbanizzata come quella della conca del Brembo. In questo caso le firme hanno superato quota 900.





